Meneghetti, il «signor Grisbì» che inventò il celebre biscotto: «I wafer, il brevetto Usa e quella sfida tecnologica…»

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prodotto a bovolone

Meneghetti, il «signor Grisbì» che inventò il celebre biscotto: «I wafer, il brevetto Usa e quella sfida tecnologica…»

Roberto Massagrande
Lo storico direttore del biscottificio, che fu rilevato nel 2005 da «Vicenzi group», ha ripercorso in fiera la storia del dolcetto lanciato nel 1986
Da sininistra Pasini, Pozzani, Graziani, Lista, Alberti, il «Signor Grisbì» Gianni Meneghetti e De Berti
Da sininistra Pasini, Pozzani, Graziani, Lista, Alberti, il «Signor Grisbì» Gianni Meneghetti e De Berti
Da sininistra Pasini, Pozzani, Graziani, Lista, Alberti, il «Signor Grisbì» Gianni Meneghetti e De Berti
Da sininistra Pasini, Pozzani, Graziani, Lista, Alberti, il «Signor Grisbì» Gianni Meneghetti e De Berti
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«Quanti conoscono il Grisbì?» è la domanda che ha fatto alzare la mano a tutti i partecipanti all‘happening di apertura della Fiera San Biagio, tenutosi sabato mattina. Il Grisbì è un biscotto, altrimenti noto come «frolla ripiena di morbida crema» che ha avuto un successo planetario, un piccolo capolavoro di ingegneria alimentare nato e prodotto proprio negli stabilimenti di Bovolone. 

Talk show

Sul palco, per un talk show condotto dal blogger enogastronomico Stefano Cantiero, è intervenuto anche il «Signor Grisbì» in persona, ovvero Gianni Meneghetti, dirigente dal 1984 al 2012 dello stabilimento cittadino e principale artefice del biscotto dal cuore tenero che, da quando è stato introdotto in Italia a metà degli anni Ottanta ha conosciuto una crescita e una diffusione che continua ancora oggi a livello internazionale. Al suo fianco c’era l’attuale direttore del biscottificio bovolonese, Andrea Lista, formato dallo stesso Meneghetti, oltre che Nicola Graziani, il pronipote dei fondatori dell’azienda dolciaria sorta nel 1927.

Dal 2005, il biscottificio di Bovolone fa parte di «Vicenzi Group» e sabato ha ricevuto uno dei due premi assegnati in occasione della Fiera di San Biagio a eccellenze locali, ovvero a realtà economiche e sociali che si sono distinte. «Il Grisbì è nato proprio negli stabilimenti di Bovolone grazie alla tecnologia della co-estrusione», ha spiegato Meneghetti.

«La sfida tecnologica che abbiamo vinto», ha aggiunto, «è stato mantenere la crema fluida nonostante le alte temperature del forno per la frollatura esterna».

Grande successo 

L’apprezzato dolcetto dal 1986 è il cavallo di battaglia della produzione dolciaria del biscottificio bovolonese, l’unico stabilimento in Italia, e al mondo, che realizza il Gribsì.

«Oggi», ha riferito Lista, «esportiamo in cento Paesi questa specialità che è sfornata da cinque linee, con l’impiego di oltre 100 operai e una produzione giornaliera di 22mila chili pari a 300 milioni all’anno di singoli biscotti. Il gruppo ha pronti progetti per nuovi investimenti nel prossimo triennio visto il positivo trend di vendita, cresciuto del 12 per cento anche nel 2025».

La storia 

L’happening ha offerto l’occasione per ricostruire anche l’origine stessa dello stabilimento risalente al 1927 grazie al racconto del nipote dei fondatori, Nicola Graziani: «Fu la mia prozia Fanny Graziani che, assieme a suo marito Riccardo Quinto, un pasticciere che produceva biscotti, caramelle e ciambelle vendute al mercato con un carretto ambulante, a convincere il coniuge a passare a una produzione industriale acquistando il primo forno. In seguito entrarono in azienda anche i fratelli Dante e Bruno Graziani. Ebbero l’idea di vendere dei piccoli amaretti e fu un successo».

«La produzione non si è fermata neppure durante la guerra», ha proseguito Nicola, «grazie a un motore nautico diesel utilizzato come generatore elettrico, fatto arrivare via terra da Genova con un viaggio rocambolesco. Poi, nel dopoguerra i Graziani uscirono di scena e prese vita la «Biscotti Bovolone», che negli anni del boom economico riuscì a farsi conoscere a livello nazionale». 

È stato Meneghetti, una vita nel settore dolciario, con anni di formazione in Motta e Alemagna, a rivelare come è partita la produzione del Grisbì: «Arrivai a Bovolone dopo il fallimento, l’azienda fu rilevata da Armando Stella che fondò la Max Baker avviando la produzione di wafer. Eravamo i primi dopo la Loacker ma cercavamo un nuovo prodotto. All’inizio mi ha aiutato un consulente inglese chiamato da Stella per sviluppare un pasticcino che era stato brevettato in Usa e non era ancora giunto in Europa. Si trattava di un prodotto co-estruso, ovvero di due componenti uno dentro l’altro, un pasticcino morbido dentro e friabile fuori. Il nome Grisbì venne dato dalla Parmalat, che aveva rilevato poi lo stabilimento e venne lanciato nel 1985. Siamo stati i primi in Europa ma era un prodotto facile da imitare e così puntammo a crearne uno non morbido ma cremoso dentro. È questa la sfida che abbiamo vinto».

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