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Con la Zes vola l’asse Cis-Interporto: a Nola il nuovo modello di business
L’ad Ricci: «Tempi snelli e governance efficiente grazie alle operatività della struttura di missione»

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4 febbraio, 13:16
È il fattore “tempo”, più che quello economico e fiscale, a fare la differenza nella spinta che lo strumento Zes ha impartito e continua a impartire agli investimenti nel Mezzogiorno, dove sta dimostrando con i fatti di essere un efficace e concreto sostegno allo sviluppo.
L’esempio delle ricadute positive sull’economia e sulla crescita è condensato nell’esperienza del Nola Business Park, del distretto logistico commerciale costituito da Cis ed Interporto dove in pochi mesi si sono concentrati investimenti per decine di milioni di euro, con nuovi insediamenti dedicati alla light industrial e alla logistica evoluta. Basti pensare a Farvima medicinali e Temi Spa. Un nuovo modello, insomma, un nuovo corso fatto anche di attività a basso impatto ambientale.
Il motore dei Data center per lo sviluppo del Sud: ecco il piano del governo
Lo dice bene Claudio Ricci, ad del più importante polo logistico del Sud che – intervenendo alla quarta edizione dello Shipping, Transport e Intermodal Forum di Rapallo – ha sottolineato proprio questo: «L’esperienza dell’Interporto di Nola è la testimonianza che la Zes è uno strumento di estremo successo che risiede soprattutto nella capacità di garantire tempi certi e definiti agli imprenditori, grazie all’autorizzazione unica, e a una governance efficace. È un dato anche il fatto di aver puntato sulle persone giuste al posto giusto, come il coordinatore della struttura di missione Zes, Giosy Romano». Considerazioni, quelle di Ricci, che rendono esplicito il senso di una opportunità che funziona non solo per gli incentivi fiscali, ma soprattutto per la semplificazione amministrativa. Sottolinea, infatti, ancora il manager: «Abbiamo verificato che le aziende guardano con maggiore interesse agli aspetti della Zes relativi alle semplificazioni procedurali più che a quelli fiscali del credito d’imposta». Un dato, quest’ultimo, che accende i riflettori su di un aspetto non secondario: è la sburocratizzazione ad aver maggiore appeal rispetto ad altri benefici, che pure non sono trascurabili.
L’area di sviluppo
A Nola, nel cuore di un business centrale per l’intero Mediterraneo, la zona economica speciale ha svolto la funzione di accelerare una vision, oltre che scelte industriali dettate dalle nuove regole del mercato globale: «Ai magazzini robotizzati preferiamo l’insediamento di sedi centrali o strategiche che producano ricchezza sul territorio», ha spiegato, infatti, Ricci. E gli investimenti di gruppi come Farvima Medicinali e Temi Spa, confermano l’attrattività di un modello che non si limita ad accogliere volumi, ma seleziona progetti coerenti con una visione di sviluppo territoriale. Una visione che guarda al Mezzogiorno non come area da incentivare in emergenza, ma come spazio competitivo che fa la differenza.
Nuove imprese, dal Sud spinta alla produttività
Da qui l’auspicio espresso da Ricci: «Si prosegua su questa strada, senza introdurre modifiche sul piano sostanziale che possano rallentare il processo e ridurre l’efficacia dello strumento. Siamo molto fiduciosi nella nuova Cabina di regia di recente istituita presso la Presidenza del Consiglio». Intanto qui, nel distretto di Nola, fare la differenza, è anche la natura del sistema che ruota intorno al Business Park. Il distretto formato da CIS e Interporto non è soltanto un nodo logistico e commerciale, non è solo la piattaforma del B2B, ma un’area in cui commercio, servizi e attività produttive convivono e si rafforzano a vicenda. Un contesto che, grazie alla Zes, ha saputo intercettare l’interesse di aziende in cerca non solo di spazi, ma di servizi e di operatività. Asset sui quali a Nola si scommette ormai d tempo puntando, appunto, su sicurezza, tecnologia, tutela dell’ambiente e su un contesto dove tutto è a portata di mano, compreso quel comfort che, dalle stazioni di ricarica delle auto elettriche ai punti di ristoro, non sembra affatto guastare.
Con la Zes vola l’asse Cis-Interporto: a Nola il nuovo modello di business
L’ad Ricci: «Tempi snelli e governance efficiente grazie alle operatività della struttura di missione»

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È il fattore “tempo”, più che quello economico e fiscale, a fare la differenza nella spinta che lo strumento Zes ha impartito e continua a impartire agli investimenti nel Mezzogiorno, dove sta dimostrando con i fatti di essere un efficace e concreto sostegno allo sviluppo.
L’esempio delle ricadute positive sull’economia e sulla crescita è condensato nell’esperienza del Nola Business Park, del distretto logistico commerciale costituito da Cis ed Interporto dove in pochi mesi si sono concentrati investimenti per decine di milioni di euro, con nuovi insediamenti dedicati alla light industrial e alla logistica evoluta. Basti pensare a Farvima medicinali e Temi Spa. Un nuovo modello, insomma, un nuovo corso fatto anche di attività a basso impatto ambientale.
Il motore dei Data center per lo sviluppo del Sud: ecco il piano del governo
Lo dice bene Claudio Ricci, ad del più importante polo logistico del Sud che – intervenendo alla quarta edizione dello Shipping, Transport e Intermodal Forum di Rapallo – ha sottolineato proprio questo: «L’esperienza dell’Interporto di Nola è la testimonianza che la Zes è uno strumento di estremo successo che risiede soprattutto nella capacità di garantire tempi certi e definiti agli imprenditori, grazie all’autorizzazione unica, e a una governance efficace. È un dato anche il fatto di aver puntato sulle persone giuste al posto giusto, come il coordinatore della struttura di missione Zes, Giosy Romano». Considerazioni, quelle di Ricci, che rendono esplicito il senso di una opportunità che funziona non solo per gli incentivi fiscali, ma soprattutto per la semplificazione amministrativa. Sottolinea, infatti, ancora il manager: «Abbiamo verificato che le aziende guardano con maggiore interesse agli aspetti della Zes relativi alle semplificazioni procedurali più che a quelli fiscali del credito d’imposta». Un dato, quest’ultimo, che accende i riflettori su di un aspetto non secondario: è la sburocratizzazione ad aver maggiore appeal rispetto ad altri benefici, che pure non sono trascurabili.
L’area di sviluppo
A Nola, nel cuore di un business centrale per l’intero Mediterraneo, la zona economica speciale ha svolto la funzione di accelerare una vision, oltre che scelte industriali dettate dalle nuove regole del mercato globale: «Ai magazzini robotizzati preferiamo l’insediamento di sedi centrali o strategiche che producano ricchezza sul territorio», ha spiegato, infatti, Ricci. E gli investimenti di gruppi come Farvima Medicinali e Temi Spa, confermano l’attrattività di un modello che non si limita ad accogliere volumi, ma seleziona progetti coerenti con una visione di sviluppo territoriale. Una visione che guarda al Mezzogiorno non come area da incentivare in emergenza, ma come spazio competitivo che fa la differenza.
Nuove imprese, dal Sud spinta alla produttività
Da qui l’auspicio espresso da Ricci: «Si prosegua su questa strada, senza introdurre modifiche sul piano sostanziale che possano rallentare il processo e ridurre l’efficacia dello strumento. Siamo molto fiduciosi nella nuova Cabina di regia di recente istituita presso la Presidenza del Consiglio». Intanto qui, nel distretto di Nola, fare la differenza, è anche la natura del sistema che ruota intorno al Business Park. Il distretto formato da CIS e Interporto non è soltanto un nodo logistico e commerciale, non è solo la piattaforma del B2B, ma un’area in cui commercio, servizi e attività produttive convivono e si rafforzano a vicenda. Un contesto che, grazie alla Zes, ha saputo intercettare l’interesse di aziende in cerca non solo di spazi, ma di servizi e di operatività. Asset sui quali a Nola si scommette ormai d tempo puntando, appunto, su sicurezza, tecnologia, tutela dell’ambiente e su un contesto dove tutto è a portata di mano, compreso quel comfort che, dalle stazioni di ricarica delle auto elettriche ai punti di ristoro, non sembra affatto guastare.
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