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Napoli, Champions da blindare: il piano di Conte

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Il re delle panchine non riesce a guardare a chi è dietro di lui. Abituato come è a essere un vincente, pure se ha una squadra in mille pezzi, non può che mentalmente essere proiettato alla rimonta sull’Inter. Complicata, quasi un miraggio. Ma è più forte di lui, tant’è che lui o finisce primo o secondo. Non conosce altri piazzamenti in serie A. Perché Antonio Conte, dall’alto delle sue cinque Panchine d’oro che lo rendono l’allenatore più premiato dagli altri allenatori, proprio non riesce a non pensare in grande. E alla squadra, ieri, lo ha ribadito: dobbiamo provare a vincerle tutte da qui alla fine, dobbiamo dare il massimo come stiamo facendo fino ad adesso, senza pensare a chi non c’è. Un elenco di stelle: l’ultimo della lista è Di Lorenzo, 50 giorni di assenza. Ma da ieri inizia la seconda fase della stagione, quella senza la Champions ma dove va blindata proprio la zona Champions. Una ferita che ancora brucia tra gli azzurri ma da mettere alle spalle. Il calendario “senza troppi impegni” ora sorride al Napoli, unica con il Milan tra le grandi a non avere le coppe europee.
Conte ieri ha fatto la conta di chi potrà essere recuperabile con il Genoa e il risultato non è stato particolarmente confortante: perché la decisione presa è quella di non forzare il recupero di Anguissa. Ha un problema alla schiena che non gli consente di forzare ancora i carichi di lavoro, gli accertamenti al momento escludono complicazioni particolari, ma spingono ancora a non accelerare per il suo ritorno in campo. In ogni caso, a Marassi non ci sarà. Neppure in panchina. E a questo punto diventa un terno a lotto prevedere il suo recupero, proprio perché la complicazione alla schiena vive di imprevisti. Più chiaro, invece, il piano di recupero di Politano che prosegue esattamente come nelle previsioni: ha da poco iniziato la fase di riatletizzazione e nel gruppo non è ancora rientrato.
Calciomercato Napoli, Lang: «Sono andato via per incomprensioni con Conte»
Quindi, ci vogliono almeno altre due settimane. Conte si arma di santa pazienza ma in ogni caso sa bene che, nonostante la super-emergenza, è vietato non pensare in grande. E quindi, oggi in quella che è una seduta di allenamento con il Giugliano, proverà a capire soprattutto come sta Romelu Lukaku. Perché fino ad adesso novanta minuti li ha giocati ma solo con il Savoia, due settimane fa. Poi solo briciole di gare ufficiali. Conte organizza questa partitella per mettere alla prova i suoi muscoli di seta nel fisico da gigante buono. Recuperarlo, in vista del volatone di primavera, non sarebbe proprio male. Eppure, sempre contro la formazione di Di Napoli – che da poco ha preso il posto di Eziolino Capuano – che gioca in Lega Pro, sarà anche il test della verità per le condizioni di Rrhamani: la sensazione è che va verso il ritorno tra i titolari. Ma di questi tempi, e con la dea bendata che sembra aver voltato le spalle al mondo Napoli, sempre meglio restare nel campo delle possibilità. In dubbio, ma con grosse possibilità che possa farcela, è Milikovic Savic: ma in ogni caso, a Marassi sarà Meret a giocare titolare.
IL PIANO
Conte parla come uno che il prossimo anno resterà alla guida del Napoli: in realtà, di dubbi ce ne sono pochi. Non solo perché ha un terzo anno di contratto ma anche perché ne è pienamente convinto. De Laurentiis non ha cambiato idea sul fatto che sia necessario pensare già a un prolungamento: d’altronde, ci ha messo 4 anni per convincere Conte ad accettare la panchina e il progetto del Napoli, non si capisce perché dovrebbe farlo andare via. Infatti, non ci pensa affatto. Dunque, Conte deve puntare all’obiettivo aziendale del ritorno in Champions: i conti del club sono talmente buoni che non è una ragione di vita o di morte (ci sono quasi 200 milioni accantonati che consentono di guardare al futuro con serenità) entrare tra le prime quattro della serie A, ma il jackpot della Uefa può fare la differenza del prossimo mercato. Dunque, bisogna difendere la posizione, sia pure in condizioni ancora di massima emergenza. I due nuovi, Giovane e Alisson Santos ieri hanno iniziato a muoversi assieme: finché Anguissa non torna, difficile immaginare un sistema di gioco diverso dal 3-4-2-1. Così come si fa fatica a pensare a un Napoli senza Vergara, dopo i colpi di magia contro Juventus, Chelsea e Fiorentina. Ma in ogni caso, finalmente qualche opzione in più è nella disponibilità di Conte: che può pensare a un mini-turnover magare martedì prossimo, in Coppa Italia con il Como. Quella sembra la gara giusta per vedere l’esordio dall’inizio dei due nuovi acquisti.
Napoli, Champions da blindare: il piano di Conte

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Il re delle panchine non riesce a guardare a chi è dietro di lui. Abituato come è a essere un vincente, pure se ha una squadra in mille pezzi, non può che mentalmente essere proiettato alla rimonta sull’Inter. Complicata, quasi un miraggio. Ma è più forte di lui, tant’è che lui o finisce primo o secondo. Non conosce altri piazzamenti in serie A. Perché Antonio Conte, dall’alto delle sue cinque Panchine d’oro che lo rendono l’allenatore più premiato dagli altri allenatori, proprio non riesce a non pensare in grande. E alla squadra, ieri, lo ha ribadito: dobbiamo provare a vincerle tutte da qui alla fine, dobbiamo dare il massimo come stiamo facendo fino ad adesso, senza pensare a chi non c’è. Un elenco di stelle: l’ultimo della lista è Di Lorenzo, 50 giorni di assenza. Ma da ieri inizia la seconda fase della stagione, quella senza la Champions ma dove va blindata proprio la zona Champions. Una ferita che ancora brucia tra gli azzurri ma da mettere alle spalle. Il calendario “senza troppi impegni” ora sorride al Napoli, unica con il Milan tra le grandi a non avere le coppe europee.
Conte ieri ha fatto la conta di chi potrà essere recuperabile con il Genoa e il risultato non è stato particolarmente confortante: perché la decisione presa è quella di non forzare il recupero di Anguissa. Ha un problema alla schiena che non gli consente di forzare ancora i carichi di lavoro, gli accertamenti al momento escludono complicazioni particolari, ma spingono ancora a non accelerare per il suo ritorno in campo. In ogni caso, a Marassi non ci sarà. Neppure in panchina. E a questo punto diventa un terno a lotto prevedere il suo recupero, proprio perché la complicazione alla schiena vive di imprevisti. Più chiaro, invece, il piano di recupero di Politano che prosegue esattamente come nelle previsioni: ha da poco iniziato la fase di riatletizzazione e nel gruppo non è ancora rientrato.
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Quindi, ci vogliono almeno altre due settimane. Conte si arma di santa pazienza ma in ogni caso sa bene che, nonostante la super-emergenza, è vietato non pensare in grande. E quindi, oggi in quella che è una seduta di allenamento con il Giugliano, proverà a capire soprattutto come sta Romelu Lukaku. Perché fino ad adesso novanta minuti li ha giocati ma solo con il Savoia, due settimane fa. Poi solo briciole di gare ufficiali. Conte organizza questa partitella per mettere alla prova i suoi muscoli di seta nel fisico da gigante buono. Recuperarlo, in vista del volatone di primavera, non sarebbe proprio male. Eppure, sempre contro la formazione di Di Napoli – che da poco ha preso il posto di Eziolino Capuano – che gioca in Lega Pro, sarà anche il test della verità per le condizioni di Rrhamani: la sensazione è che va verso il ritorno tra i titolari. Ma di questi tempi, e con la dea bendata che sembra aver voltato le spalle al mondo Napoli, sempre meglio restare nel campo delle possibilità. In dubbio, ma con grosse possibilità che possa farcela, è Milikovic Savic: ma in ogni caso, a Marassi sarà Meret a giocare titolare.
IL PIANO
Conte parla come uno che il prossimo anno resterà alla guida del Napoli: in realtà, di dubbi ce ne sono pochi. Non solo perché ha un terzo anno di contratto ma anche perché ne è pienamente convinto. De Laurentiis non ha cambiato idea sul fatto che sia necessario pensare già a un prolungamento: d’altronde, ci ha messo 4 anni per convincere Conte ad accettare la panchina e il progetto del Napoli, non si capisce perché dovrebbe farlo andare via. Infatti, non ci pensa affatto. Dunque, Conte deve puntare all’obiettivo aziendale del ritorno in Champions: i conti del club sono talmente buoni che non è una ragione di vita o di morte (ci sono quasi 200 milioni accantonati che consentono di guardare al futuro con serenità) entrare tra le prime quattro della serie A, ma il jackpot della Uefa può fare la differenza del prossimo mercato. Dunque, bisogna difendere la posizione, sia pure in condizioni ancora di massima emergenza. I due nuovi, Giovane e Alisson Santos ieri hanno iniziato a muoversi assieme: finché Anguissa non torna, difficile immaginare un sistema di gioco diverso dal 3-4-2-1. Così come si fa fatica a pensare a un Napoli senza Vergara, dopo i colpi di magia contro Juventus, Chelsea e Fiorentina. Ma in ogni caso, finalmente qualche opzione in più è nella disponibilità di Conte: che può pensare a un mini-turnover magare martedì prossimo, in Coppa Italia con il Como. Quella sembra la gara giusta per vedere l’esordio dall’inizio dei due nuovi acquisti.
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