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Speleologi salvano un cane intrappolato nella Grotta della Spigola


Salvataggio a lieto fine per un cane da caccia finito intrappolato in una grotta. Provvidenziale per Neve, giovane esemplare di 3 anni, è stato ieri l’intervento dei due speleologi e geologi Alessandro Mastella, del Gruppo speleologico Falchi di Bosco Chiesanuova, e Guido Gonzato, dell’Unione Speleologica Veronese di Verona, che hanno portato in salvo la bestiola finita nella Grotta della Spigola di Canova, nei dintorni di San Rocco di Piegara.
Area isolata con sorpresa
Non si tratta certo di una zona battuta dagli escursionisti. I due «soccorritori», infatti, hanno raggiunto appositamente l’antro per un’esplorazione, data la presenza di basalti che rendono il sito singolare nel panorama carsico veneto. Ma la sorpresa più grande è stata vedere illuminarsi nel buio i due occhietti del cagnolino bianco e nero, «molto spaventato, evidentemente denutrito e sofferente», ricostruisce Mastella del Gruppo speleologico Falchi di Bosco Chiesanuova.
«All’inizio era molto diffidente, non si lasciava avvicinare e tornava a nascondersi in una zona della grotta accessibile solo a lui. Ho deciso quindi di tornare in superficie per prendere delle barrette energetiche, l’unica cosa nutriente che avevo nello zaino, sebbene forse poco indicata…». Il dialogo è continuato, senza troppo rumore, con movimenti lenti e parole appena sussurrate. C’è voluta quasi un’ora per avvicinare il cagnolino che, alla fine, ha ceduto a fame e coccole. Non soltanto si è lasciato accarezzare ma anche trasportare in superficie all’interno di uno zaino. «Uscire dalla base del pozzo, con una salita in verticale di circa 15 metri, non è stato semplice ma», ricostruisce Mastella, «il cagnolino è stato bravissimo e alla fine ci ha ringraziato con gli occhi. Un’emozione che è difficile descrivere».
Risalita
L’operazione di salvataggio è durata circa 20 minuti. Subito dopo è iniziata la ricerca del proprietario, prima chiedendo informazioni agli abitanti della vicina contrada, poi contattando il 118 che ha inoltrato la richiesta alla Protezione animali, i cui addetti hanno recuperato il cane, trasportato con una staffetta solidale dagli speleologi fino a Montorio. Ora è al canile, dove resterà per il tempo necessario a recuperare le forze. Visto lo stato di denutrizione, non si esclude sia rimasto nella grotta almeno 6 giorni, trovando almeno acqua con cui idratarsi. Non ha fratture nonostante il volo nel vuoto. Poiché l’animale ha il microchip, è stato rintracciato il proprietario per capire cosa sia successo. Nel frattempo per Neve, questo il nome emerso dal micrichiop, c’è una cuccia calda in cui, finalmente, riposare.
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