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Scuola tra le mura di casa, nel Veronese quasi 600 gli studenti


La scuola si può fare anche da casa con l’istruzione parentale e le famiglie veronesi che optano per questa alternativa alla frequenza delle aule sono sempre di più.
Oggi, in tutta la provincia, gli studenti coinvolti in questa scelta sono 561. La cifra rappresenta una minima parte del totale degli alunni in obbligo scolastico (82.700 bambini e ragazzi dai 6 a 16 anni) ma fotografa un incremento esponenziale del fenomeno dal periodo del Covid in avanti, quando i casi erano una settantina appena.
La pandemia è stata uno spartiacque, fungendo da catalizzatore. Il censimento a partire dall’anno scolastico 2018/2019, l’ultimo prima dell’emergenza sanitaria, evidenzia infatti come in tutto il Veneto vi sia stato un aumento esponenziale delle famiglie che hanno scelto di avvalersi dell’istruzione parentale per l’assolvimento dell’obbligo scolastico dei figli per tutti gradi scolastici.
I dati riferiti al Veronese, sintetizzati in una relazione dell’Ufficio scolastico regionale, mostrano un’incidenza dello 0,68 per cento in rapporto alla popolazione scolastica nell’anno 2024/2025. Rispetto all’anno precedente, gli alunni in istruzione parentale sono però diminuiti alla primaria: da 374 sono scesi a 349. La flessione non è dovuta all’inverno demografico: è calata anche la variazione percentuale, segno che sta effettivamente diminuendo il numero di studenti in homeschooling.
È diversa invece la situazione alle scuole medie e superiori, dove si registra un aumento degli alunni in istruzione parentale. Alle medie erano 146 nell’anno scolastico 2023/24, mentre sono diventati 171 nel 2024/25. Alle superiori erano 25 e sono saliti a 41, la maggioranza dei quali (il 64,3 per cento) è iscritta a un liceo. Prima dell’emergenza Covid i numeri erano di tutt’altro tenore: 32 alunni in istruzione parentale alla primaria, 30 alle medie e otto alle superiori.
Se i genitori scelgono un’alternativa alla frequenza delle aule devono rilasciare al dirigente scolastico della scuola più vicina una dichiarazione, da rinnovare anno per anno, sulla capacità tecnica o economica di provvedere «in proprio» all’insegnamento. In questo contesto, le scuole che contano più di dieci alunni in istruzione parentale sono gli istituti comprensivi di Castelnuovo del Garda, Bosco Chiesanuova, Castel d’Azzano, Vigasio, Isola della Scala, Soave, Valeggio sul Mincio, San Bonifacio, Oppeano e Isola Rizza, Minerbe, Grezzana, Fumane e Pescantina.
Sono diversi i motivi per cui si sceglie l’istruzione parentale: personalizzare l’apprendimento sui ritmi e le inclinazioni individuali dell’alunno, creare un ambiente sereno e su misura, rispondere a esigenze familiari specifiche.
«La scuola parentale risulta più adatta agli alunni della primaria, poiché consente di adattare l’insegnamento ai ritmi del bambino, mentre la scuola tradizionale fatica a rispettare i tempi di ogni singolo alunno», osserva la pedagogista Antonella Rossi. «La scelta dell’istruzione parentale alle superiori avviene soprattutto quando mancano risposte adeguate di fronte a disturbi del comportamento o a problematiche di iperattività: in questi casi, la scuola parentale può rappresentare un ambiente più flessibile e attento alle difficoltà individuali».
Resta però, sottolinea, il rischio che i ragazzi si trovino inseriti in una comunità troppo chiusa «proprio in una fase delicata come l’adolescenza, durante la quale, per crescere e sviluppare la propria personalità, è fondamentale confrontarsi con realtà e personalità anche molto diverse dalla propria e misurarsi con il mondo esterno. In questo senso, la scuola parentale può non favorire una piena preparazione a ciò che attende gli studenti oltre il percorso scolastico. È quindi importante prestare attenzione a non proteggerli eccessivamente».
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