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Vannacci lascia la Lega: «Vado avanti da solo». Salvini: «Farà come Fini»
L’ex generale: «Futuro nazionale è una realtà. Noi l’unica destra». Obiettivo 6% La «delusione» del vicepremier: «Per qualcuno la poltrona vale più della lealtà»

«Proseguo per la mia strada da solo». Rompe le righe, il generale. E dopo aver appeso le stellette al chiodo in favore di un seggio a Bruxelles, dov’era sbarcato sull’onda di oltre 500mila preferenze incassate sotto le insegne della Lega, dice addio al Carroccio per tentare l’avventura in solitaria. «Amo la mia Patria e voglio continuare a combattere per lei stando lontano da impicci, compromessi di convenienza e inciuci», annuncia Roberto Vannacci. La scommessa dell’autore del Mondo al contrario si chiama Futuro Nazionale. Il simbolo c’è già: è quello che occhieggia alla fiamma tricolore su fondo blu rivelato nei giorni scorsi, anche se l’ormai ex vicesegretario leghista aveva assicurato che non sarebbe stato il logo di un nuovo partito. Ieri, invece, dopo il confronto «franco» con Matteo Salvini di lunedì sera che ha di fatto sancito il divorzio, Vannacci ha scoperto le carte. «Il mio impegno è quello di cambiare l’Italia», una «polveriera pronta a deflagrare». Ambisce a incarnare «l’unica destra», l’ex parà. E punta in alto: «Io inseguo un sogno, e vado lontano».
Vuole erodere consensi tra i delusi del centrodestra, l’ex generale. Ma pure pescare «nel 50% di italiani che non vota più», dice al Messaggero Massimiliano Simoni, consigliere regionale toscano e portavoce del movimento del Mondo al contrario. «Guardiamo al 2027», spiega, alle prossime politiche. Obiettivo: il 5-6%. Così «Meloni dovrà fare una valutazione, visto che insegue Calenda che ha il 2%». Ma come, siete appena usciti e già pensate a un’alleanza col centrodestra? «Mica il generale vuol far vincere la sinistra», risponde Simoni.
Il consiglio
Difficile immaginare che Salvini accetterebbe, in ogni caso. Perché l’uscita del generale fortemente voluto dal “Capitano” – che dopo l’exploit alle Europee lo fece anche promuovere vicesegretario – fa rumore. E si lascia dietro diversi cocci, nella Lega, per quanto a via Bellerio in molti (a cominciare dal fronte dei governatori e dal partito del Nord) assistano alla “Vannacci-exit” con un sospiro di sollievo. È lo stesso Salvini a ufficializzare ciò che rimbalza ormai su tutti i siti già dal mattino, in apertura di un consiglio federale convocato formalmente per discutere di sicurezza. E il vicepremier non nasconde l’amarezza. «Io ho il difetto di dare fiducia alle persone. Ma per qualcuno la poltrona vale più della lealtà, dell’onore, della parola data». Il paragone che dipinge è quello con Gianfranco Fini, che «tradì» il patto con Berlusconi e fece uscire le sue truppe dal Pdl, salvo poi terminare presto la corsa. «Finirà così anche stavolta», è il giudizio condiviso da Salvini nel Federale. Sui social il vicepremier è ancora più duro: «Pensavamo che la lealtà avesse un significato preciso per chi ha indossato la divisa», attacca, postando una pillola del comizio a Pontida dell’ex numero due in cui Vannacci assicurava la permanenza nella Lega. Prevale il «dispiacere», insomma, perché «anche io l’ho votato, ho invitato a votarlo pensando che avremmo potuto fare un percorso positivo insieme». E invece «da vice segretario ha costruito un altro partito dove non porterà sostanzialmente nessuno», suona lo sfogo di Salvini.
Il gruppo
Chi davvero porterà con sé il generale lo si scoprirà nei prossimi giorni. In Transatlantico già girano i nomi dei possibili transfughi pronti a dar vita a una pattuglia parlamentare fedele al generale. Edoardo Ziello, tra i primi a commentare entusiasta il post di addio di Vannacci («Avanti senza paura!»). E poi Rossano Sasso, che parla di una «riflessione in corso» e una decisione da prendere «a breve», e forse Emanuele Pozzolo, transitato al Misto da FdI. Mentre un altro vannacciano, Domenico Furgiuele, sarebbe orientato a restare nella Lega. Si vedrà. «La nostra non è un’operazione di palazzo, non ci preoccupiamo di chi ci seguirà», assicura il luogotenente vannacciano Simoni. Di certo per ora c’è che il generale è stato fatto fuori dal gruppo dei Patrioti all’Eurocamera, e transiterà dentro Europa delle nazioni sovrane, dove siede la tedesca Afd. «Semplicemente ha preso atto di essere un corpo estraneo, ora la Lega ne esce rafforzata», lo saluta senza nostalgie a sera Luca Zaia. Ed è il sentiment che va per la maggiore, nel Carroccio. «La scelta di Vannacci è miope e incoerente», sferza un’altra vice, Silvia Sardone: «Ce ne faremo una ragione, nessuno è indispensabile nella Lega».
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