Per il popolo rossoverde, e non solo, il 2 febbraio è un giorno particolare, un giorno triste. Almeno per chi ha memoria, neppure tanto antica. Triste perché il due febbraio di dieci anni fa ci lasciava Ernesto Bronzetti, un ternano, uno dei pochi va detto, che si era fatto un nome importante nel calcio mondiale. Era il 2 febbraio del 2016 infatti, quando Ernesto, nelle prime ore del mattino cedeva ad un male che lo aveva aggredito da qualche mese e al quale lui aveva opposto una strenua resistenza. Ai suoi funerali, il giorno successivo, parteciparono personaggi che hanno segnato la storia del calcio mondiale a testimoniare quanto grande sia stata la figura del manager ternano. Da Adriano Galliani e Carlo Ancelotti fino a gran parte del board del Real Madrid, e tanti altri ancora tra amici, giornalisti, tecnici, calciatori. Perché Ernesto, partito dal basso, da direttore sportivo in serie C era stato capace di arrivare ai vertici del calcio nazionale. Veniva definito un “mercante” come pochi altri in circolazione. Un uomo dotato di fantasia, intraprendenza e capacità indiscutibili nel trattare con le società più importanti. Qualità emerse in modo particolare intorno agli anni 2000 quando divenne, primo nel mondo, consulente di società straordinarie. Dall’Espanyol all’Atletico Madrid, al Real Madrid passando per l’amato Milan. Suoi i trasferimenti di ben sette palloni d’oro, quelli che lo avevano posto nell’olimpo dei manager mondiali. Ma lui, ternano verace, nel suo personale podio, un posto alla Ternana che vinse il campionato di serie C2 con l’amico Claudio Tobia in panchina, lo ha sempre mantenuto. Perché la Ternana è rimasta fino all’ultimo nel suo cuore e quando ha potuto, una mano ai colori amati l’ha sempre data. Anche se qualcuno dalla memoria troppo corta, l’aveva frettolosamente dimenticato. Non certo gli amici e noi del Corriere dell’Umbria che un ricordo importante a Ernesto e a quella sua creatura vincente l’abbiamo riservato nella mostra sui 100 anni della Ternana.