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Bistrot sulla terrazza di San Pietro, il Vaticano conferma (ma cardinali e vescovi si scontrano). Ipotesi apertura a Pasqua
L’idea di avere intere comitive intente a mangiare pizzette, piadine al prosciutto, pasta al sugo, ordinando magari spritz sul grande terrazzamento all’ombra delle gigantesche statue degli apostoli, non a tutti i monsignori suona come la soluzione migliore

L’idea di realizzare un punto di ristoro sulla terrazza della basilica numero uno, praticamente sopra la tomba dell’Apostolo Pietro, è di difficile digestione: diversi prelati, ieri mattina, interpellati in merito, non nascondevano i mal di pancia o storcevano il naso. Il progetto approvato a suo tempo da Francesco (e certamente anche da Leone XIV) ha iniziato a fare discutere in curia e, ancora una volta, si scontrano due approcci distanti, da una parte quei cardinali e vescovi novatori tendenzialmente favorevoli ad una basilica più moderna e meno ingessata, una specie di San Pietro 2.0, capace di aprirsi senza pregiudizi al turismo di massa, non solo per fare cassa ma per dare l’idea di una dimora dalle porte aperte a tutti. Tuttavia questa versione riformata non riesce a conciliarsi con il rigore della parte curiale più tradizionale che da tempo punta al massimo rispetto per questo luogo di culto specialissimo, tenendo conto che è stato edificato proprio sulla tomba dell’apostolo prediletto da Cristo. Una basilica unica sia sotto il profilo spirituale che storico.
Di conseguenza l’idea di avere intere comitive intente a mangiare pizzette, piadine al prosciutto, pasta al sugo, ordinando magari spritz sul grande terrazzamento all’ombra delle gigantesche statue degli apostoli, non a tutti i monsignori suona come la soluzione migliore. «Sarebbe impensabile una cosa del genere sul tetto di una Sinagoga, al Muro del Pianto, o sopra la Kaaba della Mecca o, ancora, sulla terrazza di Westminster» borbottava ieri mattina un prelato chiedendo l’anonimato.
SEGRETEZZA
I lavori fino a ieri tenuti super segreti dalla Fabbrica di San Pietro e dall’arciprete, il cardinale Mauro Gambetti sono stati confermati dal Vaticano attraverso un comunicato ufficiale che ha fornito qualche particolare in più. «Si precisa che, per far fronte agli accresciuti flussi di visita, è allo studio un ampliamento della superficie della terrazza visitabile dai pellegrini. Questo permetterebbe di alleggerire la concentrazione dei visitatori in basilica, e favorire un clima di maggior raccoglimento. In questa prospettiva, si renderebbero disponibili alcuni spazi dove poter ampliare il piccolo punto di ristoro già esistente, dallo stile sobrio e consono al contesto, rispettoso della sacralità del luogo, e che viene incontro alle necessità dei pellegrini».
Nella parte sinistra del terrazzamento, nei locali che un tempo venivano usati dai Sampietrini come depositi di materiali per le grandi celebrazioni (come funi, scale, ceri) è già presente un baretto che vende da qualche anno ai turisti diretti sul Cupolone caffè, gelati, bibite. L’ingrandimento cui fa riferimento il Vaticano nel comunicato riguarda gli altri locali speculari, situati nella parte destra. Da ulteriori notizie raccolte è lì che verrà ospitata la nuova attività di ristoro ma non dovrebbe essere realizzata una cucina come quelle che hanno i ristoranti, solo un angolo certamente dotato di microonde e altri elettrodomestici per riscaldare pietanze già pronte (o precotte). Una specie di tavola calda papale.
Ancora impossibile sapere se i prezzi saranno popolari e alla portata di tutti, oppure se si adegueranno all’esclusività del luogo. Tutto è in via di elaborazione, ci vorrà ancora un po’. Dalla velocità con la quale gli operai stanno procedendo è possibile che già per Pasqua sia in funzione. Sicuramente il bistrot sarà pronto per le celebrazioni del quattrocentesimo anniversario dell’inaugurazione della basilica. Dopo oltre un secolo di lavori l’antichissima basilica costantiniana era stata demolita, e il nuovo edificio venne consacrato il 18 novembre 1626 da Urbano VIII.
CHEF
Sempre quest’anno dovrebbe aprire anche un altro ristorante papale, stavolta affidato, invece, ad uno chef famoso di Chicago. L’annuncio è stato fatto cinque mesi fa quando Leone XIV aveva inaugurato il Borgo Laudato Sì che sorge dentro la residenza estiva dei pontefici a Castel Gandolfo. Si tratterebbe di un ristorante fusion che mescola la cucina italiana, la filosofia del chilometro zero e le contaminazioni internazionali. Alla guida del progetto ci sono Art Smith, ex cuoco personale di Oprah Winfrey e volto dei cooking show americani, e il ristoratore Phil Stefani, fondatore dello Stefani Restaurant Group di Chicago. Al momento anche questo progetto è avvolto dal massimo riserbo.
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