La fiaccola Olimpica a Como

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Una scia di fuoco riflessa nelle acque del Lario per una serata che entra di diritto nella memoria collettiva della città. Martedì 3 febbraio 2026 resterà la data in cui Como ha abbracciato il sogno olimpico: la fiaccola di Milano-Cortina 2026 ha fatto tappa in città, portando con sé il carico simbolico di un viaggio che sta unendo l’Italia intera.

Lo sbarco scenografico

Dopo aver attraversato Cantù e Cernobbio, la torcia è giunta nel capoluogo via lago, nel modo più iconico possibile: a bordo del piroscafo storico Concordia. Allo sbarco al molo 5 del lungolago, centinaia di persone si sono assiepate dietro le transenne per immortalare il momento. Il primo passaggio di testimone a terra è avvenuto tra gli applausi: la fiamma è stata consegnata a Giovanni Mango, il primo tedoforo cittadino, che ha dato il via alla staffetta tra le vie del centro.

Il culmine dell’emozione si è toccato in piazza Cavour dove l’ultimo tedoforo, l’allenatore e leggenda del calcio Cesc Fabregas, ha acceso il braciere olimpico davanti a una folla entusiasta.

Le voci della piazza

Tra i presenti, l’entusiasmo era tangibile. «Un’occasione unica, non l’avevo mai vista dal vivo», racconta Pietro Questi, arrivato con il figlio Emanuele, appassionato di snowboard. «Vedere la fiamma olimpica è qualcosa che resta», aggiunge l’amico Antonello Da Sier.

L’evento ha richiamato anche molti turisti stranieri, stupiti dalla coincidenza: «Siamo arrivati dalla Svizzera tedesca oggi e ci siamo trovati nel mezzo della festa, ci sentiamo fortunati», spiegano Alim Baalbecker e Jonny Sieck. Insieme a loro un gruppo internazionale di amici da Francia, Austria e Paesi Bassi: «Como stasera è davvero speciale».

Il messaggio delle istituzioni

Dal palco, il sindaco Alessandro Rapinese ha rimarcato il valore civico dell’evento: «L’Olimpiade incarna inclusione e salute. Vedere così tanti bambini oggi è il segnale più bello: lo sport insegna il rispetto delle regole». Un concetto ribadito dal delegato provinciale Coni Niki D’Angelo: «La fiaccola rappresenta eccellenza e amicizia. Vogliamo che chi vede lo sport oggi, inizi a praticarlo domani».

Le note di dissenso a Porta Torre

Non tutta la città ha però festeggiato. A Porta Torre, una sessantina di manifestanti ha dato vita a un presidio di protesta. Al grido di «Free Palestine», i manifestanti hanno contestato l’impatto economico e ambientale dei Giochi. Un imponente cordone di forze dell’ordine ha presidiato l’area, garantendo che la contestazione non interferisse con il percorso della fiaccola.

La serata si è conclusa con le foto di rito attorno al braciere, mentre la torcia si prepara a riprendere il suo cammino verso le vette alpine, lasciando dietro di sé un lungolago ancora illuminato dall’emozione a cinque cerchi.

Documenti allegati

Eco di BergamoLa Fiamma a Como

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