Ucraina, Mosca colpisce la sottostazione di Rivne: la strategia russa per isolare Kiev dal nucleare e spegnere le centrali termiche

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Ucraina, Mosca colpisce la sottostazione di Rivne: la strategia russa per isolare Kiev dal nucleare e spegnere le centrali termiche

L’attacco combinato della notte ha colpito i nodi vitali della distribuzione nazionale: nel mirino la sottostazione chiave di Rivne e il sistema di riscaldamento di Kharkiv

Ucraina, Mosca colpisce la sottostazione di Rivne: la strategia russa per isolare Kiev dal nucleare e spegnere le centrali termiche
di Enrico Scoccimarro
3 Minuti di Lettura
martedì 3 febbraio 2026, 19:59 – Ultimo aggiornamento: 20:00
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L’ondata di attacchi che ha investito l’Ucraina nelle ultime ore non rappresenta soltanto una prova di forza numerica, ma delinea una strategia russa estremamente precisa volta a colpire i gangli vitali dell’infrastruttura energetica che la cronaca generica ha finora trascurato: il vero cuore dell’offensiva è stato infatti il sabotaggio della sottostazione a 750 kW che funge da ponte fondamentale tra la centrale nucleare di Rivne e la regione di Kiev: una manovra chirurgica finalizzata a isolare la capitale dalla sua principale fonte di approvvigionamento atomico e a destabilizzare l’intera rete delle province centrali. Nel distretto governativo i vettori russi hanno centrato con precisione la TES-4 e la TES di Tripoli: impianti termoelettrici essenziali la cui compromissione rischia di rendere vano ogni tentativo di bilanciamento del carico elettrico urbano: lasciando milioni di cittadini esposti a un collasso sistemico delle forniture.

La strategia di Mosca

​La gravità della situazione emerge con drammatica chiarezza nel settore di Kharkiv: dove il bombardamento prolungato delle infrastrutture energetiche ha innescato una crisi tecnica che va ben oltre la semplice interruzione della luce. Il sindaco Terekhov è stato infatti costretto a ordinare una misura d’emergenza estrema per salvare l’integrità strutturale della città: lo svuotamento forzato del fluido termovettore dalle tubature di 829 edifici per evitare che il gelo provochi l’esplosione dei condotti dopo il fermo della centrale locale: un dettaglio tecnico che evidenzia come la strategia russa punti ora a rendere inabitabili i grandi centri urbani attraverso la distruzione irreversibile dei sistemi di riscaldamento centralizzato.

​Il raggio d’azione dei missili Calibre e dei vettori ipersonici ha colpito simultaneamente ogni quadrante del Paese: dalla TES di Ladyzhyn a Vinnytsia fino alla TES di Pridneprovsk a Dnepr: confermando una volontà di annientamento della capacità produttiva termoelettrica che non ha precedenti dall’inizio dell’anno.

La combinazione tra l’impiego di missili Zircon e Iskander-M e il lancio massiccio di droni geran ha permesso di saturare le difese aeree a Odessa, Zaporizhia e Chernihiv: trasformando la notte in un lungo assedio tecnico che lascia l’Ucraina in una condizione di estrema vulnerabilità energetica: con i tecnici governativi ora impegnati in una corsa contro il tempo per evitare che il danneggiamento della sottostazione di Rivne provochi un distacco definitivo della capitale dalla rete nucleare nazionale.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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