Famiglia nel bosco, nuova istanza per il ricongiungimento. «Ora hanno una casa confortevole e i bambini sono in buona salute»

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Famiglia nel bosco, nuova istanza per il ricongiungimento. «Ora hanno una casa confortevole e i bambini sono in buona salute»

Gli avvocati Solinas e Femminella hanno chiesto l’annullamento dell’ordinanza con cui lo scorso 20 novembre i bambini sono stati allontanati dal casolare di Palmoli

Famiglia nel bosco, nuova istanza per il ricongiungimento. «Ora hanno una casa confortevole e i bambini sono in buona salute»
di Michele Milletti
3 Minuti di Lettura
lunedì 22 dicembre 2025, 07:16 – Ultimo aggiornamento: 07:22
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Famiglia nel bosco, i legali hanno presentato una seconda istanza al tribunale dei minori per chiedere l’annullamento dell’ordinanza con cui lo scorso 20 novembre i bambini sono stati allontanati dal casolare di Palmoli a seguito della sospensione della potestà genitoriale. La richiesta è stata reiterata, in corrispondenza con la decisione della Corte d’appello che venerdì ha respinto il ricorso presentato da Catherine Birmingham e Nathan Trevallion per tramite dei legali Danila Solinas e Marco Femminella, sui presupposti che ora la famiglia può disporre di una casa con tutti i comfort per il benessere dei bambini e che i genitori hanno dato l’ok all’insegnante qualificato che si occupi della loro istruzione e anche all’iter vaccinale.
A tal proposito, nel corso della visita pediatrica di sabato nella casa famiglia dopo che è stato riscontrato lo stato di buona salute dei bambini sono stati presi appuntamenti per i vaccini da fare nei prossimi giorni. Al momento non sarebbe previsto un provvedimento ad hoc per i giorni di Natale: o il tribunale decide entro oggi e domani su tutta la questione, oppure a Natale i bambini e la mamma restano nella casa famiglia.

L’INTERVENTO

«Restiamo perplessi dinanzi all’intervento della Anm Abruzzo. Non è condivisibile che si entri nel merito, ma ancora meno condivisibile è esaltare la correttezza della ordinanza di allontanamento dei minori. La magistratura non solo deve essere terza ma deve anche apparire tale». Così, in una nota, Marco Femminella e Danila Solinas replicano al comunicato diffuso sabato dai magistrati abruzzesi contro gli attacchi del governo all’operato dei giudici della corte d’Appello. «Quindi, seguendo il ragionamento del sindacato dei magistrati, saremmo stati legittimati a ritenere che la riforma della ordinanza avrebbe giustificato la riprovevole aggressione subita dalla presidente Angrisano. Non crediamo sia così e non si può lasciare intendere questo – continuano i due avvocati -. Così argomentando si rischierebbe di essere equivocati. Così come si rischierebbe di fraintendere la assemblea della Anm tenutasi dai magistrati abruzzesi nella Corte di Appello di L’Aquila. Non si può e non si deve argomentare cercando nella convalida di un provvedimento “cautelare” il rispetto della autonomia della magistratura. Sarebbe fuorviante e pericoloso. Nessuno sia prigioniero della caverna».
«Non sappiamo dove la Anm abbia desunto la necessità di un “lungo” percorso né tantomeno quale sia la competenza che la stessa abbia per entrare nel merito – concludono Femminella e Solinas -. Queste dichiarazioni rischiano di contribuire a creare confusione restando lontane dalla tutela di diritti perseguiti. Rinnoviamo l’auspicio affinché l’esercizio della giurisdizione resti nei luoghi deputati».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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