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«Salvata da un agente che non era in servizio: così mia figlia è rinata»
Tutto è cominciato con un viaggio intrapreso dalla famiglia per approfondire la situazione clinica della bimba

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11:50
«Vi prego aiutatemi, mia figlia sta morendo». Con queste parole, pronunciate tra le lacrime, è cominciato l’incubo di Fabio Patriciello e sua moglie Rosanna che hanno rischiato di perdere la figlia di 18 mesi. I coniugi, residenti a Venafro in Molise, si trovano a Napoli da più di dieci giorni per assistere la piccola «salvata in extremis dai medici del Loreto Mare» come racconta la coppia che ha voluto rendere testimonianza di quanto «in questa città operino persone che definire angeli non è un’esagerazione».
Tutto è cominciato con un viaggio intrapreso dalla famiglia per approfondire la situazione clinica della bimba. «Mia figlia minore, dopo la guarigione da una polmonite ha avuto una ricaduta, abbiamo deciso di recarci a Napoli per ulteriori accertamenti» spiega Fabio che insieme alla moglie e alla figlia maggiore di 5 anni, si è ritrovato ad assistere a una forte crisi convulsiva e respiratoria della piccola. «Stavo guidando e ho sentito mia figlia tossire sempre più fino a non respirare – continua il padre -. Quello che è successo dopo è stato un miracolo».
Il malore
La crisi che ha lasciato senza fiato la bimba di 18 mesi è avvenuta mentre la piccola viaggiava in auto percorrendo la tangenziale, il 23 gennaio 2026. «Io e mia moglie abbiamo capito subito la gravità della situazione e non conoscendo le strade o gli ospedali più vicini, abbiamo fermato l’auto nella piazzola di sosta per chiedere aiuto» racconta Fabio, sorpreso dall’attenzione e dalla premura del popolo napoletano.
«Qualcuno voleva aiutarci facendo la manovra di disostruzione ma sapevamo che si trattava della polmonite e l’unica cosa da fare era andare in ospedale» racconta Fabio che insieme al resto della famiglia è riuscito a raggiungere il Loreto Mare grazie «a un poliziotto fuori servizio che, con il suo scooter, ha fatto da apripista e ci ha portati fino al presidio di via Vespucci».
L’ospedale, però, da più di tre anni non è dotato di pronto soccorso e dopo la parentesi della conversione in Covid Hospital è diventato struttura ospedaliera con ambulatori, assistenza oncologica e lungodegenza per adulti. «Il poliziotto che era con noi ci ha accompagnato dentro l’ospedale, avevo mia figlia in braccio e ho visto venirci incontro medici e infermieri che ovviamente non si aspettavano una scena del genere» aggiunge Fabio che, a quel punto, ha pronunciato queste parole: «vi prego, aiutatemi mia figlia sta morendo».
Il salvataggio
La piccola è stata intubata dall’equipe dei Rianimatori del Loreto Mare e assistita dai medici e gli infermieri del presidio, fino all’arrivo dell’ambulanza pediatrica inviata dall’ospedale Santobono, allertato dai sanitari della struttura di via Vespucci.
«Il medico rianimatore è riuscito a intubare e salvare la vita a una bimba di 18 mesi senza avere a disposizione alcun tubo endotracheale pediatrico ma, soprattutto, le equipe del Loreto ci hanno subito accolto e aiutato, senza protocolli con grande cuore e coraggio» continua Fabio che ha inviato una lettera al prefetto di Napoli, Michele di Bari, per descrivere il comportamento «eroico di un servitore dello Stato appartenente al Corpo di Polizia», del medico Rianimatore e in generale del personale sanitario che ha salvato la vita alla figlia. «Ringraziamo anche tutto il reparto di Rianimazione del Santobono che fino a due giorni fa ha assistito la piccola, ora trasferita in reparto e fuori pericolo» aggiungono Fabio e Rosanna, tirando un sospiro di sollievo.
L’appello
L’appello della coppia molisana non è solo un modo per dire grazie ad «Antonio, il poliziotto, al Rianimatore e a tutto il personale sanitario del Loreto Mare» ma vuole essere una preghiera affinché «nel presidio di via Vespucci venga almeno riaperto un punto primo soccorso». «La salute e la presa in cura dei cittadini è un bene fondamentale per una comunità e invitiamo il governo regionale a ripensare a quanto sia importante il Loreto Mare e restituirgli la possibilità di fare primo soccorso», concludono Fabio e Rosanna stretti in un abbraccio con le loro due figliolette finalmente insieme.
«Salvata da un agente che non era in servizio: così mia figlia è rinata»
Tutto è cominciato con un viaggio intrapreso dalla famiglia per approfondire la situazione clinica della bimba

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«Vi prego aiutatemi, mia figlia sta morendo». Con queste parole, pronunciate tra le lacrime, è cominciato l’incubo di Fabio Patriciello e sua moglie Rosanna che hanno rischiato di perdere la figlia di 18 mesi. I coniugi, residenti a Venafro in Molise, si trovano a Napoli da più di dieci giorni per assistere la piccola «salvata in extremis dai medici del Loreto Mare» come racconta la coppia che ha voluto rendere testimonianza di quanto «in questa città operino persone che definire angeli non è un’esagerazione».
Tutto è cominciato con un viaggio intrapreso dalla famiglia per approfondire la situazione clinica della bimba. «Mia figlia minore, dopo la guarigione da una polmonite ha avuto una ricaduta, abbiamo deciso di recarci a Napoli per ulteriori accertamenti» spiega Fabio che insieme alla moglie e alla figlia maggiore di 5 anni, si è ritrovato ad assistere a una forte crisi convulsiva e respiratoria della piccola. «Stavo guidando e ho sentito mia figlia tossire sempre più fino a non respirare – continua il padre -. Quello che è successo dopo è stato un miracolo».
Il malore
La crisi che ha lasciato senza fiato la bimba di 18 mesi è avvenuta mentre la piccola viaggiava in auto percorrendo la tangenziale, il 23 gennaio 2026. «Io e mia moglie abbiamo capito subito la gravità della situazione e non conoscendo le strade o gli ospedali più vicini, abbiamo fermato l’auto nella piazzola di sosta per chiedere aiuto» racconta Fabio, sorpreso dall’attenzione e dalla premura del popolo napoletano.
«Qualcuno voleva aiutarci facendo la manovra di disostruzione ma sapevamo che si trattava della polmonite e l’unica cosa da fare era andare in ospedale» racconta Fabio che insieme al resto della famiglia è riuscito a raggiungere il Loreto Mare grazie «a un poliziotto fuori servizio che, con il suo scooter, ha fatto da apripista e ci ha portati fino al presidio di via Vespucci».
L’ospedale, però, da più di tre anni non è dotato di pronto soccorso e dopo la parentesi della conversione in Covid Hospital è diventato struttura ospedaliera con ambulatori, assistenza oncologica e lungodegenza per adulti. «Il poliziotto che era con noi ci ha accompagnato dentro l’ospedale, avevo mia figlia in braccio e ho visto venirci incontro medici e infermieri che ovviamente non si aspettavano una scena del genere» aggiunge Fabio che, a quel punto, ha pronunciato queste parole: «vi prego, aiutatemi mia figlia sta morendo».
Il salvataggio
La piccola è stata intubata dall’equipe dei Rianimatori del Loreto Mare e assistita dai medici e gli infermieri del presidio, fino all’arrivo dell’ambulanza pediatrica inviata dall’ospedale Santobono, allertato dai sanitari della struttura di via Vespucci.
«Il medico rianimatore è riuscito a intubare e salvare la vita a una bimba di 18 mesi senza avere a disposizione alcun tubo endotracheale pediatrico ma, soprattutto, le equipe del Loreto ci hanno subito accolto e aiutato, senza protocolli con grande cuore e coraggio» continua Fabio che ha inviato una lettera al prefetto di Napoli, Michele di Bari, per descrivere il comportamento «eroico di un servitore dello Stato appartenente al Corpo di Polizia», del medico Rianimatore e in generale del personale sanitario che ha salvato la vita alla figlia. «Ringraziamo anche tutto il reparto di Rianimazione del Santobono che fino a due giorni fa ha assistito la piccola, ora trasferita in reparto e fuori pericolo» aggiungono Fabio e Rosanna, tirando un sospiro di sollievo.
L’appello
L’appello della coppia molisana non è solo un modo per dire grazie ad «Antonio, il poliziotto, al Rianimatore e a tutto il personale sanitario del Loreto Mare» ma vuole essere una preghiera affinché «nel presidio di via Vespucci venga almeno riaperto un punto primo soccorso». «La salute e la presa in cura dei cittadini è un bene fondamentale per una comunità e invitiamo il governo regionale a ripensare a quanto sia importante il Loreto Mare e restituirgli la possibilità di fare primo soccorso», concludono Fabio e Rosanna stretti in un abbraccio con le loro due figliolette finalmente insieme.
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