Data Privacy Day: 10 consigli Apple da conoscere per proteggere i nostri dati

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Data Privacy Day: 10 consigli Apple da conoscere per proteggere i nostri dati

Dalle impostazioni di iOS e macOS alle funzioni meno conosciute: ecco come Apple aiuta a migliorare la privacy digitale ogni giorno

Data Privacy Day: 10 consigli Apple da conoscere per proteggere i nostri dati
di Guglielmo Sbano
domenica 1 febbraio 2026, 12:13
5 Minuti di Lettura
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Lo scorso 28 gennaio si è celebrato il Data Privacy Day, la giornata internazionale dedicata alla protezione dei dati personali. Per l’occasione, Apple ha riunito le sue 10 funzioni più importanti in questo ambito che consentono di rafforzare il controllo sui dati personali e, allo stesso tempo, aumentare la trasparenza nell’uso delle informazioni digitali.

La privacy per Apple: alcuni tips & tricks Apple da tenere a mente

  • Navigare in privato sul web: la navigazione privata aggiunge ancora più protezioni mentre si naviga su Safari. Quando è attiva, Safari non aggiunge i siti visitati alla cronologia né ricorda le ricerche. Inoltre, i siti visitati non vengono condivisi  sugli altri dispositivi Apple, anche se si è effettuato l’accesso con lo stesso Apple Account. Safari aiuta a evitare il tracciamento delle attività sui siti web e impedisce che l’indirizzo Ip venga visualizzato; inoltre, se si è impostato un codice su iPhone, la navigazione privata viene bloccata quando non è in uso;
  • anti-tracciamento intelligente: spesso accade che, dopo aver cercato un prodotto online, annunci pubblicitari correlati compaiano su numerosi siti e servizi. Questo succede perché i provider di terze parti sono in grado di tracciare l’attività dell’utente su vari siti web, per poter pubblicizzare prodotti e servizi. L’anti-tracciamento intelligente protegge da tracciamenti indesiderati utilizzando l’apprendimento automatico sul dispositivo per fermare i tracker, consentendo al contempo ai siti web di funzionare normalmente, ma proteggendo la privacy di default senza dover cambiare alcuna impostazione;
  • bloccare o nascondere un’app: se si vuole mostrare qualcosa a qualcuno su iPhone, ma anche avere la tranquillità che l’altra persona non possa accedere a determinate app, è possibile bloccarle o nasconderle. Per aprire un’app bloccata è necessario utilizzare Face ID, Touch ID o il codice.  È possibile nascondere alcune app, così che non risulti visibile che sono installate: queste finiscono in una speciale cartella Nascoste che è a sua volta protetta. Maggiori informazioni sono disponibili a questo link;
  • “Nascondi la mia email”: disponibile con l’abbonamento ad iCloud+, “Nascondi la mia email” consente di generare indirizzi email casuali unici che inoltrano i messaggi al proprio account di posta personale, in modo da non dover condividere l’indirizzo reale quando si compilano moduli, ci si iscrive alle newsletter sul web, si effettua un pagamento con Apple Pay o si invia un’email;
  • Private Cloud Compute: per elaborare richieste complesse, che richiedono più capacità computazionale, Apple Intelligence può usare Private Cloud Compute, che estende la privacy e la sicurezza dei prodotti Apple, come iPhone, al cloud, per rendere possibile una capacità di intelligenza persino maggiore. I dati degli utenti non vengono mai salvati e vengono utilizzati unicamente per rispondere alle richieste. Maggiori informazioni sono disponibili a questo link;
  • etichette nutrizionali della privacy: prima di scaricare un’app da App Store, si può controllare come chi ha sviluppato la app utilizzerà i dati. Le informazioni sulla privacy nelle pagine delle app sull’App Store, una sorta di etichetta nutrizionale della privacy, spiegano in modo dettagliato come i dati personali verranno gestiti dalle singole app, incluse quelle sviluppate da Apple, mostrando come vengono tracciati dati come posizione, contatti o informazioni sull’utilizzo;
  • App Password: l’app Password consente di accedere alle password e alle passkey dell’account, così come alle password del Wi-Fi e ai codici di verifica da un’unica ubicazione. L’app Password avvisa anche dei punti deboli più comuni delle password, come una password che può essere facilmente indovinata, che è stata usata più volte per account diversi o che è apparsa in fughe di dati note;
  • posizione approssimativa: grazie alle opzioni di localizzazione, si può scegliere quali app vedranno la propria posizione approssimativa, entro un raggio di circa 25 chilometri quadrati, anziché quella esatta. In questo modo, si potranno usare le app per trovare i ristoranti nelle vicinanze o controllare le previsioni meteo locali senza dare più informazioni di quelle strettamente necessarie;
  • notifiche di tracciamento in background: quando si consente ad un’app di utilizzare sempre la propria posizione in background, il dispositivo ricorderà periodicamente che la posizione viene condivisa, offrendo la possibilità di modificare il consenso, se lo si desidera. Queste notifiche includono una mappa che mostra i luoghi in cui l’app ha tracciato la posizione in background;
  • informazioni sugli indicatori di registrazione: quando un’app sta usando il microfono o la fotocamera di iPhone, appare un indicatore di registrazione. Visualizzato come un punto arancione per il microfono e un punto verde per la fotocamera (o fotocamera e microfono insieme), l’indicatore tiene sempre informato l’utente su quali strumenti di registrazione sta usando l’app in uso. Maggiori informazioni sono disponibili a questo link.

In occasione del Data Privacy Day, l’approccio di Apple alla privacy conferma una strategia ormai consolidata: integrare la protezione dei dati direttamente nei sistemi operativi e nei servizi, riducendo al minimo la raccolta di informazioni personali e lasciando all’utente il controllo sulle proprie scelte. Funzioni come la trasparenza sul tracciamento delle app, l’elaborazione on-device e le impostazioni avanzate di sicurezza mostrano come la privacy sia trattata come un elemento strutturale dell’esperienza digitale, non come un’opzione accessoria.

In un contesto sempre più attento alla gestione dei dati personali, la visione di Apple rappresenta un riferimento nel panorama tecnologico.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Data Privacy Day: 10 consigli Apple da conoscere per proteggere i nostri dati

Dalle impostazioni di iOS e macOS alle funzioni meno conosciute: ecco come Apple aiuta a migliorare la privacy digitale ogni giorno

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Lo scorso 28 gennaio si è celebrato il Data Privacy Day, la giornata internazionale dedicata alla protezione dei dati personali. Per l’occasione, Apple ha riunito le sue 10 funzioni più importanti in questo ambito che consentono di rafforzare il controllo sui dati personali e, allo stesso tempo, aumentare la trasparenza nell’uso delle informazioni digitali.

La privacy per Apple: alcuni tips & tricks Apple da tenere a mente

  • Navigare in privato sul web: la navigazione privata aggiunge ancora più protezioni mentre si naviga su Safari. Quando è attiva, Safari non aggiunge i siti visitati alla cronologia né ricorda le ricerche. Inoltre, i siti visitati non vengono condivisi  sugli altri dispositivi Apple, anche se si è effettuato l’accesso con lo stesso Apple Account. Safari aiuta a evitare il tracciamento delle attività sui siti web e impedisce che l’indirizzo Ip venga visualizzato; inoltre, se si è impostato un codice su iPhone, la navigazione privata viene bloccata quando non è in uso;
  • anti-tracciamento intelligente: spesso accade che, dopo aver cercato un prodotto online, annunci pubblicitari correlati compaiano su numerosi siti e servizi. Questo succede perché i provider di terze parti sono in grado di tracciare l’attività dell’utente su vari siti web, per poter pubblicizzare prodotti e servizi. L’anti-tracciamento intelligente protegge da tracciamenti indesiderati utilizzando l’apprendimento automatico sul dispositivo per fermare i tracker, consentendo al contempo ai siti web di funzionare normalmente, ma proteggendo la privacy di default senza dover cambiare alcuna impostazione;
  • bloccare o nascondere un’app: se si vuole mostrare qualcosa a qualcuno su iPhone, ma anche avere la tranquillità che l’altra persona non possa accedere a determinate app, è possibile bloccarle o nasconderle. Per aprire un’app bloccata è necessario utilizzare Face ID, Touch ID o il codice.  È possibile nascondere alcune app, così che non risulti visibile che sono installate: queste finiscono in una speciale cartella Nascoste che è a sua volta protetta. Maggiori informazioni sono disponibili a questo link;
  • “Nascondi la mia email”: disponibile con l’abbonamento ad iCloud+, “Nascondi la mia email” consente di generare indirizzi email casuali unici che inoltrano i messaggi al proprio account di posta personale, in modo da non dover condividere l’indirizzo reale quando si compilano moduli, ci si iscrive alle newsletter sul web, si effettua un pagamento con Apple Pay o si invia un’email;
  • Private Cloud Compute: per elaborare richieste complesse, che richiedono più capacità computazionale, Apple Intelligence può usare Private Cloud Compute, che estende la privacy e la sicurezza dei prodotti Apple, come iPhone, al cloud, per rendere possibile una capacità di intelligenza persino maggiore. I dati degli utenti non vengono mai salvati e vengono utilizzati unicamente per rispondere alle richieste. Maggiori informazioni sono disponibili a questo link;
  • etichette nutrizionali della privacy: prima di scaricare un’app da App Store, si può controllare come chi ha sviluppato la app utilizzerà i dati. Le informazioni sulla privacy nelle pagine delle app sull’App Store, una sorta di etichetta nutrizionale della privacy, spiegano in modo dettagliato come i dati personali verranno gestiti dalle singole app, incluse quelle sviluppate da Apple, mostrando come vengono tracciati dati come posizione, contatti o informazioni sull’utilizzo;
  • App Password: l’app Password consente di accedere alle password e alle passkey dell’account, così come alle password del Wi-Fi e ai codici di verifica da un’unica ubicazione. L’app Password avvisa anche dei punti deboli più comuni delle password, come una password che può essere facilmente indovinata, che è stata usata più volte per account diversi o che è apparsa in fughe di dati note;
  • posizione approssimativa: grazie alle opzioni di localizzazione, si può scegliere quali app vedranno la propria posizione approssimativa, entro un raggio di circa 25 chilometri quadrati, anziché quella esatta. In questo modo, si potranno usare le app per trovare i ristoranti nelle vicinanze o controllare le previsioni meteo locali senza dare più informazioni di quelle strettamente necessarie;
  • notifiche di tracciamento in background: quando si consente ad un’app di utilizzare sempre la propria posizione in background, il dispositivo ricorderà periodicamente che la posizione viene condivisa, offrendo la possibilità di modificare il consenso, se lo si desidera. Queste notifiche includono una mappa che mostra i luoghi in cui l’app ha tracciato la posizione in background;
  • informazioni sugli indicatori di registrazione: quando un’app sta usando il microfono o la fotocamera di iPhone, appare un indicatore di registrazione. Visualizzato come un punto arancione per il microfono e un punto verde per la fotocamera (o fotocamera e microfono insieme), l’indicatore tiene sempre informato l’utente su quali strumenti di registrazione sta usando l’app in uso. Maggiori informazioni sono disponibili a questo link.

In occasione del Data Privacy Day, l’approccio di Apple alla privacy conferma una strategia ormai consolidata: integrare la protezione dei dati direttamente nei sistemi operativi e nei servizi, riducendo al minimo la raccolta di informazioni personali e lasciando all’utente il controllo sulle proprie scelte. Funzioni come la trasparenza sul tracciamento delle app, l’elaborazione on-device e le impostazioni avanzate di sicurezza mostrano come la privacy sia trattata come un elemento strutturale dell’esperienza digitale, non come un’opzione accessoria.

In un contesto sempre più attento alla gestione dei dati personali, la visione di Apple rappresenta un riferimento nel panorama tecnologico.

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