Ma chi seguirà Roberto Vannacci nel suo nuovo partito «Futuro Nazionale»? Nell’immediatezza della notizia della rottura con la Lega la prima domanda che corre di bocca in bocca è questa. E l’attenzione corre subito ai due deputati del gruppo parlamentare leghista, Rossano Sasso ed Edoardo Ziello, che il 15 gennaio scorso hanno votato no al decreto relativo agli aiuti per l’Ucraina. Un voto in dissenso netto rispetto alla linea del partito che, seppur con qualche malumore, si è espresso a favore (la stabilità di governo prima di tutto). Il primo non nega che ci sta pensando seriamente: «Farò valutazione che mi riservo di esprimere nelle prossime giornate». Ma ci sono pochi dubbi che seguirà il generale nella nuova avventura. E lo stesso dovrebbe succedere per Ziello. E poi? Un altro deputato che si è avvicinato moltissimo a Vannacci negli ultimi mesi è Emanuele Pozzolo.  L’ex parlamentare di FdI (da cui è stato espulso) che nella notte di Capodanno del 2024 impugnava il piccolo revolver da cui partì il colpo che ferì un partecipante alla festa di San Silvestro, a cui era presente anche il sottosegretario Andrea Delmastro.  «Ci parliamo sulla base di idee c’è una comunanza di visioni con molte posizioni del generale» ha spiegato Pozzolo ai giornalisti a metà dicembre quando a Montecitorio si è incontrato con l’ex comandante della Folgore.  Proprio in quell’occasione, era il 12 dicembre, Vannacci aveva visto in una sala riservata un gruppo di deputati leghisti: da Domenico Furgiuele (quello che aveva organizzato la conferenza stampa alla Camera con i movimenti neofascisti poi saltata) a Elisa Montemagni. Ma c’è chi si dice sicuro che della pattuglia potrebbe far parte anche Manlio Messina, a sua volta deputato ex Fdi ora nel gruppo Misto. Fuori dalle Camere, è sicuro l’addio alla Lega anche dell’unico consigliere regionale eletto con la Lega in Toscana nelle recenti elezioni, Massimiliano Simoni, un vannacciano dell’ultima ora. I bene informati prevedono altri smottamenti nei gruppi parlamentari leghisti. In particolare tra gli eletti nelle regioni del Sud che temono di non essere candidati o rieletti nelle elezioni politiche del 2027.