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Sicurezza agli eventi delle Olimpiadi: è scontro su numeri e mezzi della polizia


Sicurezza e Olimpiadi: si alza la tensione. A pochi giorni dalla cerimonia iniziale, a Milano, allo stadio San Siro, dei Giochi invernali di Milano Cortina 2026, si accende anche lo scontro politico. In piena polemica sulla presenza degli agenti federali Usa dell’Ice, dopo le due tragedie di Minneapolis in cui sono state uccise due persone – anche se il loro utilizzo resterebbe limitato a operazioni investigative, a Milano – ora scoppia anche il caso interno. Sulla polizia italiana.
«La sicurezza la si costruisce anche garantendo strumenti, protezioni e dignità a chi ogni giorno indossa una divisa». Così il consigliere regionale del Pd Gianpaolo Trevisi, già poliziotto e direttore della scuola di polizia di Peschiera del Garda, interviene «sull’organizzazione della sicurezza in vista dei grandi eventi internazionali e sulle gravi carenze di equipaggiamento denunciate dagli operatori di polizia attraverso il Siulp, il loro sindacato più rappresentativo».
Il riferimento è all’intero periodo dei Giochi, dal 6 al 22 febbraio. Eventi e gare a Milano, Cortina, in Trentino, cerimonia finale in Arena. Dove si svolgerà anche quella iniziale delle Paralimpiadi, il 6 marzo. A Verona attorno a piazza Bra ci sarà una Zona Rossa, riservata solo alle settemila persone che entreranno in Arena, tra cui una sessantina di capi di Stato; il 6 marzo ci sarà il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Poi una Zona Gialla, di prefiltraggio: stop auto e anche residenti e operatori potranno transitare a piedi ma solo con Pass.
Le forze
Il Veneto e Verona si preparano. «Ma eventi di questa portata non si gestiscono con annunci o soluzioni improvvisate. Servono organici adeguati, formazione continua, mezzi moderni e una programmazione seria. La sicurezza è organizzazione, non propaganda», aggiunge Trevisi. Che cita il Siulp «che parla di taser insufficienti o inutilizzabili per mancanza di addestramento, giubbini balistici non consegnati, guanti antitaglio non arrivati, come le bodycam, promesse ma non consegnate. Una situazione di “generalizzata carenza delle dotazioni”», precisa. Entrando poi nello scontro con la Lega che ha lanciato la campagna “Io sto con il poliziotto”.
«La Lega ripete da anni di essere dalla parte delle forze dell’ordine, ma se insieme alla coalizione che ne fa parte lo fosse davvero, oggi potremmo parlare di investimenti e forniture e non certo di carenze croniche. La verità è che troppo spesso i poliziotti vengono usati come bandiera elettorale e poi lasciati soli nei fatti». E poi l’affondo di Trevisi, implicito, sul leader leghista Matteo Salvini. «C’era chi non faceva altro che farsi vedere con indosso le felpe della Polizia, ma perché oggi, attraverso gli uomini del suo partito, ai vertici del ministero dell’Interno, non si preoccupa dei giubbotti di chi sa cosa significhi lavorare?».
Fronti
Nel Carroccio del presidente della Regione Alberto Stefani e di quello del Consiglio regionale Luca Zaia, che lanciò Cortina con Milano e volle le cerimonie in Arena – tre miliardi i telespettatori previsti – la reazione è immediata. Interpellato, il veronese Filippo Rigo, consigliere regionale del Carroccio, replica dicendo che «in tempi di Olimpiadi il Pd è medaglia d’oro nel fare polemiche sul nulla. Alla sinistra non riesce ad andare giù che il più grande evento sportivo al mondo sia Made in Veneto». E poi rivendica che «se c’è qualcuno che non ha mai lasciato indietro le forze di polizia questa è la Lega che ha, dopo anni di abbandono dei governi a targa Pd, rimesso la sicurezza al centro. Non prendiamo lezioni dalla sinistra».
Ma si entra su Verona. E su nodi che secondo Rigo «per il futuro Trevisi farebbe meglio a scrivere a Elly Schlein. Ogni volta che in Parlamento arriva un provvedimento per le forze dell’ordine lei, Bonelli e Fratoianni si mettono di traverso e gridano alla dittatura. Per non parlare di sindaci come Salis o Tommasi. Proprio la sinistra ha sempre contestato il taser, paragonato a strumento di morte. Prima di oggi, Trevisi sui giornali queste notizie le leggeva o saltava le pagine?». Verso le sfide su neve e ghiaccio, politica infuocata.
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