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Tumore al seno aggressivo, Antonella Bonomo sospende le cure e diventa mamma: la storia a lieto fine
La svolta è avvenuta dopo l’incontro della paziente con l’oncologo Michelino De Laurentiis
venerdì 30 gennaio 2026

La storia di Antonella Bonomo rappresenta un eccezionale punto di svolta nel modo in cui la medicina moderna affronta il binomio tra patologia oncologica e desiderio di genitorialità. A soli trentatré anni, mentre era già impegnata negli accertamenti per avere un figlio, Antonella si è trovata a fronteggiare la diagnosi di un tumore al seno aggressivo. Quella che inizialmente appariva come una doppia condanna, la lotta contro il cancro e la rinuncia definitiva alla maternità, è diventata invece il punto di partenza per un percorso clinico rivoluzionario presso l’Istituto Pascale di Napoli.
Grazie all’incontro con l’oncologo Michelino De Laurentiis, la paziente ha trovato un approccio che ha saputo guardare oltre il protocollo standard, mettendo al centro non solo la guarigione biologica, ma l’integrità del progetto di vita della persona.
La scelta della sospensione terapeutica controllata
Il fulcro di questa testimonianza risiede in una decisione medica tanto coraggiosa quanto supportata dalle più recenti evidenze scientifiche. Invece di proseguire ininterrottamente la terapia ormonale per i canonici cinque anni, il dottor De Laurentiis ha pianificato una sospensione controllata del trattamento dopo il terzo anno.
Questa strategia, ispirata a studi internazionali di rilievo come il POSITIVE Trial, ha permesso di aprire una finestra temporale sicura per tentare il concepimento senza compromettere l’efficacia delle cure a lungo termine.
Sotto uno stretto monitoraggio clinico e radiologico, il percorso ha portato Antonella, all’età di quarant’anni, a stringere tra le braccia il piccolo Diego, dimostrando che la flessibilità dei protocolli, se guidata da mani esperte, può generare risultati straordinari.
Nuovi orizzonti della ricerca e medicina personalizzata
Il successo del caso di Antonella è lo specchio di una senologia che negli ultimi anni ha compiuto progressi tecnologici e metodologici immensi. L’impiego di test genomici, dell’immunoterapia e di farmaci sempre più mirati permette oggi di modulare l’intensità e la durata dei trattamenti in base alle caratteristiche specifiche di ogni singola neoplasia e alle esigenze della paziente.
Come sottolineato dal dottor De Laurentiis, la tutela della fertilità non è più un elemento accessorio, ma è diventata parte integrante della presa in carico nelle giovani donne. Tecniche come la crioconservazione degli ovociti e la protezione ovarica farmacologica durante la chemioterapia sono oggi strumenti fondamentali per garantire che la vita dopo il cancro possa riprendere con la stessa pienezza di prima.
Il ritorno alla terapia e la vittoria finale
Dopo la nascita di suo figlio, Antonella ha dimostrato una grande responsabilità clinica riprendendo immediatamente la terapia ormonale interrotta, completando così il ciclo previsto per massimizzare la protezione contro eventuali recidive. Oggi, a quarantatré anni, è ufficialmente libera dalla malattia e ha concluso tutti i trattamenti, vivendo la sua quotidianità accanto a un bambino che lei stessa definisce il suo miracolo.
La sua vicenda resta una fonte di profondo incoraggiamento per migliaia di donne che affrontano circostanze simili, ribadendo che la medicina contemporanea è sempre più orientata a curare la persona nella sua totalità, proteggendo i sogni e i legami affettivi anche durante la sfida più complessa.
Ultimo aggiornamento: 31 gennaio, 00:44
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Tumore al seno aggressivo, Antonella Bonomo sospende le cure e diventa mamma: la storia a lieto fine
La svolta è avvenuta dopo l’incontro della paziente con l’oncologo Michelino De Laurentiis
venerdì 30 gennaio 2026

La storia di Antonella Bonomo rappresenta un eccezionale punto di svolta nel modo in cui la medicina moderna affronta il binomio tra patologia oncologica e desiderio di genitorialità. A soli trentatré anni, mentre era già impegnata negli accertamenti per avere un figlio, Antonella si è trovata a fronteggiare la diagnosi di un tumore al seno aggressivo. Quella che inizialmente appariva come una doppia condanna, la lotta contro il cancro e la rinuncia definitiva alla maternità, è diventata invece il punto di partenza per un percorso clinico rivoluzionario presso l’Istituto Pascale di Napoli.
Grazie all’incontro con l’oncologo Michelino De Laurentiis, la paziente ha trovato un approccio che ha saputo guardare oltre il protocollo standard, mettendo al centro non solo la guarigione biologica, ma l’integrità del progetto di vita della persona.
La scelta della sospensione terapeutica controllata
Il fulcro di questa testimonianza risiede in una decisione medica tanto coraggiosa quanto supportata dalle più recenti evidenze scientifiche. Invece di proseguire ininterrottamente la terapia ormonale per i canonici cinque anni, il dottor De Laurentiis ha pianificato una sospensione controllata del trattamento dopo il terzo anno.
Questa strategia, ispirata a studi internazionali di rilievo come il POSITIVE Trial, ha permesso di aprire una finestra temporale sicura per tentare il concepimento senza compromettere l’efficacia delle cure a lungo termine.
Sotto uno stretto monitoraggio clinico e radiologico, il percorso ha portato Antonella, all’età di quarant’anni, a stringere tra le braccia il piccolo Diego, dimostrando che la flessibilità dei protocolli, se guidata da mani esperte, può generare risultati straordinari.
Nuovi orizzonti della ricerca e medicina personalizzata
Il successo del caso di Antonella è lo specchio di una senologia che negli ultimi anni ha compiuto progressi tecnologici e metodologici immensi. L’impiego di test genomici, dell’immunoterapia e di farmaci sempre più mirati permette oggi di modulare l’intensità e la durata dei trattamenti in base alle caratteristiche specifiche di ogni singola neoplasia e alle esigenze della paziente.
Come sottolineato dal dottor De Laurentiis, la tutela della fertilità non è più un elemento accessorio, ma è diventata parte integrante della presa in carico nelle giovani donne. Tecniche come la crioconservazione degli ovociti e la protezione ovarica farmacologica durante la chemioterapia sono oggi strumenti fondamentali per garantire che la vita dopo il cancro possa riprendere con la stessa pienezza di prima.
Il ritorno alla terapia e la vittoria finale
Dopo la nascita di suo figlio, Antonella ha dimostrato una grande responsabilità clinica riprendendo immediatamente la terapia ormonale interrotta, completando così il ciclo previsto per massimizzare la protezione contro eventuali recidive. Oggi, a quarantatré anni, è ufficialmente libera dalla malattia e ha concluso tutti i trattamenti, vivendo la sua quotidianità accanto a un bambino che lei stessa definisce il suo miracolo.
La sua vicenda resta una fonte di profondo incoraggiamento per migliaia di donne che affrontano circostanze simili, ribadendo che la medicina contemporanea è sempre più orientata a curare la persona nella sua totalità, proteggendo i sogni e i legami affettivi anche durante la sfida più complessa.
Ultimo aggiornamento: 31 gennaio, 00:44
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