Kiev, mille palazzi senza riscaldamento e temperature sotto lo zero. «Le fogne potrebbero congelarsi, scaviamo latrine»

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Kiev, mille palazzi senza riscaldamento e temperature sotto lo zero. «Le fogne potrebbero congelarsi, scaviamo latrine»

Il blocco della centrale TPP-6 mette in ginocchio la capitale, dove si teme il congelamento del sistema fognario. Il Cremlino rivendica i raid: «Ritorsione necessaria per gli attacchi civili in Russia»

Ucraina, a Kiev mille palazzi senza riscaldamento: si comincia a scavare latrine. Il Cremlino: «Colpiamo gli impianti energetici perché loro attaccano i nostri civili»
di Enrico Scoccimarro
2 Minuti di Lettura
martedì 27 gennaio 2026, 17:51 – Ultimo aggiornamento: 18:20
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La crisi energetica in Ucrainaha superato la soglia dell’emergenza logistica per trasformarsi in un dramma sociale che minaccia la sopravvivenza quotidiana dei civili. A Kiev, il quartiere di Troyeshchina è il simbolo di questo collasso: la centrale termoelettrica TPP-6, da cui l’area dipende totalmente, è fuori uso dopo i pesanti attacchi del fine settimana. Le autorità locali ammettono un’impotenza tecnica senza precedenti, definendo la situazione «critica» e senza una via d’uscita immediata. Sulla riva sinistra della capitale, i numeri forniti dal presidente Zelensky descrivono una realtà gelida: sono 926 i condomini rimasti completamente privi di riscaldamento mentre le temperature continuano a scendere.

Dalle fogne alle latrine: il ritorno al passato

Il degrado delle infrastrutture vitali sta spingendo la capitale verso scenari di regressione urbana. Il timore che il sistema fognario possa congelarsi a causa della mancanza di energia e calore ha spinto l’amministrazione a preparare piani d’emergenza che prevedono lo scavo di latrine all’aperto, una soluzione rudimentale per evitare il blocco totale dei servizi igienici negli edifici residenziali. La situazione non è migliore nel resto del Paese: a Kharkiv, il sindaco ha confermato che il 40% dei consumatori è ancora privo di elettricità dopo l’ultimo raid, mentre a Odessa le autorità parlano di «danni colossali» agli impianti, difficilmente riparabili in tempi brevi.

La linea del Cremlino: la guerra delle ritorsioni

Sul fronte opposto, Mosca non mostra segnali di arretramento e, al contrario, rivendica apertamente la logica dei raid. Il Cremlino ha ribadito che i colpi contro il sistema energetico ucraino sono una risposta diretta e proporzionata alle azioni militari di Kiev. Secondo la narrativa russa, le forze ucraine colpiscono deliberatamente obiettivi civili all’interno dei confini della Federazione, rendendo i raid sulle infrastrutture di Kiev una misura di ritorsione necessaria per neutralizzare le capacità di pressione del nemico. Questa posizione cristallizza il conflitto in una guerra di logoramento civile, dove la distruzione dei servizi essenziali è diventata uno strumento politico per forzare la resa o il collasso della tenuta interna del Paese.

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2026-03-05 00:05:13

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