All’ospedale di Locri è un’odissea andare da Neurologia a Radiologia

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Un cittadino ha deciso di rendere pubblica con una lettera aperta, diffusa agli organi di stampa, la propria recente esperienza all’Ospedale di Locri, con l’intento – come lui stesso precisa – di contribuire in modo civile e costruttivo al miglioramento dei servizi sanitari e alla tutela del diritto alla salute.
La vicenda riguarda il ricovero di un suo familiare nel reparto di Neurologia. Il paziente necessitava di una risonanza magnetica dell’encefalo, un esame diagnostico fondamentale e non rinviabile. È in questa circostanza che – secondo la testimonianza – sarebbe emersa una criticità organizzativa rilevante: l’assenza di un percorso interno che consenta ai pazienti allettati di raggiungere la Radiologia.
Il cittadino sottolinea che i pazienti deambulanti o trasportabili in carrozzina possono accedere alla Risonanza magnetica attraverso i corridoi interni dell’ospedale. Diversa, invece, la situazione per chi è allettato e può essere spostato solo in barella o direttamente nel letto di degenza.
In questi casi – spiega – non esisterebbe un collegamento interno adeguato. Il risultato è che il trasporto verso la Radiologia deve avvenire tramite ambulanza, come se si trattasse di un trasferimento esterno.

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