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Agromed, i tempi sono maturi. Via all’appalto del primo stralcio
Dopo lungaggini e intoppi durati un quarto di secolo si riavvia l’iter per la realizzazione della piattaforma per la trasformazione dei prodotti agricoli. Alla Camera di commercio la conferenza dei presidenti Cesareo e Cavallo

L’attesa è stata lunga, perché la prima delibera dell’allora Cipe sul finanziamento di Agromed, la piattaforma per lavorare, trasformare e commercializzare i prodotti agricoli, risale addirittura al 2001. Vincenzo Cesareo, presidente della Camera di Commercio, e Alfonso Cavallo, presidente di Agromed, società benefit che fa capo alla CdC, nella conferenza stampa di ieri riconoscono ritardi e lungaggini. Si è corso anche il rischio di perdere il finanziamento pubblico.
Un tragitto tortuoso dovuto a burocrazia, ostacoli vari, norme cambiate, commissariamento della Camera di commercio e anche, per un certo periodo di tempo, alla volontà della vecchia giunta camerale di accantonare il progetto lasciando alla nuova, che poi è arrivata ai primi del 2024 con Cesareo presidente, il compito di decidere. Ma il commissario Gianfranco Chiarelli, che ha governato l’ente tra l’uscita del presidente Luigi Sportelli e l’arrivo di Cesareo, è stato di diverso avviso. Senza attendere che l’ente camerale avesse un nuovo presidente, ha rilanciato Agromed.
Avvio del primo stralcio di Agromed
«Siamo all’appalto del primo stralcio del progetto esecutivo di Agromed – spiega Cesareo -. Questo stralcio riguarda la rifunzionalizzazione dell’ex stabilimento Miroglio a Castellaneta. Si interverrà su uffici e celle frigorifere per un importo di circa 5 milioni, circa il 50 per cento del finanziamento di 11 milioni. I lotti sono tre e gli altri due sono già al vaglio di Rina Check che si sta occupando della validazione. E poiché buona parte della validazione è comune al primo lotto, pensiamo che gli altri due possano essere validati in tempi non lunghi. Il commissario Chiarelli, nonostante lo stop della precedente giunta, ha voluto che il progetto di Agromed andasse avanti, altrimenti oggi staremmo ancora a parlare di progettualità».
Agrumi, quarta e quinta gamma e uso delle celle frigorifere come piattaforma logistica sono confermati nel progetto.
«Inoltre verrà realizzata una linea di lavorazione della mandorla – annuncia Cesareo – che sostituirà i danni prodotti dalla Xylella sugli ulivi. Gli alberi di mandorla sono molto resistenti alla Xylella e si sta pensando di sostituire gli uliveti divelti con piantumazioni di mandorla. Con le lavorazioni di quarta e quinta gamma, ci sarà l’essiccatura di prodotti ortofrutticoli da inserire sul mercato. Agromed cercherà di fare ciò senza conflitto con gli operatori e i produttori, ponendosi a loro servizio. Sia i piccoli che i grandi strutturati. Ci auguriamo che, nel frattempo che partono le gare d’appalto del primo lotto, si possa anche procedere alla validazione degli altri due. Non dimentichiamo i vincoli della burocrazia e l’eventuale rischio di ricorsi sulle gare di appalto. Se ci saranno, dovremo purtroppo attendere ancora».
L’entusiasmo per una nuova fase
«Finalmente si dà inizio ai lavori sul capannone ex Miroglio – dice il presidente di Agromed, Cavallo – e si avvia un’idea di tanti anni fa. Cercheremo di accelerare. È un progetto ambizioso perché ci consentirà di valorizzare le nostre produzioni, dall’uva da tavola agli agrumi e altre filiere, che con Agromed avranno una piattaforma logistica per la lavorazione, il confezionamento e la commercializzazione dei prodotti. Non è un progetto esclusivo ma inclusivo. Vogliamo collaborare con chi produce e commercializza. Nessuna competizione con i produttori e i trasformatori del territorio perché saremo a servizio di tutti. Abbiamo intanto aderito al consorzio di tutela Igp “Clementine del Golfo” e dal 4 al 6 saremo a Berlino a Fruit Logistic. Mentre per le risorse, oltre agli 11 milioni disponibili, stiamo partecipando ad altre filiere come il progetto del Mimit “Facciamo Filiera” per integrare i fondi. Resta confermato l’impegno ad assumere il personale ex Miroglio: 5 dei 28 li abbiamo presi e non appena completeremo i lavori e avremo l’agibilità, integreremo gli altri».
«Mi aspetto risposte concrete sul piano industriale, che vedo ancora fumoso, e sui tempi di realizzazione, visto che non sono partiti i lavori di ristrutturazione dell’immobile», afferma il sindaco di Castellaneta, Gianni Di Pippa. «Piano ancora fumoso perché non c’è chiarezza sulla filiera, sui soggetti coinvolti e quelli da interessare, e sugli sbocchi di mercato», conclude il primo cittadino.
Vito Parisi, sindaco di Ginosa, collega l’attività di Agromed al sostegno dei magazzini dell’ortofrutta che sono al confine tra la provincia di Taranto e la Basilicata, il cui fatturato vale 180-200 milioni l’anno.
Agromed, i tempi sono maturi. Via all’appalto del primo stralcio
Dopo lungaggini e intoppi durati un quarto di secolo si riavvia l’iter per la realizzazione della piattaforma per la trasformazione dei prodotti agricoli. Alla Camera di commercio la conferenza dei presidenti Cesareo e Cavallo

L’attesa è stata lunga, perché la prima delibera dell’allora Cipe sul finanziamento di Agromed, la piattaforma per lavorare, trasformare e commercializzare i prodotti agricoli, risale addirittura al 2001. Vincenzo Cesareo, presidente della Camera di Commercio, e Alfonso Cavallo, presidente di Agromed, società benefit che fa capo alla CdC, nella conferenza stampa di ieri riconoscono ritardi e lungaggini. Si è corso anche il rischio di perdere il finanziamento pubblico.
Un tragitto tortuoso dovuto a burocrazia, ostacoli vari, norme cambiate, commissariamento della Camera di commercio e anche, per un certo periodo di tempo, alla volontà della vecchia giunta camerale di accantonare il progetto lasciando alla nuova, che poi è arrivata ai primi del 2024 con Cesareo presidente, il compito di decidere. Ma il commissario Gianfranco Chiarelli, che ha governato l’ente tra l’uscita del presidente Luigi Sportelli e l’arrivo di Cesareo, è stato di diverso avviso. Senza attendere che l’ente camerale avesse un nuovo presidente, ha rilanciato Agromed.
Avvio del primo stralcio di Agromed
«Siamo all’appalto del primo stralcio del progetto esecutivo di Agromed – spiega Cesareo -. Questo stralcio riguarda la rifunzionalizzazione dell’ex stabilimento Miroglio a Castellaneta. Si interverrà su uffici e celle frigorifere per un importo di circa 5 milioni, circa il 50 per cento del finanziamento di 11 milioni. I lotti sono tre e gli altri due sono già al vaglio di Rina Check che si sta occupando della validazione. E poiché buona parte della validazione è comune al primo lotto, pensiamo che gli altri due possano essere validati in tempi non lunghi. Il commissario Chiarelli, nonostante lo stop della precedente giunta, ha voluto che il progetto di Agromed andasse avanti, altrimenti oggi staremmo ancora a parlare di progettualità».
Agrumi, quarta e quinta gamma e uso delle celle frigorifere come piattaforma logistica sono confermati nel progetto.
«Inoltre verrà realizzata una linea di lavorazione della mandorla – annuncia Cesareo – che sostituirà i danni prodotti dalla Xylella sugli ulivi. Gli alberi di mandorla sono molto resistenti alla Xylella e si sta pensando di sostituire gli uliveti divelti con piantumazioni di mandorla. Con le lavorazioni di quarta e quinta gamma, ci sarà l’essiccatura di prodotti ortofrutticoli da inserire sul mercato. Agromed cercherà di fare ciò senza conflitto con gli operatori e i produttori, ponendosi a loro servizio. Sia i piccoli che i grandi strutturati. Ci auguriamo che, nel frattempo che partono le gare d’appalto del primo lotto, si possa anche procedere alla validazione degli altri due. Non dimentichiamo i vincoli della burocrazia e l’eventuale rischio di ricorsi sulle gare di appalto. Se ci saranno, dovremo purtroppo attendere ancora».
L’entusiasmo per una nuova fase
«Finalmente si dà inizio ai lavori sul capannone ex Miroglio – dice il presidente di Agromed, Cavallo – e si avvia un’idea di tanti anni fa. Cercheremo di accelerare. È un progetto ambizioso perché ci consentirà di valorizzare le nostre produzioni, dall’uva da tavola agli agrumi e altre filiere, che con Agromed avranno una piattaforma logistica per la lavorazione, il confezionamento e la commercializzazione dei prodotti. Non è un progetto esclusivo ma inclusivo. Vogliamo collaborare con chi produce e commercializza. Nessuna competizione con i produttori e i trasformatori del territorio perché saremo a servizio di tutti. Abbiamo intanto aderito al consorzio di tutela Igp “Clementine del Golfo” e dal 4 al 6 saremo a Berlino a Fruit Logistic. Mentre per le risorse, oltre agli 11 milioni disponibili, stiamo partecipando ad altre filiere come il progetto del Mimit “Facciamo Filiera” per integrare i fondi. Resta confermato l’impegno ad assumere il personale ex Miroglio: 5 dei 28 li abbiamo presi e non appena completeremo i lavori e avremo l’agibilità, integreremo gli altri».
«Mi aspetto risposte concrete sul piano industriale, che vedo ancora fumoso, e sui tempi di realizzazione, visto che non sono partiti i lavori di ristrutturazione dell’immobile», afferma il sindaco di Castellaneta, Gianni Di Pippa. «Piano ancora fumoso perché non c’è chiarezza sulla filiera, sui soggetti coinvolti e quelli da interessare, e sugli sbocchi di mercato», conclude il primo cittadino.
Vito Parisi, sindaco di Ginosa, collega l’attività di Agromed al sostegno dei magazzini dell’ortofrutta che sono al confine tra la provincia di Taranto e la Basilicata, il cui fatturato vale 180-200 milioni l’anno.
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