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Ucraina al gelo, black out alla rete elettrica e temperature in picchiata. La Russia non ferma gli attacchi

Gelo e black out. Un guasto nel sistema elettrico ucraino ha causato l’interruzione della corrente elettrica in una parte significativa del Paese. «Oggi alle 10.42 si è verificato un guasto tecnologico che ha causato l’interruzione simultanea della linea da 400 kW tra i sistemi elettrici di Romania e Moldavia e della linea da 750 kW tra l’Ucraina occidentale e quella centrale», l’annuncio del ministro dell’Energia ucraino Shmyhal. Il quale ha specificato che si è verificato un blackout a cascata nella rete elettrica, con l’attivazione dei dispositivi di protezione automatica nelle sottostazioni.
Sovraccarico
Secondo alcune fonti locali, la rete energetica è sovraccarica a causa delle temperature estreme che hanno toccato i quindici gradi sottozero, problema che si è aggiunto ai gravi danni provocati dagli ultimi attacchi russi. La società statale “Ukrenergo, unico operatore delle linee ad alta tensione che trasmettono elettricità in Ucraina, promette che la corrente verrà ripristinata entro poche ore e ormai si tratta di una corsa contro il tempo: il Centro idrometeorologico ha dichiarato giovedì che le temperature notturne tra il 1° e il 3 febbraio potrebbero scendere a livelli estremi, aumentando i rischi per la popolazione poiché milioni di persone resteranno senza riscaldamento, elettricità e acqua.
Tregua violata
Oggi anche la metropolitana di Kiev è ferma a causa dello stop dei rifornimento di energia elettrica dopo gli attacchi russi delle ultime settimane, mentre i funzionari della città hanno dichiarato che giovedì 613 edifici residenziali erano ancora senza riscaldamento dopo il massiccio attacco del 24 gennaio e le squadre di riparazione continuano a lavorare sotto la minaccia di nuovi scioperi. Mosca avrebbe dovuto interrompere per breve tempo gli attacchi a seguito di un colloquio tra il presidente Usa Donald Trump e il capo del Cremlino Vladimir Putin, ma Kiev denuncia la rottura dell’accordo. La Russia ha infatti violato l’impegno preso da Putin per una tregua nei bombardamenti sulle città ucraine fino a domani, almeno due persone sono morte e altre tre sono rimaste ferite la scorsa notte in attacchi nel Donetsk, nelle cittadine di Raygorodka e Alekseevo-Druzhkovka. Le forze di difesa ucraine hanno abbattuto o neutralizzato 64 droni Shahed, Herbera, Italmas, degli 85 impiegati da Mosca nella notte, nel nord, nel sud e nell’est del Paese. «Venti di questi velivoli hanno colpito tredici località», precisano fonti ucraine. Non sembra per il momento che siano state colpite infrastrutture energetiche. Trump aveva chiesto a Putin una pausa nel momento di grande gelo, in ragione degli attacchi di Mosca concentrati da settimane sulle reti di energia. Ieri sera il presidente ucraino Volodymir Zelensky ha denunciato che gli attacchi più recenti di Mosca hanno colpito «infrastrutture civili e la logistica dei trasporti», oltre a una infrastruttura del gas nel Donetsk. In precedenza il Cremlino ha affermato che l’attacco alla rete energetica ucraina con temperature sotto lo zero aveva lo scopo di spingere Kiev a fare concessioni nei colloqui di pace. Mentre alcuni hanno ipotizzato che una tregua energetica potesse essere stata sul tavolo durante i negoziati di Abu Dhabi del fine settimana. Allo stesso tempo giovedì hanno iniziato a circolare ipotesi di una sospensione temporanea degli attacchi alle infrastrutture energetiche tra blogger militari e corrispondenti di guerra di entrambe le parti in conflitto, sebbene non sia stata rilasciata alcuna conferma ufficiale.
Le caldaie italiane
Intanto due giorni fa l’ambasciatore italiano in Ucraina, Carlo Formosa, insieme al vice primo ministro per la Ricostruzione, Oleksiy Kuleba, ha accolto nei pressi di Kiev l’arrivo del primo lotto di 78 caldaie industriali, su un totale di oltre 300, donate dal governo italiano per fronteggiare l’emergenza energetica causata dai deliberati attacchi russi alle infrastrutture civili, nel cuore della stagione invernale. «Le caldaie sono destinate alle reti urbane danneggiate, agli ospedali e alle comunità che erogano i servizi essenziali: questa iniziativa umanitaria metterà a disposizione una capacità termica totale sufficiente per circa 90 mila abitazioni o un centro urbano di 250 mila abitanti», ha sottolineato l’ambasciatore Formosa, ricordando come la donazione tenga fede a un impegno assunto dalla presidente del Consiglio Giorgia Meloni nei confronti del presidente ucraino Zelensky. L’ambasciatore Formosa ha inoltre ricordato come l’Italia abbia avviato un programma per l’invio di generatori elettrici di media e alta potenza che sosterranno ospedali, sistemi idrici e infrastrutture critiche in caso di blackout, e come il nostro Paese abbia stanziato con urgenza ulteriori 10 milioni di euro per il sostegno umanitario nel quadro dello Ukraine Energy Support Fund.
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