Caos nel carcere della Dozza: agenti aggrediti, neon distrutti, termosifone usato come ariete per sfondare una porta

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Il carcere bolognese della Dozza, la Cgil denuncia una nuova aggressione agli agenti

Il carcere bolognese della Dozza, la Cgil denuncia una nuova aggressione agli agenti

Bologna, 3 febbraio 2026 – Al carcere della Dozza un detenuto ha devastato la sezione infermeria per un mancato trasferimento in un’altra sede e ha rotto tutti i neon della sezione. 

Un altro ha aggredito tre sottufficiali e due agenti, finiti al pronto soccorso.  Secondo quanto si apprende, l’uomo avrebbe chiesto di cambiare stanza, ma non è stato possibile accontentarlo per mancanza di spazi.

Al rifiuto sarebbe andato in escandescenze e avrebbe sradicato il termosifone. É stato necessario intervenire per bloccare la fuoriuscita di acqua, molto copiosa.

Lui continuava a lanciare oggetti e, successivamente, ha anche usato il termosifone come ariete per sfondare la porta. Gli agenti aggrediti hanno avuto dai 7 ai 10 giorni di prognosi.

Cgil: “Carceri sovraffollate, stanno scoppiando”

Per la Cgil è “l’ennesimo bollettino di guerra dalla casa circondariale”.  “La popolazione carceraria in struttura ha raggiunto le 870 presenze, che spiega tanto della situazione caotica. E tutto nell’immobilismo più assoluto dell’amministrazione. Il governo si faccia carico di un piano organico di potenziamento di uomini e mezzi oltre a misure alternative di buon senso per decongestionare il sovraffollamento degli istituti che stanno letteralmente scoppiando”, racconta Salvatore Bianco della Fp Cgil.

“La situazione potrebbe aggravarsi in qualsiasi momento. Se si sceglie di non utilizzare misure alternative per ridurre il sovraffollamento, allora occorre potenziare il personale in tutte le sue articolazioni. Se non si fa nessuna delle due cose si pongono le condizioni per il collasso e, dunque, la catastrofe del sistema penitenziario”, prosegue Bianco.

Sono situazioni “che purtroppo viviamo in tutte le carceri italiane – afferma Giovanni Battista Durante del Sappe (Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria), dove le aggressioni aumentano sempre di più, tant’è che sono aumentate da circa 1700 a 2000 all’anno. É giunto il momento di fare qualcosa di concreto, per garantire la sicurezza e l’incolumità dei nostri colleghi”. Da tempo “chiediamo la dotazione del Taser o di altro strumento simile, ma ad oggi nulla è stato fatto”, chiude Battista Durante.

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