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Lecce, col Torino arriva il quinto ko del 2026. La squadra ha segnato solo due reti nelle ultime sette partite

È una sconfitta che brucia, per tanti motivi. Anzitutto, per la maniera in cui è maturata, con un gol che si sarebbe potuto tranquillamente evitare. Nell’azione che ha deciso il match a favore del Torino, il portoghese Danilo Veiga si è lasciato incantare dalla vista del pallone, tralasciando colpevolmente la necessità di dare uno sguardo anche agli avversari. Soprattutto poi quando ci si trova in area di rigore. Per Che Adams, che aveva segnato l’ultimo gol in campionato due mesi fa, proprio in occasione del match perso dai granata al Via del Mare, è stato un gioco da ragazzi spingere il pallone alle spalle dell’incolpevole Falcone. Già, Wladimiro Falcone, di gran lunga il migliore dei trentadue calciatori scesi in campo. Il portiere romano ha tenuto in partita il Lecce fino ai minuti finali con una serie incredibile di parate, un paio davvero straordinarie, solo che la squadra giallorossa anche sul green dello stadio Olimpico Grande Torino ha confermato i limiti che la attanagliano sin dall’alba di questa stagione. Il Lecce non segna e questo comincia a diventare un problema molto serio. Detto che la vittoria manca ormai dallo scorso 12 dicembre, 1-0 al Via del Mare contro il Pisa, nel 2026 la squadra allenata da Eusebio Di Francesco ha giocato sette partite, dalla sfida pareggiata in casa della Juventus a quella persa ieri sul campo del Torino, raccogliendo appena due punti, frutto dell’1-1 con i bianconeri e dello 0-0 casalingo con la Lazio. Poi solo sconfitte: 0-2 con la Roma, 1-2 col Parma, 0-1 nel giro di quattro giorni prima con l’Inter e poi con il Milan, fino ad arrivare allo 0-1 di ieri con il Torino. Il dato che allarma di più è quello relativo ai gol segnati: soltanto due. Quello di Banda contro la Juventus (1-1) e quello inutile di Stulic al primo minuto della sfida casalinga contro il Parma (1-2).
Ieri i giallorossi sono tornati a casa a mani vuote risolvendo la crisi di un Torino che nelle precedenti quattro partite aveva sempre perso. E va ricordato che quella della squadra allenata dall’ex Marco Baroni è la seconda peggiore difesa della serie A con 40 reti subite. Il Lecce, nella prima parte del match, qualche chance l’ha pure avuta solo che è mancata la stoccata vincente. I tiri da fuori area di Gandelman e di Ramadani ma soprattutto il destro in corsa a colpo sicuro di Coulibaly, respinto con il corpo da Maripan, sono state le occasioni migliori da rete create dagli uomini di Eusebio Di Francesco. Poi però nella ripresa la squadra è andata via via spegnendosi, i cambi operati da Di Francesco hanno prodotto soltanto il palo interno colpito da Banda a portiere battuto. Un lampo, l’unico, in una frazione di gioco in cui è mancata soprattutto la cattiveria necessaria per azzannare i calciatori in maglia granata.
A questo punto è lecito chiedere se è questa l’unica strada che può portare alla conquista della storica quarta salvezza di fila in serie A. Forse no, o comunque è arrivato il momento in cui si rende necessario andare alla ricerca di nuove soluzioni tattiche che aiutino la squadra a gonfiare la rete avversaria e a farlo con continuità. Perché ad esempio non provare a schierarsi con due punte? È vero, questa squadra è stata concepita per giocare con un solo attaccante centrale, su questo non c’è alcun dubbio, però è altrettanto vero che i 13 gol fin qui realizzati rappresentano un misero bottino.
Oggi intanto chiude ufficialmente la campagna trasferimenti invernale. Dopo la cessione in prestito di Kouassi allo Stade Lavallois, ufficializzata ieri sera, non dovrebbero registrarsi ulteriori novità in casa giallorossa salvo clamorosi ripensamenti. Non resta che aspettare ancora qualche ora.
Lecce, col Torino arriva il quinto ko del 2026. La squadra ha segnato solo due reti nelle ultime sette partite

È una sconfitta che brucia, per tanti motivi. Anzitutto, per la maniera in cui è maturata, con un gol che si sarebbe potuto tranquillamente evitare. Nell’azione che ha deciso il match a favore del Torino, il portoghese Danilo Veiga si è lasciato incantare dalla vista del pallone, tralasciando colpevolmente la necessità di dare uno sguardo anche agli avversari. Soprattutto poi quando ci si trova in area di rigore. Per Che Adams, che aveva segnato l’ultimo gol in campionato due mesi fa, proprio in occasione del match perso dai granata al Via del Mare, è stato un gioco da ragazzi spingere il pallone alle spalle dell’incolpevole Falcone. Già, Wladimiro Falcone, di gran lunga il migliore dei trentadue calciatori scesi in campo. Il portiere romano ha tenuto in partita il Lecce fino ai minuti finali con una serie incredibile di parate, un paio davvero straordinarie, solo che la squadra giallorossa anche sul green dello stadio Olimpico Grande Torino ha confermato i limiti che la attanagliano sin dall’alba di questa stagione. Il Lecce non segna e questo comincia a diventare un problema molto serio. Detto che la vittoria manca ormai dallo scorso 12 dicembre, 1-0 al Via del Mare contro il Pisa, nel 2026 la squadra allenata da Eusebio Di Francesco ha giocato sette partite, dalla sfida pareggiata in casa della Juventus a quella persa ieri sul campo del Torino, raccogliendo appena due punti, frutto dell’1-1 con i bianconeri e dello 0-0 casalingo con la Lazio. Poi solo sconfitte: 0-2 con la Roma, 1-2 col Parma, 0-1 nel giro di quattro giorni prima con l’Inter e poi con il Milan, fino ad arrivare allo 0-1 di ieri con il Torino. Il dato che allarma di più è quello relativo ai gol segnati: soltanto due. Quello di Banda contro la Juventus (1-1) e quello inutile di Stulic al primo minuto della sfida casalinga contro il Parma (1-2).
Ieri i giallorossi sono tornati a casa a mani vuote risolvendo la crisi di un Torino che nelle precedenti quattro partite aveva sempre perso. E va ricordato che quella della squadra allenata dall’ex Marco Baroni è la seconda peggiore difesa della serie A con 40 reti subite. Il Lecce, nella prima parte del match, qualche chance l’ha pure avuta solo che è mancata la stoccata vincente. I tiri da fuori area di Gandelman e di Ramadani ma soprattutto il destro in corsa a colpo sicuro di Coulibaly, respinto con il corpo da Maripan, sono state le occasioni migliori da rete create dagli uomini di Eusebio Di Francesco. Poi però nella ripresa la squadra è andata via via spegnendosi, i cambi operati da Di Francesco hanno prodotto soltanto il palo interno colpito da Banda a portiere battuto. Un lampo, l’unico, in una frazione di gioco in cui è mancata soprattutto la cattiveria necessaria per azzannare i calciatori in maglia granata.
A questo punto è lecito chiedere se è questa l’unica strada che può portare alla conquista della storica quarta salvezza di fila in serie A. Forse no, o comunque è arrivato il momento in cui si rende necessario andare alla ricerca di nuove soluzioni tattiche che aiutino la squadra a gonfiare la rete avversaria e a farlo con continuità. Perché ad esempio non provare a schierarsi con due punte? È vero, questa squadra è stata concepita per giocare con un solo attaccante centrale, su questo non c’è alcun dubbio, però è altrettanto vero che i 13 gol fin qui realizzati rappresentano un misero bottino.
Oggi intanto chiude ufficialmente la campagna trasferimenti invernale. Dopo la cessione in prestito di Kouassi allo Stade Lavallois, ufficializzata ieri sera, non dovrebbero registrarsi ulteriori novità in casa giallorossa salvo clamorosi ripensamenti. Non resta che aspettare ancora qualche ora.
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