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Alla fine il ministero della Giustizia stabilizzerà gran parte dei 12mila lavoratori assunti a tempo determinato con il PNRR
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Il ministero della Giustizia ha approvato un piano per assumere la maggior parte dei 12mila lavoratori che erano stati assunti con contratti a tempo determinato, usando i soldi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), il piano di riforme e investimenti finanziato con fondi europei. È una novità importante perché ha evitato che molti di questi lavoratori perdessero il lavoro a fine giugno, quando sarebbero scaduti i contratti. La previsione iniziale del ministero era quella di assumere a tempo indeterminato 6mila persone: ora invece ha deciso di utilizzare ulteriori risorse e potrà quindi assumere 9.368 lavoratori su un totale di 11.211.
Queste persone erano state assunte con l’idea di creare una sorta di staff per i giudici e i magistrati, così da velocizzare e snellire il lavoro dei tribunali per raggiungere alcuni ambiziosi obiettivi fissati dal PNRR per la giustizia italiana, cioè la riduzione della durata media dei procedimenti giudiziari, rispettivamente del 40 per cento per quelli civili e del 25 per cento per quelli penali. Non rinnovare il loro contratto avrebbe avuto quindi un duplice effetto: lasciare senza lavoro le persone coinvolte e rallentare il lavoro dei tribunali.
– Leggi anche:La lentezza cronica della giustizia italiana potrebbe presto peggiorare
Il ministero della Giustizia ha approvato un piano per assumere la maggior parte dei 12mila lavoratori che erano stati assunti con contratti a tempo determinato, usando i soldi del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR), il piano di riforme e investimenti finanziato con fondi europei. È una novità importante perché ha evitato che molti di questi lavoratori perdessero il lavoro a fine giugno, quando sarebbero scaduti i contratti. La previsione iniziale del ministero era quella di assumere a tempo indeterminato 6mila persone: ora invece ha deciso di utilizzare ulteriori risorse e potrà quindi assumere 9.368 lavoratori su un totale di 11.211.
Queste persone erano state assunte con l’idea di creare una sorta di staff per i giudici e i magistrati, così da velocizzare e snellire il lavoro dei tribunali per raggiungere alcuni ambiziosi obiettivi fissati dal PNRR per la giustizia italiana, cioè la riduzione della durata media dei procedimenti giudiziari, rispettivamente del 40 per cento per quelli civili e del 25 per cento per quelli penali. Non rinnovare il loro contratto avrebbe avuto quindi un duplice effetto: lasciare senza lavoro le persone coinvolte e rallentare il lavoro dei tribunali.
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