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Vannacci e Futuro Nazionale: quanto vale il nuovo partito, a chi può “rubare” voti e perché il centrosinistra esulta (con cautela)
La prevedibilità dell’addio del generale, in ogni caso, non rende immaginabili le conseguenze che il suo addio potrà produrre

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4 febbraio, 09:48
Per dirla alla Cocciante, anche in questo caso, «era» davvero «tutto previsto»: Roberto Vannacci lascia la Lega. Gli indizi, d’altronde, c’erano tutti, inclusa la registrazione di un nuovo marchio: “Futuro nazionale”, che ha dato il nome al futuro partito dell’autore del “Mondo al contrario”.
A chi può “rubare” voti il nuovo partito di Vannacci
Dopo il faccia a faccia con Matteo Salvini, lo strappo è stato ufficializzato. E pazienza se, proprio da via Bellerio, con tanto di nota, è stato specificato che la riunione sarà dedicata «principalmente al tema sicurezza». Con una postilla: «Non sono previste comunicazioni di altra natura e sono stati convocati tutti i quattro vicesegretari».
La prevedibilità dell’addio del generale, in ogni caso, non rende immaginabili le conseguenze che il suo addio possa produrre. E questo è un cruccio solo della Lega.
La conta delle conseguenze
Il Carroccio teme una perdita dei voti nei sondaggi, certo, ma pure che in scia con il generale si mettano altri esponenti del partito insoddisfatto sulla linea adottata in politica estera dal ministro delle Infrastrutture. L’opportunità potrebbe essere ghiotta anche per quelli che non avrebbero speranza di vedersi ricandidati nelle file del Carroccio al prossimo turno. A ben guardare, però, la fascia di consensi che vuole intercettare l’ex generale si sovrappone in parte anche con quella di Fratelli d’Italia e guarda, allo stesso modo, a quell’oceano del non-voto – tra insoddisfatti e disillusi – a cui puntano ad attingere un po’ tutti i partiti. L’opa sull’elettorato di Fdi e Lega lascia quasi del tutto indenne Forza Italia, che ha un elettorato più moderato e porta avanti, ormai da tempo, una grande operazione di allargamento al centro. C’è una domanda, però, che non esenta nessuno all’interno del centrodestra: il nuovo partito di Vannacci può essere incluso o meno all’interno della coalizione? Troppo presto per dirlo, ma se l’alleanza non venisse formalizzata, il 2% che viene attribuito dalle rilevazioni alla forza antisistema del generale, andrebbe bilanciato altrove. Ed è lì, che un’alleanza con il centro rappresentato da Azione diventerebbe ancor più preziosa, se non necessaria.
Il campo largo esulta (ma non troppo)
Scosse di assestmento che rappresentano un volano per il centrosinistra. Lo riconosce persino il vicesegretario, Claudio Durigon, in un’intervista a Il Giornale: «Un uomo come lui non farebbe regali a Schlein, Renzi o Conte». Alla vigilia delle nuove elezioni politiche del 2027, che si protrebbero giocare sul rasoio, ogni voto conterà. Non è detto, però, che l’europarmentare leghista “scippi” voti solo al centrodestra. Per le le posizioni antibellicistiche, in particolare sull’Ucraina, potrebbe far breccia anche nell’elettorato dei Cinque stelle. Ma c’è anche un altro punto da antenzionare: pure per il centrosinistra la corsa alla costruzione di un centro è partita. Di conseguenza, una rinnovata attenzione su questo segmento da parte della maggioranza – chiamata a bilanciare il vuoto a destra – la potrebbe rendere più complicata. La bomba, Roberto Vannacci, l’ha sganciata: difficile dire quando e se scoppierà.
Vannacci e Futuro Nazionale: quanto vale il nuovo partito, a chi può “rubare” voti e perché il centrosinistra esulta (con cautela)
La prevedibilità dell’addio del generale, in ogni caso, non rende immaginabili le conseguenze che il suo addio potrà produrre

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Per dirla alla Cocciante, anche in questo caso, «era» davvero «tutto previsto»: Roberto Vannacci lascia la Lega. Gli indizi, d’altronde, c’erano tutti, inclusa la registrazione di un nuovo marchio: “Futuro nazionale”, che ha dato il nome al futuro partito dell’autore del “Mondo al contrario”.
A chi può “rubare” voti il nuovo partito di Vannacci
Dopo il faccia a faccia con Matteo Salvini, lo strappo è stato ufficializzato. E pazienza se, proprio da via Bellerio, con tanto di nota, è stato specificato che la riunione sarà dedicata «principalmente al tema sicurezza». Con una postilla: «Non sono previste comunicazioni di altra natura e sono stati convocati tutti i quattro vicesegretari».
La prevedibilità dell’addio del generale, in ogni caso, non rende immaginabili le conseguenze che il suo addio possa produrre. E questo è un cruccio solo della Lega.
La conta delle conseguenze
Il Carroccio teme una perdita dei voti nei sondaggi, certo, ma pure che in scia con il generale si mettano altri esponenti del partito insoddisfatto sulla linea adottata in politica estera dal ministro delle Infrastrutture. L’opportunità potrebbe essere ghiotta anche per quelli che non avrebbero speranza di vedersi ricandidati nelle file del Carroccio al prossimo turno. A ben guardare, però, la fascia di consensi che vuole intercettare l’ex generale si sovrappone in parte anche con quella di Fratelli d’Italia e guarda, allo stesso modo, a quell’oceano del non-voto – tra insoddisfatti e disillusi – a cui puntano ad attingere un po’ tutti i partiti. L’opa sull’elettorato di Fdi e Lega lascia quasi del tutto indenne Forza Italia, che ha un elettorato più moderato e porta avanti, ormai da tempo, una grande operazione di allargamento al centro. C’è una domanda, però, che non esenta nessuno all’interno del centrodestra: il nuovo partito di Vannacci può essere incluso o meno all’interno della coalizione? Troppo presto per dirlo, ma se l’alleanza non venisse formalizzata, il 2% che viene attribuito dalle rilevazioni alla forza antisistema del generale, andrebbe bilanciato altrove. Ed è lì, che un’alleanza con il centro rappresentato da Azione diventerebbe ancor più preziosa, se non necessaria.
Il campo largo esulta (ma non troppo)
Scosse di assestmento che rappresentano un volano per il centrosinistra. Lo riconosce persino il vicesegretario, Claudio Durigon, in un’intervista a Il Giornale: «Un uomo come lui non farebbe regali a Schlein, Renzi o Conte». Alla vigilia delle nuove elezioni politiche del 2027, che si protrebbero giocare sul rasoio, ogni voto conterà. Non è detto, però, che l’europarmentare leghista “scippi” voti solo al centrodestra. Per le le posizioni antibellicistiche, in particolare sull’Ucraina, potrebbe far breccia anche nell’elettorato dei Cinque stelle. Ma c’è anche un altro punto da antenzionare: pure per il centrosinistra la corsa alla costruzione di un centro è partita. Di conseguenza, una rinnovata attenzione su questo segmento da parte della maggioranza – chiamata a bilanciare il vuoto a destra – la potrebbe rendere più complicata. La bomba, Roberto Vannacci, l’ha sganciata: difficile dire quando e se scoppierà.
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