Caso Ashkar, ecco come gli agenti dell’Ice hanno avviato l’inchiesta sulla pedopornografia on line

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Dall’Agenzia Homeland Security Investigation (HSI), la componente investigativa dell’ Immigration and Customs Enforcement, l’agenzia federale statunitense, la cui attività è dedicata a immigrazione e dogane, fino alla procura di Milano: l’agenzia Ice sale nuovamente alla ribalta anche in Italia.

Gli elementi forniti dagli investigatori statunitensi sono sfociati nell’inchiesta sulla pedopornografia on line che ha coinvolto l’ex consigliere comunale di Brescia Iyas Ashkar. Ma negli Usa non è stata impegnata solo l’HSI, che ha potuto contare sull’apporto di del Dipartimento di Giustizia e della sezione che si occupa dello «sfruttamento sessuale dei minori».

Le indagini hanno riguardato un fenomeno criminale in cui gli investigatori statunitensi sono riusciti a infiltrarsi, e che è stato esplorato entrando in quelle che sono le comunità di persone, considerate dall’accusa, abusanti. Ma quello che è stato scoperto è descritto negli atti italiani come «una vera e propria industria dell’abuso minorile»; un abuso che nel web, secondo quanto emerso dalle indagini, attraversa continenti e registra pagamenti da una parte all’altra della terra; e questo avviene con gli abusi che in rete viaggiano verso Occidente e il denaro diretto a Oriente.

Quelli che vengono definiti «traffickers» risulterebbero localizzati nelle Filippine. In quanto ai pagamenti, sono avvenuti attraverso i servizi che le realtà internazionali mettono a disposizione. Ci sono quindi quelli che vengono definiti «spettacoli» che finiscono nell’occhio della webcam. Spettacoli in diretta, commissionati ai «facilitatori». Spettacolo d’orrore, viene d aggiungere. Ma capita anche che l’orrore non si limiti a finire nelle immagini vendute via webcam con viaggi fino alle Filippine per abusare di bambini e ragazzini.

L’indagine in Italia

L’apporto italiano è derivato dalla polizia postale e dal Centro nazionale per il contrasto alla pedopornografia sulla rete internet. Un apporto ai colleghi statunitensi che ha consentito di risalire ad alcuni account. Gli investigatori italiani hanno quindi acquisito dai colleghi statunitensi i registri delle chat, oltre ai contenuti e a quanto riguarda gli aspetti finanziari. Tutto, in sostanza è stato condiviso e nei giorni scorsi sono arrivate le perquisizioni. A Brescia hanno portato alle dimissioni del consigliere comunale che ha dichiarato di credere nella giustizia e di prendere nettamente le distanze dagli addebiti.

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