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Benevento, acqua: cala il livello d’allarme ma restano le criticità
Permangono le situazioni complesse per quanto riguarda il versante irpino

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Buone notizie sul fronte acqua. Si abbassa il livello di allarme per l’approvvigionamento nel Sannio. A tracciare un quadro significativamente migliorato è l’Osservatorio permanente utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino meridionale, riunitosi ieri mattina a Caserta. Il verdetto conclusivo del consesso tecnico presieduto dal segretario generale Vera Corbelli è «scenario di severità idrica medio» per la Campania. Un rating sensibilmente meno pesante della «severità elevata» diagnosticata nella precedente riunione del 18 novembre. Ma la guardia non può abbassarsi del tutto, in quanto permangono ancora «significative criticità» per il comparto potabile delle province di Avellino e Benevento, che alimenta i 30 Comuni serviti da Alto Calore. Va decisamente meglio invece nel capoluogo, che può beneficiare della rinnovata vigoria delle sorgenti molisane del Biferno.
LA MAPPA
Situazione diversificata nell’ambito distrettuale che raggruppa tutte le regioni del Meridione peninsulare. L’Osservatorio ha decretato l’esistenza di uno scenario di criticità «elevato» per la Puglia, le province di Crotone e Reggio Calabria e per lo schema Basento-Camastra-Agri in Basilicata. Scenario «medio tendente ad elevato» nel Lazio, in 11 comuni in Basilicata serviti dallo schema Vulture-Melfese e per i 33 comuni in provincia di Matera serviti dallo Schema Collina Materana, oltre che per il comune di Matera e per 8 comuni serviti dallo schema Fascia Jonica in Basilicata. Scenario «medio», infine, per il Molise, la Campania, la Calabria (ad eccezione delle province di Reggio Calabria e Crotone), il sub-ambito “marsicano” e la provincia di Chieti in Abruzzo. Ma andando a leggere all’interno dei comparti appaiono situazioni diversificate. Per quanto riguarda da vicino i Comuni sanniti, condizioni ancora difficili permangono sul versante irpino, che interessa i 30 centri in gestione ad Alto Calore Servizi.
Benevento, aree F del Puc. Palazzo Mosti: «Il Tar boccia il ricorso-pilota»
Per quanto riguarda lo schema Sele-Calore, «i dati disponibili – certifica l’Osservatorio – consentono di rilevare un ritardo nel processo di ricarica degli acquiferi, con un deficit di portata rispetto alla media storica. Si rilevano situazioni critiche per il comparto potabile nelle province di Avellino e Benevento, mitigate dalla ripartizione della risorsa condivisa in seno ai Tavoli tecnici operativi per i trasferimenti Campania-Puglia e Molise-Campania». Segnatamente, il gruppo sorgentizio di Cassano Irpino, all’ultimo monitoraggio effettuato il 25 gennaio, riportava una produzione di 1.652 litri al secondo, decisamente inferiore alla media storica trentennale del periodo 1992-2022 che si attesta a 2.473 litri al secondo. Un calo verticale che, comunque, non sorprende. Il trend delle sorgenti irpine, storicamente tra le più floride d’Italia e d’Europa, è in atto già da alcuni anni. C’è, però, uno spiraglio per l’ottimismo: i dati dimostrano un piccolo incremento della portata negli ultimi 12 mesi con crescita dai 1.624 litri al secondo del gennaio 2025 ai 1.652 litri misurati oggi a Cassano Irpino.
LA SITUAZIONE
Situazione invece nettamente migliorata per le sorgenti molisane del Biferno dalle quali attingono il Comune capoluogo Benevento e alcuni centri sanniti della valle Telesina serviti dall’Acquedotto Campano. Qui i misuratori del gestore Molise Acque hanno certificato tre giorni fa una portata di 2.722 litri al secondo complessiva del gruppo Biferno, contro i 970 litri al secondo misurati un anno fa nello stesso mese. Evidente la crescita della portata idrica: ben 1.752 litri al secondo in più in un anno. Un’autentica svolta che fa guardare con occhio diverso al futuro per quanto riguarda i centri serviti dalle fonti molisane, anche se bisogna considerare che, malgrado il rinvigorimento della risorsa, resta un deficit storico sulla media storica dei precedenti quattro anni pari a 560 litri al secondo. Per Benevento, l’incremento della portata del Biferno potrebbe determinare lo stop all’attingimento dai pozzi di emergenza di San Salvatore Telesino.
Benevento, acqua: cala il livello d’allarme ma restano le criticità
Permangono le situazioni complesse per quanto riguarda il versante irpino

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Buone notizie sul fronte acqua. Si abbassa il livello di allarme per l’approvvigionamento nel Sannio. A tracciare un quadro significativamente migliorato è l’Osservatorio permanente utilizzi idrici dell’Autorità di Bacino distrettuale dell’Appennino meridionale, riunitosi ieri mattina a Caserta. Il verdetto conclusivo del consesso tecnico presieduto dal segretario generale Vera Corbelli è «scenario di severità idrica medio» per la Campania. Un rating sensibilmente meno pesante della «severità elevata» diagnosticata nella precedente riunione del 18 novembre. Ma la guardia non può abbassarsi del tutto, in quanto permangono ancora «significative criticità» per il comparto potabile delle province di Avellino e Benevento, che alimenta i 30 Comuni serviti da Alto Calore. Va decisamente meglio invece nel capoluogo, che può beneficiare della rinnovata vigoria delle sorgenti molisane del Biferno.
LA MAPPA
Situazione diversificata nell’ambito distrettuale che raggruppa tutte le regioni del Meridione peninsulare. L’Osservatorio ha decretato l’esistenza di uno scenario di criticità «elevato» per la Puglia, le province di Crotone e Reggio Calabria e per lo schema Basento-Camastra-Agri in Basilicata. Scenario «medio tendente ad elevato» nel Lazio, in 11 comuni in Basilicata serviti dallo schema Vulture-Melfese e per i 33 comuni in provincia di Matera serviti dallo Schema Collina Materana, oltre che per il comune di Matera e per 8 comuni serviti dallo schema Fascia Jonica in Basilicata. Scenario «medio», infine, per il Molise, la Campania, la Calabria (ad eccezione delle province di Reggio Calabria e Crotone), il sub-ambito “marsicano” e la provincia di Chieti in Abruzzo. Ma andando a leggere all’interno dei comparti appaiono situazioni diversificate. Per quanto riguarda da vicino i Comuni sanniti, condizioni ancora difficili permangono sul versante irpino, che interessa i 30 centri in gestione ad Alto Calore Servizi.
Benevento, aree F del Puc. Palazzo Mosti: «Il Tar boccia il ricorso-pilota»
Per quanto riguarda lo schema Sele-Calore, «i dati disponibili – certifica l’Osservatorio – consentono di rilevare un ritardo nel processo di ricarica degli acquiferi, con un deficit di portata rispetto alla media storica. Si rilevano situazioni critiche per il comparto potabile nelle province di Avellino e Benevento, mitigate dalla ripartizione della risorsa condivisa in seno ai Tavoli tecnici operativi per i trasferimenti Campania-Puglia e Molise-Campania». Segnatamente, il gruppo sorgentizio di Cassano Irpino, all’ultimo monitoraggio effettuato il 25 gennaio, riportava una produzione di 1.652 litri al secondo, decisamente inferiore alla media storica trentennale del periodo 1992-2022 che si attesta a 2.473 litri al secondo. Un calo verticale che, comunque, non sorprende. Il trend delle sorgenti irpine, storicamente tra le più floride d’Italia e d’Europa, è in atto già da alcuni anni. C’è, però, uno spiraglio per l’ottimismo: i dati dimostrano un piccolo incremento della portata negli ultimi 12 mesi con crescita dai 1.624 litri al secondo del gennaio 2025 ai 1.652 litri misurati oggi a Cassano Irpino.
LA SITUAZIONE
Situazione invece nettamente migliorata per le sorgenti molisane del Biferno dalle quali attingono il Comune capoluogo Benevento e alcuni centri sanniti della valle Telesina serviti dall’Acquedotto Campano. Qui i misuratori del gestore Molise Acque hanno certificato tre giorni fa una portata di 2.722 litri al secondo complessiva del gruppo Biferno, contro i 970 litri al secondo misurati un anno fa nello stesso mese. Evidente la crescita della portata idrica: ben 1.752 litri al secondo in più in un anno. Un’autentica svolta che fa guardare con occhio diverso al futuro per quanto riguarda i centri serviti dalle fonti molisane, anche se bisogna considerare che, malgrado il rinvigorimento della risorsa, resta un deficit storico sulla media storica dei precedenti quattro anni pari a 560 litri al secondo. Per Benevento, l’incremento della portata del Biferno potrebbe determinare lo stop all’attingimento dai pozzi di emergenza di San Salvatore Telesino.
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