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Napoli, intervista a Silas: «I colpi di Alisson ricordano Kvara»
Silas ha lanciato il brasiliano al Leira: «Nell’uno contro uno è irresistibile e cerca sempre la giocata decisiva: quando vede la porta tira per fare gol»

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12:14
Quando Alisson Santos si è trovato sulla sua strada Jorge Manuel Rebelo Fernandes – per tutti Silas – era poco più che un ragazzino. Era un giocatore dell’Uinao Leira nella serie B portoghese e giocava pochissimo. Poi, con l’arrivo in panchina di Silas, è iniziata la sua ascesa, fatta di presenze, gol, assist e giocate importanti per i compagni.
Che tipo di giocatore è Alisson?
«Quando arrivammo non giocava molto. Ha iniziato di fatto con noi e la sua stagione è decollata. È un giocatore molto forte nell’uno contro uno e il dribbling è certamente la sua caratteristica principale. È molto veloce con la palla tra i piedi».
Come lo vede tatticamente?
«Non è importante il modulo per lui. È un’ala sinistra pura. Nel senso che può giocare anche dall’altra parte, ma se lo metti largo sulla sinistra, riceve palla, si accentra e stai sicuro che qualcosa inventa. Nel Napoli sono sicuro che giocherà in quella posizione anche perché in lui rivedo qualcosa di Kvara. Ovviamente non è la stessa cosa. O meglio, forse non lo è ancora. Perché ha proprio quelle caratteristiche: dribbling e tiro. Preferisce ricevere il pallone sulla linea del fallo laterale e puntare l’avversario dalla fascia sinistra per calciare con il destro. L’ho visto giocare anche sulla fascia opposta e non era molto a suo agio, ma non appena si è spostato a sinistra ha fatto un assist».
Che effetto le fa vederlo ora in serie A con il Napoli dopo le ottime prestazioni anche in Champions League?
«Onestamente non mi stupisco».
Davvero?
«Lo conosco e conosco le sue qualità. In Champions il livello è molto alto, ma gli ho visto fare in campo le stesse cose che faceva in serie B con me in Portogallo. Non è uno che sente il peso della pressione della competizione e sarà così anche in serie A. Ha coraggio, è sfrontato e si farà notare anche in un campionato competitivo come quello italiano».
Fuori dal campo che tipo è?
«Un brasiliano che ha fame, tanta fame. È molto ambizioso, sa esattamente quello che vuole e fa davvero di tutto per ottenerlo».
Cosa intende?
«Pur essendo molto giovane ha le idee chiarissime. L’ambizione è una delle sue principali qualità e alla luce di questo in campo non perde mai l’occasione per mettersi in mostra».
Quando lo ha allenato per la prima volta cosa le è rimasto impresso di questo ragazzo?
«Oltre alla tecnica e alla grande capacità nell’uno contro uno, di Alisson impressiona la determinazione. Anzi, la sua voglia di essere determinante».
In che modo?
«Quando prende la palla vuole sempre spaccare la partita. E molto spesso ci riesce. Perché è rapido con le gambe e forte fisicamente. Uno o due avversari non gli fanno paura, li punta e prova a saltarli. Quando può calcia in porta, perché fare gol gli piace da morire, ma all’occorrenza sta imparando anche a fare assist e a mettersi al servizio della squadra».
In cosa deve migliorare?
«È molto giovane e ha grandi qualità, ma deve migliorare nella fase difensiva. Infatti credo proprio che Conte possa essere l’allenatore perfetto per lui. Non lo conosco personalmente ma ho visto spesso le sue squadre ed è un allenatore che lavora molto sulla fase difensiva. Insegnerà tanto ad Alisson, che è un ragazzo maturo e intelligente, per questo riuscirà ad apprendere in fretta quello che gli dice il tecnico durante la settimana. Questo lo sottolineo perché tra le sue qualità c’è certamente l’umiltà. Quando avrà imparato a difendere nel modo giusto avrà davvero tutto per essere un top player».
Che consiglio si sentirebbe di dargli per la nuova avventura a Napoli?
«Non deve avere fretta. Così come non devono averne i tifosi. Devono avere pazienza e non mettergli pressione addosso, poi ci penserà lui a dimostrare il suo talento, perché ne ha. Cerca sempre la giocata decisiva per impattare sulla partita: gol o assist. La serie A sarà per lui un bel banco di prova perché ogni settimana ci sono partite difficili che lo faranno crescere».
Napoli, intervista a Silas: «I colpi di Alisson ricordano Kvara»
Silas ha lanciato il brasiliano al Leira: «Nell’uno contro uno è irresistibile e cerca sempre la giocata decisiva: quando vede la porta tira per fare gol»

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Quando Alisson Santos si è trovato sulla sua strada Jorge Manuel Rebelo Fernandes – per tutti Silas – era poco più che un ragazzino. Era un giocatore dell’Uinao Leira nella serie B portoghese e giocava pochissimo. Poi, con l’arrivo in panchina di Silas, è iniziata la sua ascesa, fatta di presenze, gol, assist e giocate importanti per i compagni.
Che tipo di giocatore è Alisson?
«Quando arrivammo non giocava molto. Ha iniziato di fatto con noi e la sua stagione è decollata. È un giocatore molto forte nell’uno contro uno e il dribbling è certamente la sua caratteristica principale. È molto veloce con la palla tra i piedi».
Come lo vede tatticamente?
«Non è importante il modulo per lui. È un’ala sinistra pura. Nel senso che può giocare anche dall’altra parte, ma se lo metti largo sulla sinistra, riceve palla, si accentra e stai sicuro che qualcosa inventa. Nel Napoli sono sicuro che giocherà in quella posizione anche perché in lui rivedo qualcosa di Kvara. Ovviamente non è la stessa cosa. O meglio, forse non lo è ancora. Perché ha proprio quelle caratteristiche: dribbling e tiro. Preferisce ricevere il pallone sulla linea del fallo laterale e puntare l’avversario dalla fascia sinistra per calciare con il destro. L’ho visto giocare anche sulla fascia opposta e non era molto a suo agio, ma non appena si è spostato a sinistra ha fatto un assist».
Che effetto le fa vederlo ora in serie A con il Napoli dopo le ottime prestazioni anche in Champions League?
«Onestamente non mi stupisco».
Davvero?
«Lo conosco e conosco le sue qualità. In Champions il livello è molto alto, ma gli ho visto fare in campo le stesse cose che faceva in serie B con me in Portogallo. Non è uno che sente il peso della pressione della competizione e sarà così anche in serie A. Ha coraggio, è sfrontato e si farà notare anche in un campionato competitivo come quello italiano».
Fuori dal campo che tipo è?
«Un brasiliano che ha fame, tanta fame. È molto ambizioso, sa esattamente quello che vuole e fa davvero di tutto per ottenerlo».
Cosa intende?
«Pur essendo molto giovane ha le idee chiarissime. L’ambizione è una delle sue principali qualità e alla luce di questo in campo non perde mai l’occasione per mettersi in mostra».
Quando lo ha allenato per la prima volta cosa le è rimasto impresso di questo ragazzo?
«Oltre alla tecnica e alla grande capacità nell’uno contro uno, di Alisson impressiona la determinazione. Anzi, la sua voglia di essere determinante».
In che modo?
«Quando prende la palla vuole sempre spaccare la partita. E molto spesso ci riesce. Perché è rapido con le gambe e forte fisicamente. Uno o due avversari non gli fanno paura, li punta e prova a saltarli. Quando può calcia in porta, perché fare gol gli piace da morire, ma all’occorrenza sta imparando anche a fare assist e a mettersi al servizio della squadra».
In cosa deve migliorare?
«È molto giovane e ha grandi qualità, ma deve migliorare nella fase difensiva. Infatti credo proprio che Conte possa essere l’allenatore perfetto per lui. Non lo conosco personalmente ma ho visto spesso le sue squadre ed è un allenatore che lavora molto sulla fase difensiva. Insegnerà tanto ad Alisson, che è un ragazzo maturo e intelligente, per questo riuscirà ad apprendere in fretta quello che gli dice il tecnico durante la settimana. Questo lo sottolineo perché tra le sue qualità c’è certamente l’umiltà. Quando avrà imparato a difendere nel modo giusto avrà davvero tutto per essere un top player».
Che consiglio si sentirebbe di dargli per la nuova avventura a Napoli?
«Non deve avere fretta. Così come non devono averne i tifosi. Devono avere pazienza e non mettergli pressione addosso, poi ci penserà lui a dimostrare il suo talento, perché ne ha. Cerca sempre la giocata decisiva per impattare sulla partita: gol o assist. La serie A sarà per lui un bel banco di prova perché ogni settimana ci sono partite difficili che lo faranno crescere».
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