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Cassino, gestione migranti: arrivano le condanne della Corte dei Conti. Assolto l’ex consigliere Mosillo
L’ex sindaco Scittarelli ed altri condannati ad oltre 400.000 euro di spese

Oltre 400.000 euro di danno erariale. È questo il verdetto della Sezione Giurisdizionale per il Lazio della Corte dei Conti (Sentenza n. 20/2026) che ha messo la parola fine a un complesso contenzioso legato alla gestione dei fondi per l’accoglienza dei migranti tra il 2014 e il 2017. Al centro della vicenda, un meccanismo di frode che coinvolgeva cooperative sociali, amministratori locali e funzionari incaricati dei controlli.
La sentenza elenca dettagliatamente le modalità con cui i fondi del Ministero dell’Interno venivano distratti. Tra le sette “vicende di danno” contestate spiccano: fatturazioni inesistenti, con richieste di rimborso per consulenze mai effettuate e acquisti di mobili ed elettrodomestici destinati a strutture private o non autorizzate e personale “fantasma”, ovvero stipendi di dipendenti impiegati in altre attività che venivano però rendicontati come se fossero impegnati h24 nell’assistenza ai profughi.
L’ex sindaco di Cassino Bruno Vincenzo Scittarelli è stato condannato a restituire 188.420,53 euro in solido con Michele Murante, mentre la Cooperativa Lavoro per la Salute insieme a Paolo Aristide Aristipini e Michele Murante devono rifondere 126.980,00 euro. Per quanto riguarda la società La Casa di Tom, i suoi rappresentanti Katia Risi è stato condannata al pagamento di 85.195,02 euro sempre in solido con Michele Murante. Assolto invece l’ex consigliere comunale Francesco Mosillo.
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