Atlante Farnese, rientro spettacolare al Museo Archeologico di Napoli: il colosso entra dal finestrone

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Atlante Farnese, rientro spettacolare al Museo Archeologico di Napoli: il colosso entra dal finestrone

Scelta tecnica per evitare sollecitazioni alla statua: le dimensioni eccezionali avrebbero reso complesso l’ingresso dalla porta principale e il trasporto interno

Atlante Farnese, rientro spettacolare al Museo Archeologico di Napoli: il colosso entra dal finestrone
Atlante Farnese, rientro spettacolare al Museo Archeologico di Napoli: il colosso entra dal finestrone
di Antonio Cangiano
mercoledì 4 febbraio 2026, 11:44
3 Minuti di Lettura
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Un ritorno atteso e carico di suggestione quello dell’Atlante Farnese al Museo Archeologico di Napoli. Il celebre colosso di marmo è rientrato ieri al MANN dopo la lunga permanenza all’estero, ma lo ha fatto seguendo un percorso insolito: l’ingresso è avvenuto attraverso uno dei grandi finestroni del museo, una scelta tecnica studiata per evitare qualsiasi stress strutturale al reperto.

Le dimensioni monumentali della statua — alta quasi due metri e dal peso di diverse tonnellate — avrebbero infatti reso problematico l’accesso dalla porta principale e, soprattutto, le manovre di trasporto all’interno dell’edificio storico.

Per questo i tecnici del museo, insieme agli specialisti del trasferimento delle opere d’arte, hanno optato per una soluzione alternativa, più sicura e meno invasiva per l’antico marmo.

L’operazione, condotta con l’ausilio di mezzi di sollevamento e sotto il costante controllo di restauratori e funzionari, si è svolta senza criticità, trasformando il rientro dell’Atlante in un piccolo evento che non è passato inosservato.

Il capolavoro della Collezione Farnese torna a Napoli dopo essere stato esposto come simbolo del patrimonio culturale italiano al Padiglione Italia dell’Expo 2025 di Osaka, in Giappone.

Una vetrina internazionale che ha consacrato ancora una volta l’Atlante come icona della scultura antica e della conoscenza astronomica del mondo classico.

Realizzata in età romana, nel II secolo d.C., la statua raffigura il titano Atlante piegato sotto il peso del globo celeste, sul quale sono incise le costellazioni. Un’opera unica nel suo genere, che da secoli rappresenta uno dei tesori più ammirati del Museo Archeologico Nazionale.

Ora, dopo il viaggio e il rientro “dal finestrone”, l’Atlante Farnese è pronto a rioccupare il suo posto nelle sale del MANN, dove tornerà a essere uno dei protagonisti assoluti del percorso museale e uno dei simboli più potenti della Napoli archeologica.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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Un ritorno atteso e carico di suggestione quello dell’Atlante Farnese al Museo Archeologico di Napoli. Il celebre colosso di marmo è rientrato ieri al MANN dopo la lunga permanenza all’estero, ma lo ha fatto seguendo un percorso insolito: l’ingresso è avvenuto attraverso uno dei grandi finestroni del museo, una scelta tecnica studiata per evitare qualsiasi stress strutturale al reperto.

Le dimensioni monumentali della statua — alta quasi due metri e dal peso di diverse tonnellate — avrebbero infatti reso problematico l’accesso dalla porta principale e, soprattutto, le manovre di trasporto all’interno dell’edificio storico.

Per questo i tecnici del museo, insieme agli specialisti del trasferimento delle opere d’arte, hanno optato per una soluzione alternativa, più sicura e meno invasiva per l’antico marmo.

L’operazione, condotta con l’ausilio di mezzi di sollevamento e sotto il costante controllo di restauratori e funzionari, si è svolta senza criticità, trasformando il rientro dell’Atlante in un piccolo evento che non è passato inosservato.

Il capolavoro della Collezione Farnese torna a Napoli dopo essere stato esposto come simbolo del patrimonio culturale italiano al Padiglione Italia dell’Expo 2025 di Osaka, in Giappone.

Una vetrina internazionale che ha consacrato ancora una volta l’Atlante come icona della scultura antica e della conoscenza astronomica del mondo classico.

Realizzata in età romana, nel II secolo d.C., la statua raffigura il titano Atlante piegato sotto il peso del globo celeste, sul quale sono incise le costellazioni. Un’opera unica nel suo genere, che da secoli rappresenta uno dei tesori più ammirati del Museo Archeologico Nazionale.

Ora, dopo il viaggio e il rientro “dal finestrone”, l’Atlante Farnese è pronto a rioccupare il suo posto nelle sale del MANN, dove tornerà a essere uno dei protagonisti assoluti del percorso museale e uno dei simboli più potenti della Napoli archeologica.

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