[analyse_image type=”featured” src=”https://statics.cedscdn.it/photos/MED_HIGH/2026/02/03/9336963_03131605_fr_2026_02_03t131558.794.jpg”]
Clementino: «Mi sono rifugiato nella cocaina, ho perso soldi e tempo. Lamborghini? Per una rissa con un Premio Oscar sono finito al cinema»
Il rapper napoletano si è raccontato a “Passa dal BSMT”, il podcast di Gianluca Gazzoli: «La standing ovation a Sanremo per Don Raffaè è la cosa che mi rende più orgogliosa»

.nl-optin-notext.nl-optinform .testata-bg {
background: #b22222;
}
.nl-optin-notext.nl-optinform .bg-wrap>div .nl-optin-bg {
opacity: 1;
background: #eee;
}
Dai villaggi turistici alle battle, fino al mainstream (senza perdere l’identità). Nella nuova puntata di Passa dal BSMT, Clementino ripercorre tappe e scarti della sua storia: la gavetta da intrattenimento, la folgorazione per l’hip hop nel 1996, il successo, la caduta e il risveglio dopo le dipendenze. E poi i ricordi con Pino Daniele, gli aneddoti con Sting e la parentesi cinema nata, racconta, da una lite con Paul Haggis.
Dai villaggi turistici al rap
«Lì ho imparato la comunicazione con le persone, la vera comunicazione con le persone, la vera presenza scenica, devo tanto ai villaggi turistici, anche perché attraverso quelli, poi ho capito che anche il mio rap era diverso, perché era un rap da intrattenimento, evviva i villaggi d’animazione».
La folgorazione del ’96 e la gavetta delle battle
«Sono un po’ nato nelle quinte dei teatri, imparavo i copioni a memoria con loro (i genitori), anche se non volevo recitare e quindi ho iniziato a studiare la chitarra. Nel ’96 c’è stata questa folgorazione, la cultura hip hop, lì mi ha preso al cento per cento, perché vedevo questi ragazzi nel centro che avevano i pantaloni larghi, i capelli al contrario, facevano i murales e lì ho detto: “voglio far parte di questo mondo così colorato”…»
Il rap che salva la vita
«Il rap mi ha salvato tanto perché potevo avere un brutto finale, la musica mi ha salvato la vita, io devo tanto all’hip hop, ho sempre professato la cultura hip hop anche se ora sono in televisione, mi sento molto più hip hop di tanti…»
La caduta e la quarta vita
«Sono nella mia quarta vita ed è forse come diceva Renato Zero, i migliori anni della nostra vita, me li sto godendo adesso. Il primo anno è stato quello della crescita, il secondo anno è stato quello della gavetta e poi inizi a diventare famoso, il terzo anno è stato quello della turbolenza e quello della vita brutta perché sono stato vittima di alcune dipendenze, è stato brutto e poi quando ti risvegli… parte la tua quarta vita ed ora me la sto godendo alla grande.»
Le prime battle
«Mi scrivevo alle battle, iniziavo a vincere, dovevo far capire a mamma e papà cosa stavo facendo, perché poi non capivano, io chiamavo e dicevo “mamma, ho vinto” e mia mamma diceva “ma che ha vinto questo?”, poi all’epoca dovevi mandare la cassetta per fare ascoltare fuori la tua musica.
Evidentemente la mia vita doveva essere fatta di tanta gavetta, perché poi la gavetta è quella che mi ha fatto le ossa»
Tecniche Perfette, la scena e «l’arma segreta»
«Facevo l’animatore, senza il rap avrei fatto l’animatore a vita, due anni dopo che ho vinto Tecniche Perfette, avevo 23/24 anni, ho fatto sempre intrattenimento alla fine, mi ricordo che ero in finale con Rayden e tanti altri, lì eravamo uno squadrone… eravamo una bella squadra, in giuria c’erano i Cor Veleno…»
«Sono bei momenti, dei bei ricordi, ma sinceramente non ho mai avuto problemi sul fatto che un napoletano facesse il rap o che un napoletano non potesse reppare, forse perché avevo un’arma segreta, quella di scandire bene le parole…»
«L’hip hop cultura non morirà mai, è un po’ come il rock, c’è una base sotto che viene dalla società, non è soltanto un genere musicale…»
Dal primo contratto a Rapstar con Fabri Fibra
«All’epoca ho vinto questa gara di rap, vinco il mio primo contratto discografico e faccio uscire il mio primo album Napoli Manicomio, nel 2006, che arriva alle orecchie dei puristi del rap, poi firmo per un’etichetta indipendente, esce il secondo album I.E.N.A. e progetti vari, anche dei singoli, poi vado all’Acciaieria e conosco Fabri Fibra, facciamo dei pezzi insieme… conosco Paola Zukar ovvero la sua manager… e da un giorno all’altro decidemmo di fare assieme un album, Rapstar, forse per il grande pubblico è il primo joint album tra due rapper conosciuti…»
«Di Fabri Fibra mi ha sempre colpito la determinazione che ha sempre avuto nel fare la musica, lui ha sempre ragionato da rapper, è tosto, quando sei forte e sei apprezzato da tutti, ci deve essere un motivo…»
’O vient, la prima canzone napoletana sdoganata nelle radio italiane
«Negli anni a seguire, faccio questa canzone, ’O vient, che è stata forse la mia prima canzone di successo, perché è stata la prima canzone napoletana ad essere sdoganata nelle radio italiane. All’epoca non c’era il rapper napoletano commerciale, esce questo pezzo e lì ho pensato che stavano ad iniziare a funzionare le cose…»
Pino Daniele, Sting e i due momenti della popolarità
«Quando l’ho visto la prima volta, ho pensato: ma veramente è Pino Daniele? Mi dispiace di averlo goduto per pochi anni, ma quei 3/4 anni sono stati intensi… mi ha invitato diverse volte nel suo studio a Roma, mi ha fatto suonare a Napoli con lui… tantissime cose e tantissimi bei ricordi… Io di solito dico due cose, Bob Marley per la Giamaica e Pino Daniele per Napoli, oppure dico che Pino Daniele è il punto di luce sulla totalità delle cose nella musica.»
«Con Sting ho un ottimo rapporto… eravamo al cinema ed io mangiavo le caramelle e lui le mangiava dal mio sacchetto. La moglie Trudie Styler ha fatto un documentario su Napoli ed io ho fatto la colonna sonora del film e quindi sono stato con loro, più di una volta…»
«La popolarità l’ho vissuta in due momenti, uno bello in cui non ci credevo ed un altro in cui non stavo bene e non capivo l’importanza di un evento importante… potevo godermi determinate cose, adesso sono fortunato, perché le posso raccontare…»
Rockstar, poi meditazione
«Ho fatto la vita da rockstar, letteralmente, un giorno scriverò un libro sulla mia vita, Rapstar a tutti gli effetti per le trasgressioni, le nottate, poi mi sono rifugiato nella meditazione…»
«Ho iniziato a viaggiare da solo, prendevo lo zaino e andavo in India, facevo meditazione… avevo a che fare con la gente del posto ed ero da solo. La mia Nazione preferita è la Costa Rica, vado a fare le cerimonie di meditazione con gli Indios, i nativi d’America.»
Maradona, Sanremo e l’orgoglio più grande
«Ho fatto fare la foto a mio padre con Maradona, è stato bellissimo, sono cose grosse, si è emozionato… tante cose sono successe in questi anni. La cosa di cui sono più orgoglioso? Forse ti dirò, quando ho fatto Don Raffaè a Sanremo, quel giorno in cui feci la cover, arrivarono mamma e papà, durante l’esibizione, al termine, si alzarono tutti e vedo mamma e papà, c’è stata una standing ovation, con loro presenti, quella cosa è nei must della mia vita…»
Su Antonella Clerici
«Il mio rapporto con Antonella Clerici? Mi sopporta, io sono una dinamite e con Antonella ho un ottimo rapporto, lei mi spinge sempre a fare tanto, mi dà spazio, siamo diventati ormai una bella coppia televisiva, abbiamo fatto anche di recente Jukebox oltre a The Voice…»
Cinema: Lamborghini nato da una lite
«La mia partecipazione al film è nata con una mezza rissa… ero a Ischia e c’era il Film Festival… dietro di me c’era un Premio Oscar e c’ho litigato… poi mi dicono: “Clementino, ma quello è un Premio Oscar, Paul Haggis”. Ad un certo punto arriva un altro regista, Bobby Moresco… e mi dice in inglese: “ho apprezzato che sei andato lì a litigare e mi serve un personaggio così nel mio film, vuoi venire a fare Lamborghini?”… è successo così e mi sono ritrovato a fare il film.»
‘;
outbrainEl.insertAdjacentHTML(“afterBegin”, AdCodeOutbrain);
loadScript(‘//widgets.outbrain.com/outbrain.js’, function(){
// cerco il widget. Necessario se c’è un’altro widget di Outbrain in pagina (es: inread)
OBR.extern.researchWidget();
});
}
function AnnunciOutbrain(callback) {
var outbrainDiv = document.getElementById(‘outbrainWait’);
// Verifica se l’elemento esiste
if (outbrainDiv) {
// Modifica l’id dell’elemento div
outbrainDiv.id = ‘outbrain’;
}
var load_method = impostazioni_testata.outbrain.load_method || ‘first-interaction’;
var outbrainEl = document.getElementById(‘outbrain’);
CED.log(“outbrain load_method:” + load_method);
if (load_method == ‘when-near-viewport’) {
// outbrain parte solo quando scrollando arriva abbastanza vicino alla viewport
if (typeof callback === “function”) {
// Listen for the scroll event
//document.addEventListener(‘scroll’, onScroll(outbrainEl,callback), false);
CedsWNV.watch(outbrainEl, callback, {
checkInterval: 300,
offset: 500
});
/*devo chiamare la funzione con argomenti e variabili */
}
} else {
// DEFAULT: outbrain parte alla prima interazione o dopo il timeout inattività
_waitOnceFor(load_method, callback);
}
}
AnnunciOutbrain(WidgetOutbrainTag);
POTREBBE INTERESSARTI ANCHE
[analyse_source url=”http://ilmessaggero.it/persone/clementino_cocaina_soldi_tempo_pino_daniele_the_voice_antonella_clerici_maradona_sanremo_rissa_lamborghini_premio_oscar_haggis_passa_dal_bsmt-9336963.html”]




























