Quattordici milioni per la sicurezza: arrivano dagli incassi delle multe

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Contravvenzioni e investimenti

Quattordici milioni per la sicurezza: arrivano dagli incassi delle multe

Ilaria Noro
I proventi totali (24 milioni nel 2025) crescono. Verranno impiegati in mezzi, segnali stradali e iniziative per la prevenzione
Agenti della polizia locale impegnati in un controllo
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Agenti della polizia locale impegnati in un controllo
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Calano gli incassi delle multe un po’ in tutta Italia ma non a Verona dove prosegue il trend di crescita. A fotografare i dati, e a confrontarli fra loro, è un recente studio pubblicato nei giorni scorsi dal Codacons che diffonde i numeri definitivi per il 2025 dichiarati dagli enti locali a titolo di «Proventi da multe e sanzioni per violazioni delle norme del codice della strada a carico delle famiglie».

A livello nazionale, gli incassi derivati delle sanzioni stradali in Italia sono scesi a 1,89 miliardi di euro, registrando una flessione del -4,4per cento rispetto all’anno precedente quando il numero si fermò pochissimo prima dei 2 miliardi.

Tra 2024 e 2025, nella maggior parte delle città, si registra dunque una diminuzione degli incassi. Roma e Milano, ad esempio, scendono rispettivamente del -18,46per cento e del – 16,81per cento, incassando comunque entrambe ben oltre 100milioni di euro: nel dettaglio, 137.723.843,40 euro la capitale mentre addirittura 170.193.148,11 euro il capoluogo lombardo.

In controtendenza, invece, Verona aumenta i proventi del 3,16 per cento passando dunque da un incasso di 23.585.995,40 euro nel 2024 ai 24.331.335,41 dell’anno appena archiviato. Il tesoretto di oltre 24 milioni viene destinato in larga parte ad interventi di sicurezza stradale così come previsto dalla normativa. Dal totale, tuttavia, vanno prima tolte alcune voci che cubano complessivamente quasi 10 milioni di euro.

Una cifra deve infatti essere accantonata obbligatoriamente per legge nel fondo crediti di dubbia esigibilità. E si tratta di una somma che va dai 6 ai 7 milioni di euro. Ancora, altri 3, 4 milioni sono spese dovute al concessionario. Rimangono dunque circa 14, 15 milioni di euro da destinare interamente alla sicurezza stradale, non solo in senso stretto con infrastrutture nuove e più sicure ma anche attraverso maggiori controlli stradali per vigilare sul rispetto del Codice della Strada e sensibilizzazione. «Le risorse raccolte dalle sanzioni vengano trasformate in interventi concreti per migliorare la sicurezza e la qualità della circolazione sul territorio comunale», riassume l’assessore al Bilancio Michele Bertucco.

Nel dettaglio, la normativa stabilisce che una quota obbligatoria dei proventi debba essere usata per migliorare la sicurezza sulle strade con azioni di manutenzione, adeguamento della segnaletica, miglioramento delle infrastrutture stradali, acquisto di mezzi e attrezzature utili ai controlli e le spese per il personale della Polizia Locale. Inoltre, le norme includono anche la possibilità di finanziare corsi di educazione stradale nelle scuole e progetti dedicati alla tutela degli utenti più vulnerabili, come pedoni, ciclisti, bambini, anziani e persone con disabilità. Per quanto riguarda le sanzioni derivanti dal controllo della velocità, la normativa impone che le risorse vengano usate per mettere in sicurezza strade, barriere e impianti, oltre che per rafforzare le attività di controllo e accertamento delle violazioni.

Secondo Codacons, la media flessione nazionale degli incassi sarebbe da attribuire non tanto alle novità introdotte a dicembre 2024 dal nuovo Codice della strada, quanto ai nuovi limiti imposti agli enti locali per l’installazione degli autovelox, in vigore dallo scorso giugno. «Soprattutto è dovuto allo spegnimento di molti apparecchi di rilevazione della velocità in tutta Italia dopo le sentenze della Cassazione che hanno decretato la nullità delle sanzioni elevate da autovelox non omologati, nodo che ancora oggi resta irrisolto», evidenziano infatti dal Codacons.

A livello di capoluogo scaligero, tuttavia, l’unica telecamera fissa per l’eccesso di velocità è quella sulla bretella T4-T9, del tutto in regola così come i nuovi t-red. «L’incremento degli incassi è dovuto più che altro all’attenzione da parte degli uffici comunali al processo di riscossione anche grazie all’utilizzo dell’app IO», è l’analisi di Bertucco.

 

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