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Superbonus a Pesaro, si era versato oltre 74mila euro per lavori mai approvati: l’ex amministratore pesarese deve risarcire
La vicenda riguarda la gestione 2020-2021 di un condominio

PESARO Si era versato oltre 74mila euro per seguire i lavori legati al Superbonus 110%, ma secondo il Tribunale di Pesaro, la somma non era mai stata approvata dall’assemblea. Per questo l’ex amministratore e la società di amministrazione sono stati condannati a restituire 66.532 euro e a pagare altri 14.540 euro a titolo di risarcimento, oltre agli interessi. La vicenda riguarda la gestione del condominio negli anni 2021 e 2022. Dalla sentenza emerge che l’amministratore aveva considerato quel prelievo come compenso straordinario, collegato alla gestione dei lavori con Sismabonus. Il compenso era stato però calcolato sul valore di un appalto da diversi milioni di euro, anche se i lavori non sono mai stati realizzati e senza che l’importo fosse inserito nei rendiconti o approvato dall’assemblea.
Il Tribunale ha chiarito che la somma non poteva essere legato al valore dell’appalto, ma solo all’attività effettivamente svolta nelle impugnazioni delle delibere condominiali, considerate cause di valore indeterminato. Da qui la decisione del giudice di ordinare la restituzione della maggior parte delle somme incassate. Alla base del contenzioso sono finiti anche i progetti di lavori finanziati con il Superbonus, che prevedevano interventi anche su box e balconi privati. Le decisioni erano state prese a maggioranza, ma alcuni condomini avevano fatto ricorso e i giudici avevano bloccato le delibere, condannando il condominio al pagamento delle spese. Secondo il Tribunale, l’amministratore ha agito in modo poco prudente, continuando a ritenere valide decisioni che incidevano su proprietà private. Accolte anche altre richieste per spese sostenute senza autorizzazione e per incarichi affidati due volte. Respinte invece le domande sul presunto danno per la perdita del Superbonus, così come la richiesta dell’ex amministratore di ottenere oltre 228mila euro. Nessun rimborso è stato riconosciuto dall’assicurazione. La difesa dell’amministratore ritiene la sentenza censurabile sotto diversi profili, vista l’esistenza di un valido contratto tra le parti. Molteplici sono state le richieste respinte, formulate dal condominio. L’amministratore sta già presentando appello.
Superbonus a Pesaro, si era versato oltre 74mila euro per lavori mai approvati: l’ex amministratore pesarese deve risarcire
La vicenda riguarda la gestione 2020-2021 di un condominio

PESARO Si era versato oltre 74mila euro per seguire i lavori legati al Superbonus 110%, ma secondo il Tribunale di Pesaro, la somma non era mai stata approvata dall’assemblea. Per questo l’ex amministratore e la società di amministrazione sono stati condannati a restituire 66.532 euro e a pagare altri 14.540 euro a titolo di risarcimento, oltre agli interessi. La vicenda riguarda la gestione del condominio negli anni 2021 e 2022. Dalla sentenza emerge che l’amministratore aveva considerato quel prelievo come compenso straordinario, collegato alla gestione dei lavori con Sismabonus. Il compenso era stato però calcolato sul valore di un appalto da diversi milioni di euro, anche se i lavori non sono mai stati realizzati e senza che l’importo fosse inserito nei rendiconti o approvato dall’assemblea.
Il Tribunale ha chiarito che la somma non poteva essere legato al valore dell’appalto, ma solo all’attività effettivamente svolta nelle impugnazioni delle delibere condominiali, considerate cause di valore indeterminato. Da qui la decisione del giudice di ordinare la restituzione della maggior parte delle somme incassate. Alla base del contenzioso sono finiti anche i progetti di lavori finanziati con il Superbonus, che prevedevano interventi anche su box e balconi privati. Le decisioni erano state prese a maggioranza, ma alcuni condomini avevano fatto ricorso e i giudici avevano bloccato le delibere, condannando il condominio al pagamento delle spese. Secondo il Tribunale, l’amministratore ha agito in modo poco prudente, continuando a ritenere valide decisioni che incidevano su proprietà private. Accolte anche altre richieste per spese sostenute senza autorizzazione e per incarichi affidati due volte. Respinte invece le domande sul presunto danno per la perdita del Superbonus, così come la richiesta dell’ex amministratore di ottenere oltre 228mila euro. Nessun rimborso è stato riconosciuto dall’assicurazione. La difesa dell’amministratore ritiene la sentenza censurabile sotto diversi profili, vista l’esistenza di un valido contratto tra le parti. Molteplici sono state le richieste respinte, formulate dal condominio. L’amministratore sta già presentando appello.
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