[analyse_image type=”featured” src=”https://statics.cedscdn.it/photos/MED_HIGH/2026/02/04/9337778_04073112_onecms_1oxq895riosuvjkcf5x_2_.jpg”]
Sessa Aurunca, Antonio Limone: «Giusto intitolare l’ospedale di Sessa al vescovo Nogaro»
Il direttore generale accoglie, dunque, con favore il suggerimento avanzato dal Comitato “Ospedale San Rocco Bene Comune”

abbonati premium
«Condivido, apprezzo e approvo la proposta di intitolare l’ospedale di Sessa Aurunca a Monsignor Nogaro». Non ha dubbi il direttore generale dell’Asl di Caserta Antonio Limone: «Si tratta di una scelta laica, non religiosa. Nogaro spiega era un vescovo coraggioso, d’assalto, che sapeva leggere la realtà con occhio critico. Che capiva le esigenze del territorio e della sua gente e che per questo, armato dalla e della sua fede, accoglieva e custodiva. È un simbolo continua il manager per la sua gente, per il territorio. Ed ha un senso e un valore intitolare l’ospedale di Sessa Aurunca a lui, figura che custodisce, che prende in carico, così come deve custodire e prendere in carico il paziente un sistema sanitario giusto, il sistema sanitario che noi immaginiamo e che stiamo cercando di realizzare».
Il direttore generale accoglie, dunque, con favore il suggerimento avanzato dal Comitato “Ospedale San Rocco Bene Comune” che ha raccolto un’istanza popolare nata dopo la morte del vescovo emerito avvenuta il 6 gennaio (venerdì alle 19 la messa per il trigesimo in cattedrale). E mentre un gruppo di lavoro sta preparando la proposta di delibera da presentare al consiglio comunale iter necessario per richiedere il cambio di denominazione del presidio ospedaliero all’Asl il vertice aziendale ha già dato il suo parere favorevole lodando, anzi, l’iniziativa intrapresa in modo spontaneo da chi Nogaro lo ha conosciuto nel suo impegno quotidiano profuso prima come vescovo di Sessa Aurunca e poi come vescovo di Caserta.
Caserta, mobilitazione nel solco di Padre Nogaro: «Con i suoi scritti parleremo ai ragazzi»
Un ricordo che, indelebile per molti, potrà diventare memoria condivisa da tutti nel tempo attraverso l’intitolazione dell’ospedale. Un ricordo, quello del manager sanitario, che vede in «Nogaro l’incarnazione del senso dell’enciclica per me più importante di Papa Francesco, Fratelli Tutti afferma Limone -, un’enciclica che dice della prossimità cristiana, della presa in carico, dell’accoglienza, della necessità di custodire. E anche la nostra idea di sanità è basata su questi principi, sull’universalità della cura, sulla necessità di garantire a tutti i cittadini l’assistenza adeguata sul proprio territorio, della presa in carica e della custodia del paziente che vede avere risposte concrete, efficaci ed efficienti alle sue richieste di cura e assistenza».
LE STRUTTURE
E proprio questa idea di sanità, che il direttore Limone ha delineato appena insediatosi nell’Asl di Caserta, sta iniziando a prendere forma. Si è concluso ufficialmente l’iter per l’avvio delle prime Case di Comunità in provincia, in attuazione del Decreto del Ministero della Salute 77/2022 e della Missione 6 del Pnrr. Sono 5 attualmente le Case di Comunità operative: 3 hub (aperte h24, 7 giorni su 7) – ad Aversa in via Santa Lucia, Capua in via Umberto D’Aquino e San Cipriano d’Aversa in via Michelangelo Buonarroti, 57 – e due spoke (aperte h12, 6 giorni su 7) a Frignano in via Ferdinando Tessitore e a Succivo in via Federico Garcia Lorca. Nelle strutture Hub è garantita la presenza medica per l’intero arco delle 24 ore e quella infermieristica per 12 ore giornaliere. Nelle Spoke sia il personale medico che quello infermieristico sono presenti per l’intero orario di apertura. L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto di riordino della rete territoriale promosso dalla Regione Campania, volto a spostare il baricentro delle cure dall’ospedale al territorio, secondo il modello di “buona sanità” che punta alla prossimità e alla presa in carico globale della persona. «Si dà inizio alla vera formulazione della sanità territoriale afferma Limone -.
L’attivazione di queste prime strutture rappresenta l’avvio di un cambio di paradigma necessario per la nostra sanità. Non si tratta solo di nuovi spazi fisici, ma di una nuova filosofia assistenziale che mette fine alla gestione frammentata del paziente. Stiamo portando la diagnosi, la specialistica e la continuità delle cure direttamente dove le persone vivono. È un impegno di civiltà e di efficienza che riduce il peso sugli ospedali e garantisce dignità e risposte rapide, specialmente ai pazienti cronici e fragili», conclude il manager, soddisfatto dai risultati raggiunti dall’Asl rispetto ai target previsti.
Al 31 dicembre infatti sono stati attivati 11 Centrali operative territoriali una per ogni distretto sanitario – che operano in stretta sinergia appunto con le Case di Comunità che, come previsto dal piano aziendale, per garantire una copertura totale del territorio casertano, dovranno essere 30 in totale oltre agli 8 Ospedali di Comunità.
Sessa Aurunca, Antonio Limone: «Giusto intitolare l’ospedale di Sessa al vescovo Nogaro»
Il direttore generale accoglie, dunque, con favore il suggerimento avanzato dal Comitato “Ospedale San Rocco Bene Comune”

abbonati premium
«Condivido, apprezzo e approvo la proposta di intitolare l’ospedale di Sessa Aurunca a Monsignor Nogaro». Non ha dubbi il direttore generale dell’Asl di Caserta Antonio Limone: «Si tratta di una scelta laica, non religiosa. Nogaro spiega era un vescovo coraggioso, d’assalto, che sapeva leggere la realtà con occhio critico. Che capiva le esigenze del territorio e della sua gente e che per questo, armato dalla e della sua fede, accoglieva e custodiva. È un simbolo continua il manager per la sua gente, per il territorio. Ed ha un senso e un valore intitolare l’ospedale di Sessa Aurunca a lui, figura che custodisce, che prende in carico, così come deve custodire e prendere in carico il paziente un sistema sanitario giusto, il sistema sanitario che noi immaginiamo e che stiamo cercando di realizzare».
Il direttore generale accoglie, dunque, con favore il suggerimento avanzato dal Comitato “Ospedale San Rocco Bene Comune” che ha raccolto un’istanza popolare nata dopo la morte del vescovo emerito avvenuta il 6 gennaio (venerdì alle 19 la messa per il trigesimo in cattedrale). E mentre un gruppo di lavoro sta preparando la proposta di delibera da presentare al consiglio comunale iter necessario per richiedere il cambio di denominazione del presidio ospedaliero all’Asl il vertice aziendale ha già dato il suo parere favorevole lodando, anzi, l’iniziativa intrapresa in modo spontaneo da chi Nogaro lo ha conosciuto nel suo impegno quotidiano profuso prima come vescovo di Sessa Aurunca e poi come vescovo di Caserta.
Caserta, mobilitazione nel solco di Padre Nogaro: «Con i suoi scritti parleremo ai ragazzi»
Un ricordo che, indelebile per molti, potrà diventare memoria condivisa da tutti nel tempo attraverso l’intitolazione dell’ospedale. Un ricordo, quello del manager sanitario, che vede in «Nogaro l’incarnazione del senso dell’enciclica per me più importante di Papa Francesco, Fratelli Tutti afferma Limone -, un’enciclica che dice della prossimità cristiana, della presa in carico, dell’accoglienza, della necessità di custodire. E anche la nostra idea di sanità è basata su questi principi, sull’universalità della cura, sulla necessità di garantire a tutti i cittadini l’assistenza adeguata sul proprio territorio, della presa in carica e della custodia del paziente che vede avere risposte concrete, efficaci ed efficienti alle sue richieste di cura e assistenza».
LE STRUTTURE
E proprio questa idea di sanità, che il direttore Limone ha delineato appena insediatosi nell’Asl di Caserta, sta iniziando a prendere forma. Si è concluso ufficialmente l’iter per l’avvio delle prime Case di Comunità in provincia, in attuazione del Decreto del Ministero della Salute 77/2022 e della Missione 6 del Pnrr. Sono 5 attualmente le Case di Comunità operative: 3 hub (aperte h24, 7 giorni su 7) – ad Aversa in via Santa Lucia, Capua in via Umberto D’Aquino e San Cipriano d’Aversa in via Michelangelo Buonarroti, 57 – e due spoke (aperte h12, 6 giorni su 7) a Frignano in via Ferdinando Tessitore e a Succivo in via Federico Garcia Lorca. Nelle strutture Hub è garantita la presenza medica per l’intero arco delle 24 ore e quella infermieristica per 12 ore giornaliere. Nelle Spoke sia il personale medico che quello infermieristico sono presenti per l’intero orario di apertura. L’iniziativa si inserisce nel più ampio progetto di riordino della rete territoriale promosso dalla Regione Campania, volto a spostare il baricentro delle cure dall’ospedale al territorio, secondo il modello di “buona sanità” che punta alla prossimità e alla presa in carico globale della persona. «Si dà inizio alla vera formulazione della sanità territoriale afferma Limone -.
L’attivazione di queste prime strutture rappresenta l’avvio di un cambio di paradigma necessario per la nostra sanità. Non si tratta solo di nuovi spazi fisici, ma di una nuova filosofia assistenziale che mette fine alla gestione frammentata del paziente. Stiamo portando la diagnosi, la specialistica e la continuità delle cure direttamente dove le persone vivono. È un impegno di civiltà e di efficienza che riduce il peso sugli ospedali e garantisce dignità e risposte rapide, specialmente ai pazienti cronici e fragili», conclude il manager, soddisfatto dai risultati raggiunti dall’Asl rispetto ai target previsti.
Al 31 dicembre infatti sono stati attivati 11 Centrali operative territoriali una per ogni distretto sanitario – che operano in stretta sinergia appunto con le Case di Comunità che, come previsto dal piano aziendale, per garantire una copertura totale del territorio casertano, dovranno essere 30 in totale oltre agli 8 Ospedali di Comunità.
[analyse_source url=”http://ilmattino.it/caserta/sessa_aurunca_antonio_limone_giusto_intitolare_l_ospedale_di_sessa_al_vescovo_nogaro-9337778.html”]























