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Ucraina, la mini-tregua del gelo: stop agli attacchi. Trump: «Putin ha detto sì». E Zelensky ringrazia
Il presidente Usa annuncia che per una settimana non ci saranno bombardamenti russi su città e centrali: «Lo zar ha accolto la mia richiesta». Domenica dovrebbero riprendere i negoziati. Witkoff: «Fatti progressi»

Sottozero. Le temperature in Ucraina sono tra le più basse di sempre. La situazione peggiorerà tanto che in alcune regioni si arriverà addirittura a meno 30. Con i bombardamenti delle ultime settimane la Russia ha causato vittime e distruzione, ma ha anche colpito le centrali elettriche, lasciando molte abitazioni al freddo. Ieri, durante la riunione del Gabinetto, il presidente Donald Trump ha annunciato che questo tipo di raid con missili e droni sarà sospeso per una settimana: Putin ha accolto la sua richiesta.
Trump: «A causa del freddo estremo, perché in Ucraina hanno lo stesso freddo che abbiamo noi, ho chiesto al presidente Putin di non attaccare Kiev e le città per una settimana durante questo periodo, perché non è solo freddo straordinario da record. Lui ha dato l’ok e lasciatemelo dire, è stato molto gentile». Non è una tregua generale perché i combattimenti al fronte proseguono. I russi – secondo quanto ha annunciato il presidente Trump – si sono impegnati a fermare per una settimana i raid con missili e droni che ciclicamente colpiscono Kiev e altre città, danneggiando condomini e infrastrutture energetiche. I bombardamenti delle centrali hanno lasciato centinaia di migliaia di ucraini senza corrente elettrica e riscaldamento. L’obiettivo cinico di Putin, in questo rigido inverno ucraino, è stremare la popolazione per convincere Zelensky alla resa. Trump ha di fatto parlato di una tregua energetica. E sarebbe una delle più lunghe dall’inizio dell’aggressione del 24 febbraio 2022.
Secondo il Kyiv Post, già nelle ultime ore i blogger militari russi avevano previsto questa svolta: «Il primo indizio che la Russia potrebbe aver temporaneamente sospeso gli attacchi suobiettivi energetici è arrivato dal blogger pro-Cremlino Vladimir Romanov, il quale ha affermato che la Russia aveva sospeso gli attacchi fino al 3 febbraio. Secondo Romanov, il testo dell’ordine russo recita: “Escludere attacchi su obiettivi all’interno di Kiev e della regione, e in tutta l’Ucraina, su infrastrutture energetiche, tra cui sottostazioni elettriche, centrali termoelettriche, centrali idroelettriche, impianti di stoccaggio del gas, depositi di petrolio e depositi di carburante dal 28 gennaio 2026, fino a nuove istruzioni”.Poco dopo, i blogger ucraini che si occupano di guerra hanno affermato che era stato impartito anche un ordine parallelo all’Ucraina di non colpire le infrastrutture energetiche russe». Nelle ore che hanno preceduto l’annuncio di Trump il presidente ucraino Volodymyr Zelensky aveva avvertito: «Sappiamo che i russi si stanno preparando per un nuovo attacco».
RINGRAZIAMENTO
L’intervento del presidente americano con Putin potrebbe avere convinto Mosca a sospendere i bombardamenti (ma non gli attacchi di terra nel Donbass). E ieri sera Zelensky ha ringraziato Trump: «La dichiarazione del presidente Usa sulla possibilità di garantire la sicurezza di Kiev e di altre città ucraine durante questo rigido periodo invernale è importante. La fornitura energetica è fondamentale per la vita. Apprezziamo gli sforzi dei nostri partner per aiutarci a proteggere la vita umana. Grazie, presidente Trump. I nostri team ne hanno discusso negli Emirati Arabi Uniti. Ci aspettiamo che gli accordi vengano attuati. Le misure di de-escalation contribuiscono a un reale progresso verso la fine della guerra». Sui negoziati, che dovrebbero riprendere domenica negli Emirati, la situazione è ancora confusa. L’inviato della Casa Bianca, Steve Witkoff, è ottimista: «Stanno accadendo molte cose positive tra le controparti, stiamo discutendo dell’accordo sui territori e abbiamo un’intesa sul protocollo di sicurezza in gran parte concluso». L’Unione Europea continua a sostenere l’Ucraina. L’alta rappresentante Ue, Kaja Kallas, ha spiegato che sarà approvato il ventesimo pacchetto di sanzioni contro la Russia e saranno inviati aiuti sul fronte energetico per Kiev. Zelensky da tempo auspica un incontro con Putin. Il Cremlino ha risposto: si potrà fare solo a Mosca. Uno scenario irrealistico
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