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Quinzano, incendio all’ex scuola sgomberata, non si esclude il dolo. Intanto trovato alloggio per gli sfollati

Nuovo intervento dei Vigili del fuoco, intorno alla mezzanotte di oggi, 1 febbraio, a Quinzano, nell’ex scuola di via Villa, dove solo un paio di giorni fa alcuni migranti che occupavano l’edificio abusivamente erano stati sgomberati.
I pompieri nel giro di poco tempo hanno avuto ragione delle fiamme. Sembra che il rogo si sia scatenato a partire da alcuni materassi. Si indaga sulle cause del rogo: non si esclude l’origine dolosa.
Nessuna persona è rimasta coinvolta nell’incendio.
Trovato un alloggio per gli sfollati

Sono otto le persone che, costrette ad abbandonare il ricovero di fortuna alle ex scuole vincenziane di via Villa, dopo che la polizia venerdì mattina è intervenuta per interdire l’accesso all’immobile, sono state accolte in un ricovero di fortuna messo a disposizione da realtà associative del territorio. Trascorreranno probabilmente negli stessi spazi attrezzati in via emergenziale, anche le prossime notti, mentre a Palazzo Barbieri il confronto è fitto per individuare una soluzione più strutturata.
Se le realtà del terzo settore hanno subito ribadito la massima disponibilità nel dare una mano per affrontare l’emergenza casa, non solo di questi otto migranti rimasti senza un tetto sulla testa, ma in generale di chi, per vari motivi e un’evidente condizione di fragilità, si trova senza un riparo, l’assessora alla sicurezza Stefania Zivelonghi ribadisce che l’intervento non poteva essere evitato e avrebbe anzi dovuto svolgersi già all’inizio dell’anno.
«Per la complessità dell’operazione si è arrivati al 30 gennaio, ma da tempo arrivavano segnalazioni dai cittadini e dalla circoscrizione. Le forze dell’ordine avevano chiarito le condizioni interne alla struttura, rilevando un pericolo che non si poteva ignorare», dice.

«La presenza di bombole del gas e anche di persone con fragilità che ne rendevano l’utilizzo ancora più pericoloso, stava rendendo il rischio imminente. La vicenda di Castel d’Azzano ha già mostrato quanto le bombole possano diventare fonte di tragedia. Abbiamo trovato all’interno 9 persone, l’intervento era stato annunciato e a tutti è stata data la possibilità di ritirare i propri effetti personali, ma giravano nella struttura almeno in 20 o 30. In nessun modo si sono trascurate le necessità delle persone individuate. Verona peraltro è tra le citta venete di pari dimensione quella con il maggior numero di posti e servizi all’accoglienza, anche quest’inverno tutti occupati».
La Ronda della Carità, proprio a Quinzano, nella zona defilata del cimitero, aveva prestato il servizio per la distribuzione dei pasti nelle sere scorse, intercettando una decina di persone. E sempre la Ronda, che nelle scorse settimane aveva chiesto al Comune di evitare gli sgomberi nel periodo invernale, è una delle realtà rimasta a Palazzo Barbieri per tutto il pomeriggio di venerdì, insieme agli attivisti del Paratodos, del Pink, di Mediterranea e di molte altre associazioni, fino a che il sindaco Damiano Tommasi ha individuato personalmente una «soluzione tampone».
«Ringraziamo il sindaco per essersi speso in prima persona per trovare un posto per le persone che hanno dovuto lasciare gli spazi precari e insalubri dell’ex scuola di via Villa», dichiara il segretario provinciale del Pd Franco Bonfante, «il suo impegno è stato profondamente apprezzato da chi crede che la legalità non solo non escluda l’umanità ma, anzi, la sottenda intimamente, in quanto non ci può essere vera pace sociale senza solidarietà».
Bonfante, a nome del Pd, avanza delle proposte per evitare futuri sgomberi in piena emergenza freddo. «La vasta realtà del volontariato sociale e del terzo settore cittadino potrebbe essere messa nelle condizioni, da parte del Comune, di gestire dei fabbricati vuoti o inutilizzati da rendere idonei a ospitare persone in difficoltà, su cui la proprietà, pubblica o privata, non abbia progetti di ristrutturazione a breve o medio termine», suggerisce.
«Un’altra risorsa da considerare è la vasta rete degli studentati che sta sorgendo in città: alcuni di quelli già completati sono vuoti e il Comune potrebbe attivare degli accordi specifici in tal senso. Non da ultimo resta sempre valida l’idea che il Comune si faccia garante, a favore di famiglie in disagio economico ma con un reddito, del pagamento degli affitti presso proprietari che altrimenti non avrebbero fiducia o convenienza a locare i propri immobili residenziali».
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