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La colomba dei tassi alla prova della realtà
Il governatore “in pectore” ha competenza ed esperienza potrebbe riservare delle sorprese

Kevin Warsh è il nuovo presidente designato della Federal Reserve che succederà a Jerome Powell alla scadenza del suo mandato a maggio, a meno che non inizino pressioni per indurlo alle dimissioni prima del termine, che però dovrebbero fare i conti con la saldezza “dell’hombre vertical” quale Powell ha dimostrato di essere. Non va, tuttavia, trascurato il passaggio che questa nomina, nella difficile situazione attuale in cui si profila l’eventualità di un altro “shutdown” con il voto pure di qualche repubblicano, dovrà affrontare al Senato che ha la prerogativa di confermarla o no.
Warsh ha un curriculum di tutto rispetto nell’amministrazione pubblica, nel privato finanziario e nell’accademia. L’interpretazione autentica del significato della nomina non può non partire, come “primum movens”, dalle affermazioni di Trump dell’altro ieri secondo le quali mai egli avrebbe nominato al vertice della Fed una persona che non la pensasse come lui.E Warsh finora è stato molto critico nel confronti della Banca centrale di Powell dal punto di vista giuridico – parlando di eccesso istituzionale – e da quello funzionale e operativo – contestando la scelta di agire in base ai dati e la “forward guidance”, e traendone l’esigenza di un vero e proprio cambio di regime per ripristinare la credibilità dell’istituzione. Più netta ed estesa di così è impossibile ricercare una critica che, per la sua analiticità, possa essere più decisa e superare le stesse contestazioni mosse da Trump. Poi vi sono le concrete strategie: Warsh è passato, assumendo le classificazioni ornitologiche, da “falco”, sostenitore di una linea rigorosa della politica monetaria, a “colomba”, così sposando in pieno la linea dei tagli del costo del denaro sostenuta a spada tratta dal Tycoon, per esempio affermando negli ultimi mesi che bisognava abbassare di molto i tassi di interesse.
LA CRITICA
La radicale critica istituzionale, strategica e operativa dovrà, tuttavia, fare i conti con la realtà e con le posizioni degli investitori. La sola scalfitura dell’indipendenza della Fed sarebbe un grave problema non solo per l’economia, ma “tout court” per la democrazia che non potrebbe tollerare una Banca centrale, fondamentale nel sistema dei “pesi e contrappesi”, eterodiretta o comunque in simbiosi, a prescindere, con il governo. I rapporti internazionali certamente ne sarebbero influenzati, considerato che si tratta della prima Banca centrale al mondo, e probabilmente non in bene. Ciò, per di più, accadrebbe in un periodo di non comuni difficoltà interne e internazionali di carattere geopolitico ed economico, non ultima la questione – dazi e dei rapporti con l’Unione. È interesse di tutti, americani e no, che ciò non accada. Eppure può esistere una salvaguardia: trattandosi di una persona competente e con una ricca esperienza, come si è detto, non è escluso, non sembrando che abbia pregiudizi di stampo ideologico, che, una volta nel ruolo, il presidente designato, messo alla prova della realtà, aggiusti le sue posizioni acquisendo lo spirito di corpo dell’istituzione e, per la sua capacità, dia dimostrazione di autonomia intellettuale. Rivedere le posizioni è proprio solo le personalità solide. Non poco dipenderà anche dalla scelta che farà Powell che, come governatore, potrebbe ancora rimanere del board. Trump ha detto qualche giorno fa che conosce personaggi che, prima si sono detti sostenitori di una certa linea, poi all’apice della Fed l’hanno completamente cambiata (anche per amor proprio e delle proprie convinzioni, bisognerebbe aggiungere). Da noi, in occasione della nomina a governatore della Banca d’Italia di una personalità si scrisse, per ragioni comunque lontane da quelle di Warsh, che il ruolo lo avrebbe formato. E in effetti così fu perché poi quel governatore raggiunse successivamente le più alte vette dello Stato. Speriamo, «si licet parva componere magnis», che, senza che si confidi in questa scalata istituzionale non nelle sue possibilità, il ruolo faccia bene Warsh. Diversamente, non solo gli Usa né risentirebbero.
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