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Codice rosso, è boom di reati. Nel 2025 fascicoli raddoppiati: «In crescita l’uso dei coltelli»
La violenza di genere diventa così una delle emergenze più gravi e persistenti e a certificarlo sono i dati illustrati dal procuratore generale Aldo Policastro

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4 febbraio, 12:04
Donne sempre più nel mirino. È una tragica fotografia, quella emersa pochi giorni fa in occasione della cerimonia di inaugurazione del nuovo anno giudiziario: femminicidi raddoppiati rispetto al 2024 all’interno del distretto della Corte di appello di Napoli, mentre cresce l’uso dei coltelli (specie tra i giovani) e si leva la richiesta di più assistenti sociali per le famiglie disagiate.
La violenza di genere diventa così una delle emergenze più gravi e persistenti e a certificarlo sono i dati illustrati dal procuratore generale Aldo Policastro. Numeri che non fanno sconti e che delineano un quadro definito dallo stesso magistrato «allarmante non solo sul piano quantitativo, ma anche per l’abbassamento dell’età delle vittime e degli autori». Nel periodo di riferimento dell’ultimo anno giudiziario, nel distretto napoletano sono stati iscritti 9.109 procedimenti per reati di violenza di genere, tra maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e violenza sessuale.
Omicidio Ilenia Musella: ragazza di 22 anni accoltellata alla schiena a Ponticelli
I numeri
Un dato complessivamente stabile rispetto al 2024, ma che si accompagna a un elemento di particolare gravità: i femminicidi sono stati 10, cioè il doppio rispetto all’anno precedente. Un incremento che segna un salto nella forma più estrema e irreversibile della violenza contro le donne, trasformando un fenomeno strutturale in una vera emergenza. Particolarmente critica appare la situazione della Procura di Napoli Nord, dove sono stati registrati 2.169 procedimenti. Un dato che conferma come quell’area continui a rappresentare uno dei fronti più esposti della violenza di genere. Nella Procura di Napoli tra settembre 2024 e agosto 2025 sono stati iscritti 5.765 procedimenti con autore noto e vittima donna.
Di questi, oltre 5.400 sono stati definiti. Nello stesso arco temporale sono state richieste più di 414 misure cautelari, di cui 300 custodiali e 114 non custodiali, uno strumento centrale per interrompere situazioni di pericolo imminente e tutelare le vittime. Ma l’aspetto che più preoccupa, come sottolineato anche dal procuratore generale Policastro, è il progressivo abbassamento dell’età delle persone coinvolte. La Procura per i Minorenni ha infatti registrato 187 procedimenti per reati di violenza di genere, 51 dei quali per violenza sessuale. Numeri che raccontano una violenza che si manifesta sempre più precocemente, coinvolgendo adolescenti e giovanissimi e mettendo in discussione la capacità della società di intercettare e contrastare tempestivamente i segnali di disagio.
Nella sua relazione l’alto magistrato ha poi richiamato anche la memoria della giovanissima Martina Carbonaro, uccisa senza pietà a soli quattordici dall’ex fidanzato, vittima di una tragedia che sintetizza la drammaticità di questa escalation che sembra non avere fine. Un caso che ha profondamente colpito l’opinione pubblica e che rappresenta, nella sua crudezza, il volto più doloroso di un fenomeno che continua a ripetersi. «Questi numeri – ha osservato il pg Policastro – raccontano l’enorme lavoro svolto da pm e giudici per ridurre al minimo il sacrificio delle donne, persone offese». Un impegno costante che si confronta quotidianamente con carichi di lavoro elevatissimi e con la necessità di coniugare rapidità, rigore e tutela dei diritti. Il raddoppio dei femminicidi, a fronte di dati complessivi sostanzialmente stabili, evidenzia però come la violenza di genere tra il capoluogo e l’hinterland sia tutt’altro che in una fase regressiva. Al contrario, mostra segnali di radicalizzazione, che impongono una risposta non solo giudiziaria ma anche sociale e culturale. Obiettivo dichiarato: intervenire prima che la violenza si trasformi in tragedie irreversibili.
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Codice rosso, è boom di reati. Nel 2025 fascicoli raddoppiati: «In crescita l’uso dei coltelli»
La violenza di genere diventa così una delle emergenze più gravi e persistenti e a certificarlo sono i dati illustrati dal procuratore generale Aldo Policastro

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Donne sempre più nel mirino. È una tragica fotografia, quella emersa pochi giorni fa in occasione della cerimonia di inaugurazione del nuovo anno giudiziario: femminicidi raddoppiati rispetto al 2024 all’interno del distretto della Corte di appello di Napoli, mentre cresce l’uso dei coltelli (specie tra i giovani) e si leva la richiesta di più assistenti sociali per le famiglie disagiate.
La violenza di genere diventa così una delle emergenze più gravi e persistenti e a certificarlo sono i dati illustrati dal procuratore generale Aldo Policastro. Numeri che non fanno sconti e che delineano un quadro definito dallo stesso magistrato «allarmante non solo sul piano quantitativo, ma anche per l’abbassamento dell’età delle vittime e degli autori». Nel periodo di riferimento dell’ultimo anno giudiziario, nel distretto napoletano sono stati iscritti 9.109 procedimenti per reati di violenza di genere, tra maltrattamenti in famiglia, atti persecutori e violenza sessuale.
Omicidio Ilenia Musella: ragazza di 22 anni accoltellata alla schiena a Ponticelli
I numeri
Un dato complessivamente stabile rispetto al 2024, ma che si accompagna a un elemento di particolare gravità: i femminicidi sono stati 10, cioè il doppio rispetto all’anno precedente. Un incremento che segna un salto nella forma più estrema e irreversibile della violenza contro le donne, trasformando un fenomeno strutturale in una vera emergenza. Particolarmente critica appare la situazione della Procura di Napoli Nord, dove sono stati registrati 2.169 procedimenti. Un dato che conferma come quell’area continui a rappresentare uno dei fronti più esposti della violenza di genere. Nella Procura di Napoli tra settembre 2024 e agosto 2025 sono stati iscritti 5.765 procedimenti con autore noto e vittima donna.
Di questi, oltre 5.400 sono stati definiti. Nello stesso arco temporale sono state richieste più di 414 misure cautelari, di cui 300 custodiali e 114 non custodiali, uno strumento centrale per interrompere situazioni di pericolo imminente e tutelare le vittime. Ma l’aspetto che più preoccupa, come sottolineato anche dal procuratore generale Policastro, è il progressivo abbassamento dell’età delle persone coinvolte. La Procura per i Minorenni ha infatti registrato 187 procedimenti per reati di violenza di genere, 51 dei quali per violenza sessuale. Numeri che raccontano una violenza che si manifesta sempre più precocemente, coinvolgendo adolescenti e giovanissimi e mettendo in discussione la capacità della società di intercettare e contrastare tempestivamente i segnali di disagio.
Nella sua relazione l’alto magistrato ha poi richiamato anche la memoria della giovanissima Martina Carbonaro, uccisa senza pietà a soli quattordici dall’ex fidanzato, vittima di una tragedia che sintetizza la drammaticità di questa escalation che sembra non avere fine. Un caso che ha profondamente colpito l’opinione pubblica e che rappresenta, nella sua crudezza, il volto più doloroso di un fenomeno che continua a ripetersi. «Questi numeri – ha osservato il pg Policastro – raccontano l’enorme lavoro svolto da pm e giudici per ridurre al minimo il sacrificio delle donne, persone offese». Un impegno costante che si confronta quotidianamente con carichi di lavoro elevatissimi e con la necessità di coniugare rapidità, rigore e tutela dei diritti. Il raddoppio dei femminicidi, a fronte di dati complessivi sostanzialmente stabili, evidenzia però come la violenza di genere tra il capoluogo e l’hinterland sia tutt’altro che in una fase regressiva. Al contrario, mostra segnali di radicalizzazione, che impongono una risposta non solo giudiziaria ma anche sociale e culturale. Obiettivo dichiarato: intervenire prima che la violenza si trasformi in tragedie irreversibili.
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