Famiglia nel bosco, i dubbi dei giudici: «Rischi per salute dei figli, scuola e capacità economica»

[analyse_image type=”featured” src=”https://statics.cedscdn.it/photos/MED_HIGH/2025/12/22/9259316_22071805_nathan.jpg”]

Famiglia nel bosco, i dubbi dei giudici: «Rischi per salute dei figli, scuola e capacità economica»

Cosa dice l’ordinanza

Famiglia nel bosco. «Salute, scuola e capacità economica»: ecco i dubbi dei giudici
di Sonia Paglia
3 Minuti di Lettura
lunedì 22 dicembre 2025, 07:20 – Ultimo aggiornamento: 23 dicembre, 08:36
aggiornamentiRoma WeekendNewsletter
Gli eventi del fine settimana, ogni giovedìIscriviti e ricevi le notizie via email

.nl-optin-notext.nl-optinform .testata-bg {
background: #b22222;
}
.nl-optin-notext.nl-optinform .bg-wrap>div .nl-optin-bg {
opacity: 1;
background: #eee;
}

PALMOLI I rischi per la salute e lo sviluppo dei bambini. Una sorta di “cauzione” per danni che i minori avrebbero potuto subire da accertamenti medici. La Corte d’Appello ricostruisce l’iter della famiglia del bosco e ribadisce che i rilievi formulati dal Tribunale per i minorenni risultano corretti e fondati. Quanto alla presunta violazione del diritto all’assistenza linguistica, l’ordinanza dà atto dell’«insussistenza della violazione del diritto all’assistenza linguistica», evidenziando che «i reclamanti non hanno manifestato difficoltà nel comprendere o nell’esprimersi nella lingua italiana, né mai chiesto aiuto in tal senso, comprendendo esattamente il senso delle domande». Sotto il profilo sanitario, la Corte richiama le date e le circostanze già valutate in primo grado.
«I minori, inizialmente privi di un medico di base, hanno effettuato la prima visita pediatrica il 24 luglio scorso» e «il 31 luglio scorso i genitori hanno rappresentato la contrarietà all’effettuazione degli ulteriori accertamenti richiesti dalla pediatra». E ancora, si legge nell’ordinanza, «sussisteva al momento dell’adozione del provvedimento impugnato una situazione di danno in capo ai minori derivante dalla impossibilità di svolgere tutti gli accertamenti sulle loro condizioni di salute», mentre «attualmente si stanno svolgendo all’interno della casa famiglia».

I DANNI

Dopo il primo provvedimento del 22 maggio «i minori non hanno completato il ciclo vaccinale, né sono stati sottoposti agli esami ed alla visita neuropsichiatrica prescritti dalla pediatra», a causa dell’opposizione dei genitori che avevano scritto: «Accettiamo la richiesta al costo condizionale di 50.000 euro per ogni minore», chiedendo provocatoriamente una sorta di cauzione per non meglio specificati danni che i minori avrebbero potuto subire da accertamenti che invece erano richiesti a tutela della loro salute. Riguardo all’istruzione Unschooling, i giudici rilevano, come già fatto dal Tribunale, che «dalla documentazione non risulta la dichiarazione sulla capacità tecnica o economica di provvedere all’insegnamento parentale». Viene anche evidenziato «l’omesso deposito di ogni documentazione relativamente al primo anno scolastico della figlia maggiore».
L’ordinanza sottolinea inoltre che «le valutazioni di idoneità relative sia al passaggio alla seconda classe che a quello alla terza classe della scuola primaria della figlia maggiore contrastino in modo eclatante con le condizioni di istruzione verificate dopo l’inserimento in casa famiglia», dove «è emerso che la bambina non sa leggere e scrivere, né in inglese né in italiano, ed a stento scrive il proprio nome sotto dettatura». Sulle condizioni abitative si ribadisce l’inidoneità del rudere. I giudici condividono le valutazioni del Tribunale sulla socializzazione, che aveva «motivato sui rischi per la socializzazione e per lo sviluppo cognitivo – emotivo dei minori, connessi alla deprivazione del rapporto con i pari». Né le lettere di sostegno né le fotografie prodotte dalla difesa sono ritenute idonee a ribaltare quel giudizio, poiché «la documentazione prodotta nel giudizio di primo grado non vale ad inficiare la correttezza della valutazione operata dal Tribunale, qui condivisa».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

© RIPRODUZIONE RISERVATA

‘;
outbrainEl.insertAdjacentHTML(“afterBegin”, AdCodeOutbrain);

loadScript(‘//widgets.outbrain.com/outbrain.js’, function(){
// cerco il widget. Necessario se c’è un’altro widget di Outbrain in pagina (es: inread)
OBR.extern.researchWidget();
});
}

function AnnunciOutbrain(callback) {
var outbrainDiv = document.getElementById(‘outbrainWait’);
// Verifica se l’elemento esiste
if (outbrainDiv) {
// Modifica l’id dell’elemento div
outbrainDiv.id = ‘outbrain’;
}

var load_method = impostazioni_testata.outbrain.load_method || ‘first-interaction’;

var outbrainEl = document.getElementById(‘outbrain’);

CED.log(“outbrain load_method:” + load_method);

if (load_method == ‘when-near-viewport’) {

// outbrain parte solo quando scrollando arriva abbastanza vicino alla viewport
if (typeof callback === “function”) {

// Listen for the scroll event
//document.addEventListener(‘scroll’, onScroll(outbrainEl,callback), false);
CedsWNV.watch(outbrainEl, callback, {
checkInterval: 300,
offset: 500
});

/*devo chiamare la funzione con argomenti e variabili */
}

} else {
// DEFAULT: outbrain parte alla prima interazione o dopo il timeout inattività
_waitOnceFor(load_method, callback);
}
}

AnnunciOutbrain(WidgetOutbrainTag);

[analyse_source url=”http://ilmessaggero.it/abruzzo/famiglia_bosco_dubbi_giudici_figli_malati_scuola_capacita_economica-9259316.html”]


Analyse


Post not analysed yet. Do the magic.