Il cagnolino Neve scappava dai lupi «Grazie a chi l’ha salvato»

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Ritrovato dagli speologi

Il cagnolino Neve scappava dai lupi «Grazie a chi l’ha salvato»

Marta Bicego
ll giovane Setter era in battuta di caccia con il padrone quando, braccato, era finito in una grotta, dove poi è stato trovato
Strana cuccia Neve stremato ma al sicuro dopo il recupero
Strana cuccia Neve stremato ma al sicuro dopo il recupero
Strana cuccia Neve stremato ma al sicuro dopo il recupero
Strana cuccia Neve stremato ma al sicuro dopo il recupero
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 C’è un antefatto della storia a lieto fine di Neve, il cane da caccia finito intrappolato in una grotta e salvato da due speleologi. Non solo la bestiola è scampata a un volo di circa 15 metri, restando nella cavità per diversi giorni senza cibo, ma poco prima di cadere nel vuoto è sfuggita all’inseguimento da parte di due lupi.

Ad aiutare a ricostruire i dettagli della vicenda raccontata ieri da L’Arena, sono il proprietario del cane, Guerrino Canteri e il figlio Sebastiano, entrambi di San Rocco di Piegara. È stato quest’ultimo a leggere l’articolo e a riconoscere dal nome l’animale la cui fotografia, sabato, in effetti era rimbalzata tra diverse chat del paese.
«Dall’immagine però non avevo capito che si trattasse di Neve, tanto risultava smagrito», ammette Sebastiano che si è subito attivato per contattare gli speleologi e geologi Alessandro Mastella e Guido Gonzato, protagonisti del recupero del Setter di tre anni da quello che poteva tramutarsi in un drammatico destino.

«Pensavo che Neve fosse morto», interviene il proprietario. Spiega perché: «Lunedì sono andato a caccia nei dintorni di contrada Paravanto. Ad un certo punto ho sentito il cane abbaiare e poco dopo ho visto due lupi che lo inseguivano nel bosco. L’ho chiamato, ho aspettato, ma nulla». Da quel momento di Neve si sono perse le tracce: «Nel pomeriggio sono tornato a perlustrare la zona, poi ancora mercoledì, sperando di ritrovarlo o che lui in qualche modo ritrovasse la strada di casa. Alla fine mi sono rassegnato al fatto che Neve fosse finito sbranato dai lupi…».

Invece, seppur parecchio debilitato, Neve è stato trovato nella Grotta della Spigola di Canova, nei dintorni San Rocco, però abbastanza lontano dal luogo dell’inseguimento, ed è stato riportato in superficie dagli speleologi. 

Messi in contatto dal 118 con la Protezione animali, hanno trasportato fino a Montorio la bestiola che è stata portata al canile e tenuta in custodia. Grazie alla lettura del microchip del cane, era stato identificato il proprietario che probabilmente sarebbe stato contattato oggi, alla riapertura del canile. Ma la notizia ha viaggiato più fretta, rasserenando il cacciatore che molto è affezionato al suo giovane setter e non sapeva della presenza della cavità.

Così com’è stata una fortuna che i «soccorritori» sabato mattina abbiano deciso di calarsi nell’antro per motivi esclusivamente di esplorazione geologica, trovando con stupore la bestiola che forse, avendo a disposizione soltanto acqua, non sarebbe sopravvissuta a lungo. Mastella, dopo aver conquistato la fiducia del cagnetto, è riuscito, con difficoltà, a riportarlo alla luce all’interno di uno zaino. E oggi Neve potrà rivedere il suo padrone. Lieto fine.

 

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