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Botte al Saval, altra denuncia. La controparte: «È andata in modo completamente diverso»


Una «ricostruzione completamente diversa da quella presentata dalla presunta parte lesa». Si torna sull’episodio di “bullismo“ che vedrebbe come vittima un ragazzino di 11 anni finito in Pronto soccorso dopo essere stato picchiato da due fratelli al Saval.
L’avvocato dei minori contro cui era stata sporta denuncia nell’immediatezza dei fatti, Simone Bergamini, ci ha inviato una nota: «I presunti aggressori negano decisamente la ricostruzione dei fatti apparsa sul vostro giornale e sono in possesso di video che comprovano essersi trattato di una lite tra i due ragazzi, mentre la ragazza non avrebbe nemmeno partecipato, ma avrebbe solo assistito alla scambio tra i due durato peraltro pochi secondi. Preciso che in ogni caso le indagini sono ancora in corso, che la versione della presunta vittima deve ancora essere verificata e che in tale contesto anche la nonna dei minori ha sporto denuncia/querela», dice l’avvocato Bergamini, «in ogni caso la presunzione di innocenza è valore imprescindibile del nostro sistema giuridico e processuale», specifica l’avvocato, che evidenzia che la tutrice che ha minori in affido ha sporto a sua volta denuncia. La querela è stata formalizzata in questura alle 14 del giorno in cui è uscito l’articolo sul nostro giornale.
Nello scritto si evidenzia che la lite tra i giovani c’è stata ed è durata pochi secondi, la donna ha fatto mettere a verbale di avere le immagini e che i suoi nipoti sarebbero stati minacciati sotto casa dai familiari del bambino picchiato. Le indagini della questura per arrivare a fare chiarezza sono in corso.

«I fatti dell’articolo sono stati ricostruiti solo sulla base della versione riferita dalla madre della presunta vittima e gli autori della presunta aggressione vengono già giudicati in via definitiva come “bulli” e “aguzzini”. Ciò ovviamente appare a mio giudizio alquanto grave non solo perché tale giudizio riguarda pur sempre dei minori (minore è la presunta vittima e minori sono anche i presunti aggressori), ma perché la suddetta campagna di stampa ha contribuito ad esacerbare gli animi, tanto che sia i minori da me tutelati quanto la nonna hanno ricevuto minacce esplicite già oggetto di denuncia alla questura di Verona», conclude l’avvocato Bergamini.
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