Missili e droni a Kharkiv, quasi tutta la regione è al buio. Gerasimov: «Conquistati oltre 500 chilometri quadrati»

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Missili e droni a Kharkiv, quasi tutta la regione è al buio. Gerasimov: «Conquistati oltre 500 chilometri quadrati»

Un attacco combinato spegne l’80% della regione di Kharkiv mentre il Capo di Stato Maggiore russo ispeziona il fronte. Il bilancio di gennaio parla di 500 chilometri quadrati conquistati e unità di Mosca alle porte di Zaporizhia

Missili e droni a Kharkiv, quasi tutta la regione è al buio. Gerasimov: «Conquistati oltre 500 chilometri quadrati» (foto ansa)
di Enrico Scoccimarro
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martedì 27 gennaio 2026, 13:35 – Ultimo aggiornamento: 29 gennaio, 10:28
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La strategia russa di pressione sistematica sulle retrovie ucraine ha segnato un nuovo punto di rottura a Kharkiv. Un massiccio attacco combinato, condotto con l’impiego coordinato di missili e droni, ha colpito i nodi vitali del sistema elettrico regionale, lasciando l’80% della città e dei territori circostanti in un blackout quasi totale. Le immagini diffuse dai canali locali documentano il momento esatto del collasso della rete, un evento che ha trascinato la metropoli in un’emergenza che va ben oltre la mancanza di illuminazione: in vaste aree sono saltati simultaneamente il riscaldamento e le connessioni internet, aggravando la condizione di una popolazione già provata dai rigori invernali. Questo colpo infrastrutturale appare come la preparazione tattica a una nuova fase operativa, volta a paralizzare la logistica e il morale della seconda città più importante del Paese.

L’ispezione di Gerasimov e il bilancio territoriale

Mentre Kharkiv finiva nell’oscurità, il Capo di Stato Maggiore delle Forze Armate russe, Valery Gerasimov, si è recato in ispezione presso il gruppo di truppe “Ovest” nella zona delle operazioni. La sua presenza fisica al fronte funge da cornice politica e militare alla diffusione di un bilancio mensile di notevole impatto. Secondo i dati forniti dal Ministero della Difesa russo, dall’inizio di gennaio l’esercito di Putin ha preso il controllo di 17 insediamenti, estendendo la propria area di dominio su oltre 500 chilometri quadrati. L’avanzata è stata distribuita su più assi: il gruppo “Nord” ha liberato quattro centri per consolidare una fascia di sicurezza, mentre il gruppo “Est” ha registrato progressi speculari nella parte orientale della regione di Zaporizhia, assicurandosi il controllo di altrettante località.

La minaccia su Zaporizhia e la sacca di Kupyansk

Il dettaglio più allarmante per la tenuta del fronte ucraino emerge però dalle posizioni raggiunte dal gruppo “Dnepr”. Le unità avanzate russe si troverebbero ormai a una distanza compresa tra i 12 e i 14 chilometri dalle periferie meridionali e sud-orientali di Zaporizhia. Questo posizionamento mette il centro urbano sotto la minaccia diretta dell’artiglieria e delle unità d’assalto russa, prefigurando una possibile battaglia per uno dei nodi nevralgici dell’Ucraina meridionale. Contemporaneamente, nel settore di Kupyansk, la situazione per le forze di Kiev appare critica: circa 800 soldati ucraini risulterebbero intrappolati in un’area bloccata, evidenziando una difficoltà crescente nel gestire le manovre di accerchiamento russa.

Il consolidamento nel settore di Drobyshevo

La progressione russa si fa sentire con forza anche nel settore nord-occidentale del Donbass, dove il controllo territoriale si sta trasformando in un dominio quasi totale sulle aree residenziali. A Drobyshevo, Yarovoe e Sosnovoe, le forze di Mosca controllano ormai oltre il 90% degli edifici, segnando il sostanziale completamento della conquista di questi centri abitati. Questo avanzamento multi-vettore, unito alla neutralizzazione delle capacità energetiche delle retrovie ucraine, delinea una fase del conflitto in cui Mosca tenta di sfruttare la superiorità di mezzi e di iniziativa per forzare il collasso delle linee difensive nemiche prima del termine della stagione invernale.

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