Milano Cortina, reunion dei campioni del fondo: Valbusa, Albarello, Piller Cottrer e Fauner accendono la World Masters Cup

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Milano Cortina, reunion dei campioni del fondo: Valbusa, Albarello, Piller Cottrer e Fauner accendono la World Masters Cup

Da sinistra: Fulvio Valbusa, Pietro Piller Cottrer, Marco Albarello e Silvio Fauner
Da sinistra: Fulvio Valbusa, Pietro Piller Cottrer, Marco Albarello e Silvio Fauner
di Sergio Arcobelli
mercoledì 4 febbraio 2026, 11:39
2 Minuti di Lettura
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Due staffette d’oro da celebrare: metà Lillehammer 1994 e metà Torino 2006. La storia dello sci di fondo italiano è tornata a protagonista sulla neve della Carnia Arena di Forni Avoltri per la World Masters Cup.

I protagonisti di alcune delle pagine più gloriose di questo sport, Fulvio Valbusa, Marco Albarello, Pietro Piller Cottrer e Silvio Fauner, sono tornati insieme in pista per una reunion, come nei giorni in cui hanno portato l’Italia sul tetto olimpico. Davanti a loro, un pubblico numeroso ha fatto il tifo per loro oltreché per centinaia di atleti masters (807 atleti provenienti da 28 Paesi del mondo). La sera prima, i quattro campioni avevano scherzato insieme a cena, preludio dell’emozione pura ritrovata sulla neve.

«È stato bellissimo tornare a vivere l’atmosfera della staffetta. Qui c’è passione vera, gente che ama lo sci di fondo e che riconosce il valore di quello che abbiamo vissuto insieme», ha raccontato Fulvio Valbusa, campione olimpico a Torino 2006 e oggi talent di Eurosport.

Gli fa eco Marco Albarello, oro a Lillehammer ‘94: «Questa non è solo una gara, è un messaggio.

Essere qui, in mezzo ai masters, significa dimostrare che lo spirito olimpico non ha età».

Per Pietro Piller Cottrer, olimpionico a Torino 2006, il significato è ancora più profondo: «Sciare qui, nella mia terra, davanti a così tanta gente e a pochi giorni dalle Olimpiadi di Milano Cortina, è qualcosa che emoziona davvero. È un cerchio che si chiude e allo stesso tempo si riapre».

A chiudere la staffetta come a Lillehammer ’94 non poteva che essere Silvio Fauner, presidente del Comitato Organizzatore: «Oggi non abbiamo corso per il cronometro, ma per i valori dello sport. Vedere tanti atleti masters appassionarsi, applaudirci e condividere questo momento è il regalo più grande. Questa staffetta è dedicata alle Olimpiadi che stanno per iniziare, ma anche a tutto ciò che lo sci di fondo rappresenta per il nostro territorio».

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Due staffette d’oro da celebrare: metà Lillehammer 1994 e metà Torino 2006. La storia dello sci di fondo italiano è tornata a protagonista sulla neve della Carnia Arena di Forni Avoltri per la World Masters Cup.

I protagonisti di alcune delle pagine più gloriose di questo sport, Fulvio Valbusa, Marco Albarello, Pietro Piller Cottrer e Silvio Fauner, sono tornati insieme in pista per una reunion, come nei giorni in cui hanno portato l’Italia sul tetto olimpico. Davanti a loro, un pubblico numeroso ha fatto il tifo per loro oltreché per centinaia di atleti masters (807 atleti provenienti da 28 Paesi del mondo). La sera prima, i quattro campioni avevano scherzato insieme a cena, preludio dell’emozione pura ritrovata sulla neve.

«È stato bellissimo tornare a vivere l’atmosfera della staffetta. Qui c’è passione vera, gente che ama lo sci di fondo e che riconosce il valore di quello che abbiamo vissuto insieme», ha raccontato Fulvio Valbusa, campione olimpico a Torino 2006 e oggi talent di Eurosport.

Gli fa eco Marco Albarello, oro a Lillehammer ‘94: «Questa non è solo una gara, è un messaggio.

Essere qui, in mezzo ai masters, significa dimostrare che lo spirito olimpico non ha età».

Per Pietro Piller Cottrer, olimpionico a Torino 2006, il significato è ancora più profondo: «Sciare qui, nella mia terra, davanti a così tanta gente e a pochi giorni dalle Olimpiadi di Milano Cortina, è qualcosa che emoziona davvero. È un cerchio che si chiude e allo stesso tempo si riapre».

A chiudere la staffetta come a Lillehammer ’94 non poteva che essere Silvio Fauner, presidente del Comitato Organizzatore: «Oggi non abbiamo corso per il cronometro, ma per i valori dello sport. Vedere tanti atleti masters appassionarsi, applaudirci e condividere questo momento è il regalo più grande. Questa staffetta è dedicata alle Olimpiadi che stanno per iniziare, ma anche a tutto ciò che lo sci di fondo rappresenta per il nostro territorio».

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