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Brasile, cane randagio viene torturato da 4 adolescenti e muore: la storia di Orellha scuote un’intera comunità
Con l’hashtag #JusticiaPorOrelha, rilanciato milioni di volte sui social, il caso è rapidamente diventato virale

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Orelha era il cane di tutti. Amato e curato da un’intera comunità, è stato torturato e ritrovato il giorno dopo in condizioni disperate, tanto da essere sottoposto a eutanasia. La triste storia ha scosso tutti gli abitanti di Praia Brava a Florianópolis – località in Brasile – che chiedono ora giustizia.
La storia
Orelha potrebbe essere stato torturato da quattro adolescenti di famiglie benestanti nella notte tra il 3 e il 4 gennaio scorso, per poi essere ritrovato il giorno seguente in condizioni disperate, tanto da essere sottoposto a eutanasia. Gli esami peritali hanno confermato che il cane era stato colpito alla testa con un oggetto contundente, le orbite degli occhi erano state strappate e aveva gravi ferite sanguinanti alla bocca e al naso.
L’arma non è stata ritrovata. Un altro cane della zona, Caramelo, era stato quasi annegato dagli stessi soggetti, ma è stato salvato e adottato dal capo della polizia civile dello Stato di Santa Catarina. Il caso è stato segnalato ufficialmente alla polizia solo il 16. Non esistono immagini del momento esatto del pestaggio, ma, come ha spiegato la delegata Mardjoli Valcareggi, altri episodi registrati nella stessa zona e nello stesso periodo, insieme alle testimonianze raccolte, hanno permesso di ricostruire l’accaduto e individuare i sospetti.
Il dispiacere di un’intera comunità
La storia ha scosso tutta la comunità, oltre a raccogliere il consenso trasversale di politici di destra e sinistra. Con l’hashtag #JusticiaPorOrelha, rilanciato milioni di volte sui social, il caso è rapidamente diventato virale, attirando negli ultimi giorni l’attenzione dei media e dei politici nazionali. Persino la first lady Janja Lula da Silva, che da tempo si batte per i diritti degli animali, ha espresso «tristezza e indignazione» su Instagram, solidarizzando con chi si prendeva cura di Orelha e osservando che «la brutalità non nasce dal nulla, ma si coltiva nell’omissione e nell’impunità». Anche il senatore e candidato presidenziale Flávio Bolsonaro, figlio dell’ex presidente Jair, ha reagito sottolineando la necessità di responsabilizzare i minorenni e affermando, un po’ sulla scia del messaggio di questi giorni di Milei, che la violenza non può essere considerata minore per l’età di chi la compie.
Le indagini in corso
Sono in corso le indagini della polizia civile di Santa Catarina che sta seguendo due piste. Il primo riguarda i quattro adolescenti, di età compresa tra i 12 e i 17 anni, due dei quali sono rientrati oggi dagli Stati Uniti dopo un viaggio di piacere a Disney. Il secondo filone riguarda le pressioni sui testimoni da parte di due genitori e di uno zio dei minori, accusati di aver minacciato il portiere che aveva assistito all’aggressione nel tentativo di ostacolare le indagini. Il caso ha suscitato un’ondata di emozione tra la popolazione e sono previste manifestazioni in diverse città per chiedere che l’episodio non venga archiviato e che i responsabili, anche se appartenenti a famiglie benestanti, siano puniti. In Brasile, dove si stima che 30 milioni di cani vivano in strada, la morte di Orelha non è solo un episodio isolato di crudeltà, ma è diventata il simbolo di una questione più ampia che intreccia giustizia, educazione e responsabilità collettiva, riaccendendo il dibattito sull’effettiva applicazione delle leggi contro il maltrattamento animale.
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