Mele inquinate da cocktail di pesticidi: allarme in tutta Europa (anche in Italia). Cosa dice lo studio

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Mele inquinate da “cocktail di pesticidi”: allarme in tutta Europa (anche in Italia). Cosa dice lo studio

Un rapporto di Pan Europe, coalizione di Ong ambientaliste, ha svelato la verità sulle mele europee. Su un campione di 60 frutti proveniente da 13 paesi l’85% ospitava sulla buccia ben sette sostanze chimiche diverse. Il consiglio è quello di consumare mele biologiche o sbucciarle prima

Mele inquinate da "cocktail di pesticidi": allarme in tutta Europa (anche in Italia). Cosa dice lo studio
di Tiziana Panettieri
3 Minuti di Lettura
giovedì 29 gennaio 2026, 19:02
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Un “cocktail di pesticidi” si nasconderebbe sulla buccia delle mele vendute in Europa. È quanto emerge dal report di Pan Europe, una coalizione di Ong impegnata nella lotta contro l’uso di queste sostanze tossiche. Sono 60 le mele analizzate, provenienti da 13 diversi paesi del continente tra cui Francia, Spagna, Italia e Polonia e il risultato ha spinto gli ambientalisti a dare l’allarme su un fenomeno sempre più diffuso.

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I dettagli dello studio sul frutto tra i preferiti dagli europei

L’85% dei campioni conteneva diversi residui di pesticidi e su alcuni di questi convivevano ben sette tracce di sostanze chimiche diverse. Nel 71% dei casi Pan Europe ne ha scoperti alcuni considerati tra i più pericolosi, i cosiddetti “candidati alla sostituzione” che l’Ue vorrebbe eliminare quanto prima. E ancora il 64% conteneva Pfas, ovvero le “sostanze chimiche eterne” che rimangono a lungo nell’ambiente e si trovano su oggetti di uso quotidiano (imballaggi, cosmetici, teglie e padelle antiaderenti ecc). In particolare qui si parla di almeno una sostanza perfluoroalchilica o polifluoroalchilica.

Il frutto rosso per eccellenza è tra i preferiti dagli europei e allo stesso tempo tra i più trattati per combattere la ticchiolatura del melo, la principale minaccia fungina per i frutteti causata dal fungo Venturia inaequalis. Più della metà dei numerosi trattamenti annuali effettuati sul frutto – circa 35 in media – sono mirati a sconfiggere questa malattia che, a lungo andare, indebolisce la pianta e rende poco appetibili i frutti nel loro aspetto generale con macchie che rovinano la buccia.

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«Non sappiamo se siano sicure o meno»: i consigli dell’esperto

Ciò che preoccupa Pan Europe è la coesistenza di più sostanze tossiche insieme in un unico prodotto dagli effetti imprevedibili e non ancora studiati.

Come riporta il The Guardian Martin Dermine, direttore esecutivo dell’organizzazione, ha attaccato l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare per aver valutato i rischi dei pesticidi solo singolarmente e non miscela di sostanze potenzialmente pericolose: «In questo rapporto – ha spiegato – dimostriamo che l’85% delle mele presenta residui multipli e non sappiamo se siano sicure per il consumo o meno», indicando in chiusura potenziali collegamenti con il cancro e l’infertilità. All’interno della questione vive un paradosso: se le stesse mele venissero utilizzate per produrre cibo per bambini il 93% dei campioni verrebbe vietato secondo Pan Europe. Questo perché le normative Ue sono più severe, superando i limiti introdotti per proteggere i piccoli di età inferiore ai tre anni da uno sviluppo precoce.

Ne consegue il consiglio principale che Pan Europe dà ai compratori: mangiare mele biologiche o sbucciare quelle coltivate in modo convenzionale prima di consumarle.

© RIPRODUZIONE RISERVATA

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