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Chiuse 15mila edicole. «Aiuti anche nel 2026»
Barachini: sostegni mirati per sostenere i rivenditori di giornali e l’intera filiera

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Sempre meno edicole in Italia e sempre più difficile riuscire a comprare un giornale. In 20 anni i rivenditori sono crollati del 42,8%, passando da 35mila a 20mila. Di queste 20mila, solo 10 mila sono “pure”, cioè dedicate esclusivamente a prodotti editoriali.
Meno edicole e sempre più povere: il giro d’affari si è ridotto dal picco massimo del 2005 di 4,53 miliardi di euro a 1,11 miliardi a fine 2024 (-76%), in media circa 55mila euro a punto vendita: con un aggio medio del 23,11% del prezzo di vendita, dunque al lordo di Iva, si genera un margine lordo di circa 12.710 euro annui. Fanno 1.059 euro al mese lordi, per circa 13 ore di lavoro. Ovvero 2,94 euro di retribuzione oraria lorda. È quanto emerge dal rapporto Le edicole del futuro, il futuro delle edicole, realizzato da Stampa Romana e DataMediaHub.
I sostegni
D’altra parte, in 10 anni (2015-2025) i lettori della versione stampata dei giornali sono passati da oltre 18,4 milioni a meno di 9,5 milioni, segnando un drastico -48,6%. Mancano circa 9 milioni di lettori all’appello. E tra chi continua a leggere il giornale cartaceo, prevalgono pensionati e over 65 che vivono in centri con meno di 10mila abitanti.
Secondo il dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, su 7.896 comuni in Italia, ben 4.974, circa i due terzi del totale, non hanno un rivenditore dove comprare un quotidiano. A Roma le edicole sono scese da 1.200 a 400-500 e oltre la metà sono a rischio chiusura nel centro storico.
Il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, ha confermato che il governo garantirà anche nel 2026 «misure di sostegno mirate» per aiutare le edicole, definite «un presidio», e l’intera filiera del settore. «Dopo gli interventi del 2025 – ha sottolineato Barachini nei giorni scorsi alla presentazione del rapporto – abbiamo intenzione anche nel 2026 di mettere in campo un sostegno mirato per la filiera delle edicole perché restino aperte nei centri delle nostre città, perché restino aperte la domenica, che è un giorno fondamentale per le persone per avvicinarsi al giornale, per appassionarsi alla lettura e per ritrovare il gusto dell’approfondimento giornalistico».
Chiuse 15mila edicole. «Aiuti anche nel 2026»
Barachini: sostegni mirati per sostenere i rivenditori di giornali e l’intera filiera

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Sempre meno edicole in Italia e sempre più difficile riuscire a comprare un giornale. In 20 anni i rivenditori sono crollati del 42,8%, passando da 35mila a 20mila. Di queste 20mila, solo 10 mila sono “pure”, cioè dedicate esclusivamente a prodotti editoriali.
Meno edicole e sempre più povere: il giro d’affari si è ridotto dal picco massimo del 2005 di 4,53 miliardi di euro a 1,11 miliardi a fine 2024 (-76%), in media circa 55mila euro a punto vendita: con un aggio medio del 23,11% del prezzo di vendita, dunque al lordo di Iva, si genera un margine lordo di circa 12.710 euro annui. Fanno 1.059 euro al mese lordi, per circa 13 ore di lavoro. Ovvero 2,94 euro di retribuzione oraria lorda. È quanto emerge dal rapporto Le edicole del futuro, il futuro delle edicole, realizzato da Stampa Romana e DataMediaHub.
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D’altra parte, in 10 anni (2015-2025) i lettori della versione stampata dei giornali sono passati da oltre 18,4 milioni a meno di 9,5 milioni, segnando un drastico -48,6%. Mancano circa 9 milioni di lettori all’appello. E tra chi continua a leggere il giornale cartaceo, prevalgono pensionati e over 65 che vivono in centri con meno di 10mila abitanti.
Secondo il dipartimento per l’Informazione e l’Editoria, su 7.896 comuni in Italia, ben 4.974, circa i due terzi del totale, non hanno un rivenditore dove comprare un quotidiano. A Roma le edicole sono scese da 1.200 a 400-500 e oltre la metà sono a rischio chiusura nel centro storico.
Il sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri con delega all’informazione e all’editoria, Alberto Barachini, ha confermato che il governo garantirà anche nel 2026 «misure di sostegno mirate» per aiutare le edicole, definite «un presidio», e l’intera filiera del settore. «Dopo gli interventi del 2025 – ha sottolineato Barachini nei giorni scorsi alla presentazione del rapporto – abbiamo intenzione anche nel 2026 di mettere in campo un sostegno mirato per la filiera delle edicole perché restino aperte nei centri delle nostre città, perché restino aperte la domenica, che è un giorno fondamentale per le persone per avvicinarsi al giornale, per appassionarsi alla lettura e per ritrovare il gusto dell’approfondimento giornalistico».
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