Da “rider” a Bagnoli, al sogno americano: l’incredibile viaggio del giovane Giuseppe Di Cicco

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Da “rider” a Bagnoli, al sogno americano: l’incredibile viaggio del giovane Giuseppe Di Cicco

«Stanco, anzi distrutto, da tutto il freddo che ho preso sui motorini, mi sono fermato, ho pensato, e di colpo mi sono convinto: devo cambiare la mia vita»

Da “rider” a Bagnoli, al sogno americano: l’incredibile viaggio del giovane Giuseppe Di Cicco
di Luca Marfé
mercoledì 4 febbraio 2026, 10:50
5 Minuti di Lettura
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NEW YORK – Un giovane napoletano con un grande sogno: quello di raccontare l’America, quello di raccontare addirittura il mondo.

Giuseppe Di Cicco, 27 anni, originario di Bagnoli.

Già mille vite, mille lavori diversi. Dalle consegne nelle vesti di “rider” a Napoli, al grande salto dall’altra parte dell’Oceano: prima a Los Angeles, poi a New York.

«Stanco, anzi distrutto, da tutto il freddo che ho preso sui motorini, mi sono fermato, ho pensato, e di colpo mi sono convinto: devo cambiare la mia vita!».

Da sempre amante dei video e dei viaggi, con un canale YouTube molto seguìto, si imbatte in un nuovo amico che gli apre gli occhi: «New York è la città giusta per te che corri sempre!».

Comincia così un racconto, molto particolare, di tutta la sua vita “dalla a alla z” sui social.

Da sempre amante dei video e dei viaggi, Giuseppe inizia ad utilizzare i social media come strumento di storytelling, informazione e orientamento per una vasta comunità internazionale interessata agli Stati Uniti. Attraverso Instagram, TikTok e YouTube, Giuseppe Di Cicco ha oggi raggiunto un pubblico di centinaia di migliaia di persone, consolidando una presenza digitale di rilievo. Il suo profilo Instagram conta oltre 120.000 follower.

Parallelamente, il suo lavoro è ampiamente diffuso su TikTok, una delle principali piattaforme mondiali di video brevi, dove il suo account ha superato 103.000 follower e totalizzato circa 53 milioni di visualizzazioni nell’ultimo anno, dimostrando una crescita costante, un elevato engagement e una notevole capacità di raggiungere un pubblico internazionale. Anche su YouTube, Di Cicco mantiene oltre 31.000 iscritti, con circa 1,5 milioni di visualizzazioni accumulate nell’ultimo anno, confermando l’interesse del pubblico anche per contenuti long-form e narrativi.

Il lavoro fino alle 4 del mattino, i soldi da parte, andata e ritorno negli Usa.

New York come un destino, insomma: «Spingo forte sull’acceleratore dei social, parto da Harlem, 135esima strada. Video, interviste, storie forti, interessanti, di immigrati italiani e in particolare napoletani, ad esempio», scandisce con gli occhi che gli brillano di sogni. «Oltre a questo, a una quotidianità frenetica intendo, c’era il fatto che cercavo di resistere con quei quasi 5mila euro messi da parte. Resto 3 mesi a New York, avvolto nell’abbraccio di mille nuove amicizie, poi riprendo il volo», e gli occhi e gli orizzonti dei sogni si allargano. «A maggio mi invitano a Los Angeles e a Las Vegas, poi scade il visto e dunque rientro a Napoli. Ma con le idee chiarissime, con circa 60mila nuovi amici su Instagram, e con una voglia matta ma lucida di non voler tornare a fare il “rider”, ma di voler lavorare con determinazione nel mondo dei viaggi e delle escursioni, delle serate e degli eventi».

Una parentesi di due mesi e mezzo a Malta, «Anche lì a lavorare fino alle 4 del mattino» e nuovi soldi per una nuova partenza. Ancora America, ancora New York. Fino al mito del viaggio “coast to coast”.

“On the road”, sulla strada fino a Los Angeles per 20 giorni di altri video, di altre interviste, di altri sogni. Tutto sui social, ma soprattutto nel cuore, e nella testa oramai di imprenditore.

«Al rientro nella Grande Mela, un ragazzo di Pozzuoli mi vuole ospite per una struttura di camere e appartamenti, divento nel mio piccolo un punto di riferimento per tanti italiani, senza neanche essermene reso troppo bene conto», si confessa con addosso l’emozione spontanea di un giovane ragazzo perbene.

«Racconto così della vita, delle sensazioni e dei sentimenti. Soprattutto, da napoletano, delle mancanze. New York è tra le città più belle del mondo, ovviamente, ma non sempre “in discesa”, anzi alle volte molto complicata».

C’è un che di emozionante nell’osservarlo nella cornice abbagliante di questo suo nuovo spazio, e ancor più interessante è vederlo calato, e perfettamente, in questo suo nuovo ruolo.

Video che, da “semplici” interviste e testimonianze, si trasformano così in riscontri e risultati concreti: «Tanta tantissima gente che ha visto i video, che oramai mi segue e soprattutto si fida, e che ha preso ed è partita!».

Un giovane napoletano che da Bagnoli, di fatto, nel suo ma oramai non più piccolissimo, ha letteralmente generato un’economia di spostamenti, di turismo, di musei, di locali e di ristoranti.

«Il mio sogno ancora più grande? Strutturare un’azienda, un’agenzia di viaggi per gli Stati Uniti che proponga itinerari e viaggi, ma soprattutto esperienze, completamente diverse. Niente tour in autobus per turisti, ma magari camminate, partite dell’NBA! E poi? E poi naturalmente immaginare il contrario: portare invece gli americani da noi! Far impazzire loro, con quant’è bella Napoli!»

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Da “rider” a Bagnoli, al sogno americano: l’incredibile viaggio del giovane Giuseppe Di Cicco

«Stanco, anzi distrutto, da tutto il freddo che ho preso sui motorini, mi sono fermato, ho pensato, e di colpo mi sono convinto: devo cambiare la mia vita»

Da “rider” a Bagnoli, al sogno americano: l’incredibile viaggio del giovane Giuseppe Di Cicco
di Luca Marfé
mercoledì 4 febbraio 2026, 10:50
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NEW YORK – Un giovane napoletano con un grande sogno: quello di raccontare l’America, quello di raccontare addirittura il mondo.

Giuseppe Di Cicco, 27 anni, originario di Bagnoli.

Già mille vite, mille lavori diversi. Dalle consegne nelle vesti di “rider” a Napoli, al grande salto dall’altra parte dell’Oceano: prima a Los Angeles, poi a New York.

«Stanco, anzi distrutto, da tutto il freddo che ho preso sui motorini, mi sono fermato, ho pensato, e di colpo mi sono convinto: devo cambiare la mia vita!».

Da sempre amante dei video e dei viaggi, con un canale YouTube molto seguìto, si imbatte in un nuovo amico che gli apre gli occhi: «New York è la città giusta per te che corri sempre!».

Comincia così un racconto, molto particolare, di tutta la sua vita “dalla a alla z” sui social.

Da sempre amante dei video e dei viaggi, Giuseppe inizia ad utilizzare i social media come strumento di storytelling, informazione e orientamento per una vasta comunità internazionale interessata agli Stati Uniti. Attraverso Instagram, TikTok e YouTube, Giuseppe Di Cicco ha oggi raggiunto un pubblico di centinaia di migliaia di persone, consolidando una presenza digitale di rilievo. Il suo profilo Instagram conta oltre 120.000 follower.

Parallelamente, il suo lavoro è ampiamente diffuso su TikTok, una delle principali piattaforme mondiali di video brevi, dove il suo account ha superato 103.000 follower e totalizzato circa 53 milioni di visualizzazioni nell’ultimo anno, dimostrando una crescita costante, un elevato engagement e una notevole capacità di raggiungere un pubblico internazionale. Anche su YouTube, Di Cicco mantiene oltre 31.000 iscritti, con circa 1,5 milioni di visualizzazioni accumulate nell’ultimo anno, confermando l’interesse del pubblico anche per contenuti long-form e narrativi.

Il lavoro fino alle 4 del mattino, i soldi da parte, andata e ritorno negli Usa.

New York come un destino, insomma: «Spingo forte sull’acceleratore dei social, parto da Harlem, 135esima strada. Video, interviste, storie forti, interessanti, di immigrati italiani e in particolare napoletani, ad esempio», scandisce con gli occhi che gli brillano di sogni. «Oltre a questo, a una quotidianità frenetica intendo, c’era il fatto che cercavo di resistere con quei quasi 5mila euro messi da parte. Resto 3 mesi a New York, avvolto nell’abbraccio di mille nuove amicizie, poi riprendo il volo», e gli occhi e gli orizzonti dei sogni si allargano. «A maggio mi invitano a Los Angeles e a Las Vegas, poi scade il visto e dunque rientro a Napoli. Ma con le idee chiarissime, con circa 60mila nuovi amici su Instagram, e con una voglia matta ma lucida di non voler tornare a fare il “rider”, ma di voler lavorare con determinazione nel mondo dei viaggi e delle escursioni, delle serate e degli eventi».

Una parentesi di due mesi e mezzo a Malta, «Anche lì a lavorare fino alle 4 del mattino» e nuovi soldi per una nuova partenza. Ancora America, ancora New York. Fino al mito del viaggio “coast to coast”.

“On the road”, sulla strada fino a Los Angeles per 20 giorni di altri video, di altre interviste, di altri sogni. Tutto sui social, ma soprattutto nel cuore, e nella testa oramai di imprenditore.

«Al rientro nella Grande Mela, un ragazzo di Pozzuoli mi vuole ospite per una struttura di camere e appartamenti, divento nel mio piccolo un punto di riferimento per tanti italiani, senza neanche essermene reso troppo bene conto», si confessa con addosso l’emozione spontanea di un giovane ragazzo perbene.

«Racconto così della vita, delle sensazioni e dei sentimenti. Soprattutto, da napoletano, delle mancanze. New York è tra le città più belle del mondo, ovviamente, ma non sempre “in discesa”, anzi alle volte molto complicata».

C’è un che di emozionante nell’osservarlo nella cornice abbagliante di questo suo nuovo spazio, e ancor più interessante è vederlo calato, e perfettamente, in questo suo nuovo ruolo.

Video che, da “semplici” interviste e testimonianze, si trasformano così in riscontri e risultati concreti: «Tanta tantissima gente che ha visto i video, che oramai mi segue e soprattutto si fida, e che ha preso ed è partita!».

Un giovane napoletano che da Bagnoli, di fatto, nel suo ma oramai non più piccolissimo, ha letteralmente generato un’economia di spostamenti, di turismo, di musei, di locali e di ristoranti.

«Il mio sogno ancora più grande? Strutturare un’azienda, un’agenzia di viaggi per gli Stati Uniti che proponga itinerari e viaggi, ma soprattutto esperienze, completamente diverse. Niente tour in autobus per turisti, ma magari camminate, partite dell’NBA! E poi? E poi naturalmente immaginare il contrario: portare invece gli americani da noi! Far impazzire loro, con quant’è bella Napoli!»

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