Il volo di Jessica Nuvuori oltre il tumore: “Ho rischiato una gamba amputata. Ora danzo (con le protesi) nell’aria”

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Jessica salvata da Pini

Jessica salvata da Pini

Milano – Da quando Jessica Nivuori ha imparato a volare nessuno, guardandola danzare con un cerchio a qualche metro da terra, sospetterebbe che ha una protesi al posto dell’ultimo pezzo del femore destro. Né che dieci anni fa, quando questa imprenditrice milanese trapiantata a Scanzano Jonico, in Basilicata, per amore, danzatrice aerea per passione, aveva solo trentott’anni, rischiasse l’amputazione della gamba sopra il ginocchio a causa di un sarcoma osseo. Oggi è la giornata mondiale contro il cancro e Nivuori ha raccontato la sua storia con i medici dell’Asst Gaetano Pini-Cto che le hanno salvato la vita – e la gamba.

La scoperta 

Comincia nel 2016, con un dolore persistente al ginocchio destro che rapidamente peggiora fino a impedirle di camminare. Gli esami radiologici scovano una lesione al femore da far vedere subito in un centro specializzato, Jessica torna a Milano e si rivolge all’ospedale ortopedico Gaetano Pini. La visitano, le dicono di tornare l’indomani per il prericovero perché serve la biopsia. A casa dei genitori cade: torna al Pini, in pronto soccorso, la lastra svela una frattura del femore distale (la parte terminale dell’osso lungo della coscia), consumato dal tumore.

Il volo di Jessica oltre il tumore: "Ho rischiato una gamba amputata. Ora danzo (con le protesi) nell’aria"

La storia di una 48 enne operata dieci anni fa per un sarcoma osseo dall’Ortopedia oncologica del Gaetano Pini

Il ricovero  

Viene ricoverata, “tre lunghe settimane bloccata a letto, in attesa della biopsia – ricorda –. Intorno a me ho sperimentato cos’è l’amore nelle cure e nell’assistenza di tutta l’équipe dell’Ortopedia oncologica: infermieri, medici, Oss, la segretaria”. L’istologico conferma che Jessica ha un sarcoma miogenico, un tumore raro delle cellule che danno origine ai tessuti molli. Il giorno dopo torna in sala operatoria, lì c’è il chirurgo Stefano Bastoni: “Il femore corrotto dalla malattia aveva perso la sua resistenza, Jessica ha avuto una frattura spontanea – spiega il dottore, che oggi dirige l’Ortopedia traumatologica oncologica dell’Asst Pini-Cto –. La rottura dell’osso a sua volta ha permesso al sarcoma di contaminare le parti molli, rendendo l’intervento di resezione (del tumore, ndr) molto complicato. Un tempo questa situazione avrebbe comportato l’amputazione dell’arto“.

L’intervento che ha salvato Jessica  

Ma non oggi e neppure dieci anni fa, in un ospedale come il Pini: “Siamo riusciti a salvarle la gamba, impiantando una protesi di grandi dimensioni. La tecnica chirurgica, l’imaging, la giusta scelta strategica hanno permesso come risultato una paziente che oggi volteggia come un’acrobata del circo”. Grazie anche alla sua forza, “alla mia famiglia, in particolare mio marito”, e al chirurgo che andava a trovarla durante le sedute di chemioterapia all’Istituto dei tumori che collabora col Pini: “Mi ha detto che se non mi fossi impegnata con la fisioterapia, al cinema sarei stata condannata alla prima fila – racconta Jessica –. Non è facile convivere con un corpo estraneo, ma oggi volo”. Il dolore, sottolinea Bastoni, è la prima manifestazione del sarcoma osseo, che ha un esordio insidioso: “Poi ci si accorge di una tumefazione, si inizia a zoppicare. È fondamentale in questi casi rivolgersi agli ortopedici, specie se si è giovani, tra i 20 e i 30 anni“.

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