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Traffico in tilt e tanti abusivi, ora più divise nei giorni “rossi”
Le cause sono svariate e si collegano sia a flussi di traffico eccezionali sia ad una circolazione stradale non regolata in modo adeguato e lasciata scoperta di vigilanza e controlli

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Quello che domenica è accaduto a Napoli porta a riflettere su problemi antichi finora non risolti per ragioni che non si riescono a comprendere. In una giornata magnifica per le condizioni atmosferiche, giornata che fortunatamente per la nostra città non è un avvenimento straordinario, si è verificata una vera e propria paralisi del traffico che ha generato uno stato di caos pericoloso per la sicurezza pubblica.
Le cause sono svariate e si collegano sia a flussi di traffico eccezionali sia ad una circolazione stradale non regolata in modo adeguato e lasciata scoperta di vigilanza e controlli. L’accaduto in una giornata festiva, a differenza di quanto purtroppo si verifica cronicamente nelle giornate di lavoro, pone problemi e responsabilità gravi per una destinazione turistica in competizione con altre località italiane e straniere per puntare a conquistare la vetta del turismo internazionale. Di fronte all’esigenza di rendere fruibile e sicuro il territorio per residenti e visitatori e di dovere fronteggiare una orografia complessa, certamente poco si è finora fatto per razionalizzare la viabilità e assicurare la vigilanza pubblica.
A Napoli da oggi un ponte pedonale unisce il tribunale alla procura
A questo punto, due sono le riflessioni obbligate e riguardano essenzialmente i mancati interventi di carattere strutturale e congiunturale per problematiche che non si sono certamente manifestata l’altro ieri. Soltanto recentemente, si è difatti cominciato a parlare, all’interno di palazzo san Giacomo, di un Piano per il traffico che dovrebbe cambiare decisamente in meglio lo stato delle cose.
E, allora, quali sono i motivi per non considerarlo un atto amministrativo urgente? Perché, c’è da chiedersi, un’amministrazione comunale che ha contribuito al progresso di una città oggi in un momento veramente favorevole, non avverta la gravità dei problemi di viabilità e controllo del traffico? Perché non vengono adottate in modo sistematico (e non solo nel periodo delle festività natalizie) misure ricorrenti a basso costo che, comunque, potrebbero alleviare il problema della mobilità in superficie? Il riferimento è a possibili e auspicabili interventi sull’istituzione di zone a traffico limitato, la delimitazione di corsie preferenziali per i mezzi pubblici, la disciplina delle aree di sosta, il rispetto dei tempi di carico e scarico delle merci e, certo non ultimo, l’efficace vigilanza su un traffico per sua natura poco disciplinato. Ma è tollerabile il dominio lasciato ai parcheggiatori abusivi che diventano i padroni assoluti delle aree non solo di sosta ma ricavate in terza e quarta fila in modo da intasare ancora di più strade e piazze della città pretendendo una vera e propria gabella dai 5 ai 10 euro? E qui sorge un’altra domanda: ma soprattutto in queste giornate particolari per un’utenza crescente non potrebbe essere fatto ricorso ad altro presidio di legalità? Dove erano in servizio carabinieri, poliziotti, finanzieri ed esercito? Per tutti è stata una domenica festiva? È quindi del tutto giustificato richiamare l’attenzione sull’esigenza di sicurezza in un’area caratterizzata da assembramenti, venditori ambulanti, giostrine, bici e monopattini che sfrecciano tra la gente. Perché, dunque, non tentare di migliorare il coordinamento tra le forze dell’ordine? Coordinamento che va invocato anche tra le istituzioni per concepire soluzioni che rispondano ai bisogni di residenti in una città e in un’area metropolitana estesa e intensamente urbanizzata.
Non bisogna infatti sottovalutare che nella paralisi di domenica i movimenti di una parte consistente della popolazione riguardano residenti in provincia e in altri comuni della regione (Caserta in testa), che nei giorni festivi desiderano godere dell’incanto di bellezze naturalistiche e artistiche concentrate nel capoluogo regionale. L’agognato Piano del Comune di Napoli potrebbe, quindi, essere l’occasione per il suo inserimento in quello relativo all’area metropolitana e esteso all’intera regione. Un Piano regionale che potrebbe beneficiare della nuova e più produttiva intesa tra Regione Campania e Comune di Napoli, propiziata dal positivo accordo tra Gaetano Manfredi e Roberto Fico. Sarebbe questa un’opportunità non solo per recuperare i ritardi del passato ma per avviare una gestione collaborativa tra due Istituzioni fino ad ora penalizzate da contrasti politici esasperati.
Traffico in tilt e tanti abusivi, ora più divise nei giorni “rossi”
Le cause sono svariate e si collegano sia a flussi di traffico eccezionali sia ad una circolazione stradale non regolata in modo adeguato e lasciata scoperta di vigilanza e controlli

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Quello che domenica è accaduto a Napoli porta a riflettere su problemi antichi finora non risolti per ragioni che non si riescono a comprendere. In una giornata magnifica per le condizioni atmosferiche, giornata che fortunatamente per la nostra città non è un avvenimento straordinario, si è verificata una vera e propria paralisi del traffico che ha generato uno stato di caos pericoloso per la sicurezza pubblica.
Le cause sono svariate e si collegano sia a flussi di traffico eccezionali sia ad una circolazione stradale non regolata in modo adeguato e lasciata scoperta di vigilanza e controlli. L’accaduto in una giornata festiva, a differenza di quanto purtroppo si verifica cronicamente nelle giornate di lavoro, pone problemi e responsabilità gravi per una destinazione turistica in competizione con altre località italiane e straniere per puntare a conquistare la vetta del turismo internazionale. Di fronte all’esigenza di rendere fruibile e sicuro il territorio per residenti e visitatori e di dovere fronteggiare una orografia complessa, certamente poco si è finora fatto per razionalizzare la viabilità e assicurare la vigilanza pubblica.
A Napoli da oggi un ponte pedonale unisce il tribunale alla procura
A questo punto, due sono le riflessioni obbligate e riguardano essenzialmente i mancati interventi di carattere strutturale e congiunturale per problematiche che non si sono certamente manifestata l’altro ieri. Soltanto recentemente, si è difatti cominciato a parlare, all’interno di palazzo san Giacomo, di un Piano per il traffico che dovrebbe cambiare decisamente in meglio lo stato delle cose.
E, allora, quali sono i motivi per non considerarlo un atto amministrativo urgente? Perché, c’è da chiedersi, un’amministrazione comunale che ha contribuito al progresso di una città oggi in un momento veramente favorevole, non avverta la gravità dei problemi di viabilità e controllo del traffico? Perché non vengono adottate in modo sistematico (e non solo nel periodo delle festività natalizie) misure ricorrenti a basso costo che, comunque, potrebbero alleviare il problema della mobilità in superficie? Il riferimento è a possibili e auspicabili interventi sull’istituzione di zone a traffico limitato, la delimitazione di corsie preferenziali per i mezzi pubblici, la disciplina delle aree di sosta, il rispetto dei tempi di carico e scarico delle merci e, certo non ultimo, l’efficace vigilanza su un traffico per sua natura poco disciplinato. Ma è tollerabile il dominio lasciato ai parcheggiatori abusivi che diventano i padroni assoluti delle aree non solo di sosta ma ricavate in terza e quarta fila in modo da intasare ancora di più strade e piazze della città pretendendo una vera e propria gabella dai 5 ai 10 euro? E qui sorge un’altra domanda: ma soprattutto in queste giornate particolari per un’utenza crescente non potrebbe essere fatto ricorso ad altro presidio di legalità? Dove erano in servizio carabinieri, poliziotti, finanzieri ed esercito? Per tutti è stata una domenica festiva? È quindi del tutto giustificato richiamare l’attenzione sull’esigenza di sicurezza in un’area caratterizzata da assembramenti, venditori ambulanti, giostrine, bici e monopattini che sfrecciano tra la gente. Perché, dunque, non tentare di migliorare il coordinamento tra le forze dell’ordine? Coordinamento che va invocato anche tra le istituzioni per concepire soluzioni che rispondano ai bisogni di residenti in una città e in un’area metropolitana estesa e intensamente urbanizzata.
Non bisogna infatti sottovalutare che nella paralisi di domenica i movimenti di una parte consistente della popolazione riguardano residenti in provincia e in altri comuni della regione (Caserta in testa), che nei giorni festivi desiderano godere dell’incanto di bellezze naturalistiche e artistiche concentrate nel capoluogo regionale. L’agognato Piano del Comune di Napoli potrebbe, quindi, essere l’occasione per il suo inserimento in quello relativo all’area metropolitana e esteso all’intera regione. Un Piano regionale che potrebbe beneficiare della nuova e più produttiva intesa tra Regione Campania e Comune di Napoli, propiziata dal positivo accordo tra Gaetano Manfredi e Roberto Fico. Sarebbe questa un’opportunità non solo per recuperare i ritardi del passato ma per avviare una gestione collaborativa tra due Istituzioni fino ad ora penalizzate da contrasti politici esasperati.
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