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Il viaggio della memoria, ad Hiroshima i lavori degli alunni di Povegliano


Le gru di carta degli alunni della scuola primaria Anna Frank di Povegliano, dell’Istituto Comprensivo di Castel d’Azzano, hanno viaggiato per diecimila chilometri, da Povegliano a Hiroshima, in Giappone, per rendere omaggio e fare memoria dei bambini scomparsi a causa della bomba nucleare sganciata dagli Usa ed esplosa su Hiroshima il 6 agosto del 1945, poco più di 80 anni fa. Un percorso didattico che ha coniugato educazione civica, arte e storia, in tutte le 15 classi del plesso della primaria.
La maestra Francesca Robbi di Castel d’Azzano, che insegna a Povegliano, ha coordinato questo progetto didattico di educazione alla pace e nel dicembre scorso è andata in viaggio con la famiglia in Giappone ed ha portato circa 400 gru di origami colorate ad Hiroshima, nel luogo fisico in cui venne sganciata la prima bomba atomica.
Nella città nipponica si ricorda il sacrificio di Sasaki Sadako (1943-1955), una delle figure emblematiche della pace in Giappone. Questa bambina è particolarmente nota per il suo legame con la leggenda delle 1000 gru (senbazuru) e per essere una delle più famose tra gli hibakusha del Giappone. Sasaki fu una bambina di Hiroshima che, malata di leucemia a causa delle radiazioni della bomba atomica, iniziò a piegare le gru di carta nella speranza di guarire, seguendo la leggenda che chi ne piega mille vede esaudito un desiderio. Peraltro in Giappone, le gru (orizuru) sono simbolo di pace e longevità.
La sua storia ha reso le mille gru un potente simbolo contro la guerra e a favore della pace, con migliaia di origami che da 80 anni, vengono ancora oggi deposti al monumento al Parco della Pace dei bambini di Hiroshima, sul quale campeggia proprio la statua di Sasaki.
«Questo progetto è nato dal lavoro quotidiano in classe sul valore della pace», racconta la maestra Robbi. «Gli alunni non hanno solo realizzato delle collane di origami, ma hanno pure riflettuto, fatto domande, espresso pensieri profondi su cosa significhino la pace, il rispetto e la memoria. Sono stata il veicolo di questo progetto, perché ho portato in Giappone un messaggio dei miei alunni. Al Parco della Pace di Hiroshima quelle collane rappresentavano le voci dei bambini di Povegliano, il loro desiderio di un mondo senza violenza e guerre, capace di ricordare il passato, per costruire un futuro migliore».
«Educare alla pace fin da piccoli significa dare voce ai bambini, aiutarli a comprendere che la pace è una responsabilità quotidiana fatta di ascolto, cura ed attenzione agli altri», sottolinea Francesca Robbi. «Quello che abbiamo compiuto è stato un gesto semplice, ma dal valore universale, che unisce una scuola italiana ad un luogo simbolo della storia mondiale, un monito per le generazioni di ieri, di oggi e domani».
Conclude l’insegnante: «Ora le 400 gru veronesi si trovano tra migliaia di messaggi giunti da ogni parte del mondo». Anche la voce dei ragazzi di Povegliano ha trovato spazio al monumento a Sasaki Sadako, per ricordare che l’educazione alla pace inizia dall’infanzia e che i bambini di ogni latitudine chiedono ai «grandi» della Terra una cosa sola: la pace.
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