[analyse_image type=”featured” src=”https://statics.cedscdn.it/photos/MED_HIGH/2026/02/03/9336885_03115859_5769303082389933296.jpg”]
Pantaleo Corvino: «Lecce, facciamo il massimo, siamo un laboratorio. Quattro colpi funzionali. I social? Non li guardo, allo stadio applausi»

Il bilancio di Pantaleo Corvino sul mercato del Lecce è positivo. Il direttore dell’area tecnica giallorossa fa il punto in conferenza stampa, con il direttore sportivo Stefano Trinchera. E parte dallo spiegare il modello Lecce: «Siamo un laboratorio, lavoriamo attraverso le idee, le idee portano a essere attivi, a non essere statici. La staticità può portare a morire, il nostro attivismo invece ci porta sempre a essere costretti a cambiare. Il cambiamento dev’essere per forza un modo per non morire, chi non cambia è destinato a morire. È difficile essere capiti a volte, perché quando prendiamo ci assumiamo un rischio. Non vorremmo rischiare tanto ma dobbiamo correre perché è necessario farlo. La società compie grandi sforzi per quelle che sono le nostre possibilità rispetto agli altri. A volte puoi fare poco, se gli altri hanno più forza. Se perdiamo questa narrazione vuol dire che non possiamo fare niente. Se nonostante quello che facciamo, come lo facciamo e i risultati arrivati ancora devi sentire qualche bestemmia, “caccia li sordi”, allora è difficile».
Il mercato del Lecce
Corvino spiega la propria visione, lancia qualche spunto, ricorda gli investimenti delle dirette concorrenti. Segue la propria linea: «Per un direttore sportivo riuscire a coniugare tutte le aspettative è molto complicato. Tutti parlano, tutti a volte sparlano, ma accontentare tutti è difficile. Per accontentare le esigenze societarie dobbiamo essere sempre in positivo, soddisfare le esigenze tecniche vuol dire essere sempre in Serie A». E racconta le scelte fatte sul mercato: «Questa squadra non ha problematiche in difesa, gli sforzi andavano fatti nel reparto offensivo, dove i numeri dicono che siamo in difficoltà. Il primo innesto è stato un centrocampista d’inserimento, d’assalto, Gandelman, un investimento da 2 milioni e mezzo. E l’abbiamo preso all’inizio. Da quando faccio il ds, da 51 anni, difficilmente faccio colpi all’ultimo giorno di mercato.
I problemi vanno risolti il prima possibile. Cheddira ha fatto 16 presenze con il Sassuolo, non è un calciatore che non giocava. Più funzionale di così, non potevamo prenderlo. Abbiamo risolto il problema della punta? Da quando sono qui a Lecce, ho sempre vissuto il problema della punta. Da Bojinov e Vucinic in poi. Fofana è arrivato per 600mila euro, ma non perché valga questo: può essere un calciatore da Lecce in futuro. Ci metto la faccia: Ngom rappresenta il presente, pur essendo giovane. Abbiamo esaudito la volontà di quelli che sono andati via, tenere calciatori contro la propria volontà vuol dire fare male allo spogliatoio. Maleh mi ha ringraziato per quanto fatto, voleva andare a giocare dove non si sente secondo a nessuno».
I social
Corvino si “accende” quando gli vengono fatte notare le critiche, talvolta feroci, sui social. «Io non li uso. Siete voi giornalisti a riportare le voci dai social. Non seguite i social, allora. Io vedo i tifosi che vengono a Torino ad applaudirci dopo la sconfitta, quelli che ci supportano. Solo questo club riuscirebbe a fare la Serie A con 17 milioni lordi di monte ingaggio». Risolvere la crisi del gol? «Stulic ha fatto 16 gol l’anno scorso, speriamo faccia 7-8 gol quest’anno. Dobbiamo sperare che chi li ha già fatti, faccia gol. Pierotti, ad esempio. O Banda, penso a quel palo di domenica scorsa. Noi crediamo in questa squadra, abbiamo una difesa importante, abbiamo un centrocampo con tre nazionali, Ngom è un calciatore classe 2004 già pronto, Gandelman è un calciatore che può aiutare nella fase offensiva. Se qualcuno si aspettava di più, abbiamo perso la nostra identità».
Prima della chiusura, una battuta sul futuro: «Noi siamo qui per quei tifosi che sentono il Lecce come qualcosa che li rappresenta, ci sforziamo di fare il meglio. Sticchi Damiani mi ha fatto tre anni di contratto e lo ha depositato in Lega, ma in alcuni momenti sento la stanchezza e non l’ha annunciato perché gli ho chiesto di non farlo, non si sa mai».
Pantaleo Corvino: «Lecce, facciamo il massimo, siamo un laboratorio. Quattro colpi funzionali. I social? Non li guardo, allo stadio applausi»

Il bilancio di Pantaleo Corvino sul mercato del Lecce è positivo. Il direttore dell’area tecnica giallorossa fa il punto in conferenza stampa, con il direttore sportivo Stefano Trinchera. E parte dallo spiegare il modello Lecce: «Siamo un laboratorio, lavoriamo attraverso le idee, le idee portano a essere attivi, a non essere statici. La staticità può portare a morire, il nostro attivismo invece ci porta sempre a essere costretti a cambiare. Il cambiamento dev’essere per forza un modo per non morire, chi non cambia è destinato a morire. È difficile essere capiti a volte, perché quando prendiamo ci assumiamo un rischio. Non vorremmo rischiare tanto ma dobbiamo correre perché è necessario farlo. La società compie grandi sforzi per quelle che sono le nostre possibilità rispetto agli altri. A volte puoi fare poco, se gli altri hanno più forza. Se perdiamo questa narrazione vuol dire che non possiamo fare niente. Se nonostante quello che facciamo, come lo facciamo e i risultati arrivati ancora devi sentire qualche bestemmia, “caccia li sordi”, allora è difficile».
Il mercato del Lecce
Corvino spiega la propria visione, lancia qualche spunto, ricorda gli investimenti delle dirette concorrenti. Segue la propria linea: «Per un direttore sportivo riuscire a coniugare tutte le aspettative è molto complicato. Tutti parlano, tutti a volte sparlano, ma accontentare tutti è difficile. Per accontentare le esigenze societarie dobbiamo essere sempre in positivo, soddisfare le esigenze tecniche vuol dire essere sempre in Serie A». E racconta le scelte fatte sul mercato: «Questa squadra non ha problematiche in difesa, gli sforzi andavano fatti nel reparto offensivo, dove i numeri dicono che siamo in difficoltà. Il primo innesto è stato un centrocampista d’inserimento, d’assalto, Gandelman, un investimento da 2 milioni e mezzo. E l’abbiamo preso all’inizio. Da quando faccio il ds, da 51 anni, difficilmente faccio colpi all’ultimo giorno di mercato.
I problemi vanno risolti il prima possibile. Cheddira ha fatto 16 presenze con il Sassuolo, non è un calciatore che non giocava. Più funzionale di così, non potevamo prenderlo. Abbiamo risolto il problema della punta? Da quando sono qui a Lecce, ho sempre vissuto il problema della punta. Da Bojinov e Vucinic in poi. Fofana è arrivato per 600mila euro, ma non perché valga questo: può essere un calciatore da Lecce in futuro. Ci metto la faccia: Ngom rappresenta il presente, pur essendo giovane. Abbiamo esaudito la volontà di quelli che sono andati via, tenere calciatori contro la propria volontà vuol dire fare male allo spogliatoio. Maleh mi ha ringraziato per quanto fatto, voleva andare a giocare dove non si sente secondo a nessuno».
I social
Corvino si “accende” quando gli vengono fatte notare le critiche, talvolta feroci, sui social. «Io non li uso. Siete voi giornalisti a riportare le voci dai social. Non seguite i social, allora. Io vedo i tifosi che vengono a Torino ad applaudirci dopo la sconfitta, quelli che ci supportano. Solo questo club riuscirebbe a fare la Serie A con 17 milioni lordi di monte ingaggio». Risolvere la crisi del gol? «Stulic ha fatto 16 gol l’anno scorso, speriamo faccia 7-8 gol quest’anno. Dobbiamo sperare che chi li ha già fatti, faccia gol. Pierotti, ad esempio. O Banda, penso a quel palo di domenica scorsa. Noi crediamo in questa squadra, abbiamo una difesa importante, abbiamo un centrocampo con tre nazionali, Ngom è un calciatore classe 2004 già pronto, Gandelman è un calciatore che può aiutare nella fase offensiva. Se qualcuno si aspettava di più, abbiamo perso la nostra identità».
Prima della chiusura, una battuta sul futuro: «Noi siamo qui per quei tifosi che sentono il Lecce come qualcosa che li rappresenta, ci sforziamo di fare il meglio. Sticchi Damiani mi ha fatto tre anni di contratto e lo ha depositato in Lega, ma in alcuni momenti sento la stanchezza e non l’ha annunciato perché gli ho chiesto di non farlo, non si sa mai».
[analyse_source url=”https://www.quotidianodipuglia.it/sport/news/lecce_calcio_pantaleo_corvino_conferenza_stampa_mercato_3_febbraio_2026-9336885.html”]




















